GIRO D’ITALIA 2012/ Chiappucci: italiani attenti a Rodriguez ed Hesjedal (esclusiva)

Joaquin Rodriguez ha vinto il tappone dolomitico da Falzes a Cortina d’Ampezzo. Restano in lotta con lo spagnolo Hesjedal, Basso e Scarponi: il commento di Claudio Chiappucci (esclusiva).

23.05.2012 - int. Claudio Chiappucci
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Joaquin Rodriguez (Infophoto)

Il tappone dolomitico con Valparola, Duran, Forcella Staulanza e Giau prima dell’arrivo a Cortina d’Ampezzo doveva emettere i primi verdetti in questo Giro d’Italia incerto e combattuto ma non molto spettacolare finora, e i verdetti non sono mancati. Sono rimasti in sei infatti fin sul traguardo (clicca qui per leggere cronaca, ordine d’arrivo e classifica generale) a giocarsi la tappa: la maglia rosa Joaquin Rodriguez si è imposto davanti a Basso, Hesjedal, Uran, Scarponi e Pozzovivo, e ora sono rimasti presumibilmente in quattro – Rodriguez, Hesjedal, Basso e Scarponi in ordine di classifica – a giocarsi il Giro. Basso ha tirato quasi tutto il giorno, e si è fatto apprezzare anche in discesa, Scarponi ha saputo riprendersi alla grande dopo una crisi per crampi, ma davanti restano i due stranieri: Rodriguez meritatamente in maglia rosa ed Hesjedal sempre più sorprendente (e forse il più forte a cronometro). Abbiamo parlato di tutto questo con il grande scalatore degli anni ’90 Claudio Chiappucci: ecco cosa ha detto in esclusiva per IlSussidiario.net.

Chiappucci, come possiamo giudicare questo tappone?

Sembra che gli stranieri abbiano qualcosa in più. Joaquin Rodriguez è fortissimo, niente da dire: questo potrebbe essere davvero il suo anno visto che andava forte già nelle classiche.

Era tra i favoriti, ma sta andando anche meglio del previsto…

Il modo in cui ha vinto sia ad Assisi sia oggi dimostra che sta davvero bene. E poi non dimentichiamo l’effetto che fa avere la maglia rosa addosso: potrebbe andare meglio del previsto anche a cronometro.

Hesjedal invece sta sorprendendo tutti: dove può arrivare?

Il canadese è la davvero la sorpresa di questo Giro, e ovviamente non si può più sottovalutarlo. Inoltre mi sembra che si trovi molto bene sulle salite più dure e sabato potrebbe anche fare il numero. Di certo per ora sono lui e Rodriguez quelli che hanno dimostrato di avere qualcosa in più.

E gli italiani?

Non mi sembrano in grande spolvero. Manca qualcosa, anche oggi non riescono a fare la differenza.

Ivan Basso però è sempre stato davanti a fare il ritmo…

Sì, ma questo non basta. Bisogna staccare gli avversari, non solo tirare.

Scarponi invece ha perso un’occasione a causa dei crampi?

Vale lo stesso discorso anche per lui. Sono lì ma non riescono a fare la differenza che servirebbe…

La notizia di oggi è la crisi di Kreuziger…

Sì, ma ci sono tanti altri. Ad esempio abbiamo visto molto bene tanti spagnoli, le novità non sono mancate. Anche se la classifica generale per loro è legata soprattutto a Rodriguez, che ha già molta esperienza e quest’anno ha fatto un ulteriore salto di qualità.

Pozzovivo invece oggi si è ripreso: è lui la nota migliore tra gli italiani?

Da Pozzovivo di certo non si poteva pretendere che vincesse il Giro. E’ un buon scalatore, sta andando bene e anzi quest’anno è il miglior scalatore che abbiamo in Italia.

Cosa possiamo aspettarci dai prossimi tapponi?

Sì, specialmente nella tappa dello Stelvio: è terribile e a fine Giro può fare ancora più male.

Quindi la ritiene più importante rispetto a Pampeago?

Beh, tutte e due sono importanti. Pampeago è un arrivo in salita durissimo, e due giorni consecutivi così a fine Giro sono sempre difficili. Però ripeto: non ho visto nessuno fare i numeri finora, e quindi non so se li faranno anche nei prossimi giorni.

Ma bisognerà provarci per chi vuole vincere…

Se Rodriguez si difende così sarà difficile attaccarlo, e nei tapponi così duri può anche essere più difficile attaccare, perchè la stanchezza incide.

Il Giro si potrebbe decidere nella crono di Milano?

Sì, si rischia davvero che finisca così. Sarebbe strano ma è così. Però in una crono di 30 km dovrebbero bastare 1 minuto e 20 secondi di vantaggio se c’è uno scalatore davanti.

 

(Mauro Mantegazza)



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