GIRO D’ITALIA 2012/ Stagi: incertezza fino alla fine, favoriti Scarponi, Basso e Kreuziger (esclusiva)

- int. Pier Augusto Stagi

Oggi parte da Herning (Danimarca) il Giro d’Italia 2012. Difficoltà concentrate nella terza settimana e favoriti Scarponi, Basso e Kreuziger. Il punto di Pier Augusto Stagi (esclusiva).

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Il logo del Giro d'Italia

Ventuno tappe (più due giorni di riposo), 3503,9 km di corsa, la partenza più a Nord nella storia delle grandi corse a tappe, 71,9 km a cronometro divisi in tre tappe – due individuali e una a squadre –, 39 Gran Premi della Montagna: questo sarà in estrema sintesi il Giro d’Italia che scatta oggi da Herning (Danimarca) per concludersi domenica 27 maggio a Milano. Un percorso sulla carta meno duro di quello – davvero massacrante – del 2011, e con le maggiori difficoltà concentrate nella terza settimana perché l’obiettivo degli organizzatori è quello di avere una corsa incerta fino alla fine. Più spazio per i velocisti, che avranno a loro disposizione probabilmente sette occasioni, per la gioia del campione del Mondo Mark Cavendish e di tutte le altre “ruote veloci” del gruppo. I grandi favoriti sono Michele Scarponi (che potrà contare su Damiano Cunego), Ivan Basso e – tra gli stranieri – Roman Kreuziger, Joaquin Rodriguez e Frank Schleck. Manca un protagonista assoluto, in compenso ci saranno moltissimi giovani: ben 54 corridori su 198 competeranno per la maglia bianca. A proposito di maglie, la grande novità sarà la maglia azzurra per gli scalatori al posto della verde. Per presentare questo Giro d’Italia abbiamo chiamato Pier Augusto Stagi, giornalista tra i più noti del mondo del ciclismo. Intervista esclusiva per IlSussidiario.net.

Si parte dalla Danimarca: condivide questa scelta?

Ormai è un fatto quasi consolidato: sono sempre più frequenti le partenze dall’estero, sia del Giro sia del Tour. Quindi ormai siamo abituati a queste promozioni internazionali del marchio Giro d’Italia. C’è da dire che le partenze dall’estero sono sempre ben organizzate, nonostante sia un impegno non da poco allestirle: ad esempio Herning è tutta “vestita” di rosa e ci sono grande calore, attesa e partecipazione. Il Giro per loro è una festa, ed è un bel biglietto da visita per l’Italia.

Il percorso sembra più facile di quello della passata edizione…

Quello del 2011 è stato giudicato da tutti molto bello ma forse troppo duro. Praticamente ogni giorno c’erano motivi di interesse tecnico. Diciamo che quest’anno si torna alla normalità dopo un Giro del Centenario (2009) che non era riuscito benissimo e quello durissimo dell’anno scorso. In questa edizione invece il percorso ricalca abbastanza quello del 2010, che tra l’altro era partito anche in quel caso dall’estero, da Amsterdam.

Le maggiori difficoltà saranno nella terza settimana. Prima di allora cosa dobbiamo aspettarci?

Le prime due settimane non sono difficilissime, ma le insidie non mancheranno. Nelle tappe danesi bisognerà fare attenzione soprattutto al vento. Appena tornati in Italia ci sarà la cronosquadre di Verona, che sarà già un motivo tecnico molto importante. Certo che le occasioni per i velocisti non mancheranno…

Tra loro chi dobbiamo attendere in particolare?

Naturalmente Cavendish, ma la concorrenza non mancherà, possibilmente anche dai giovani italiani come Guardini. Speriamo che qualcuno riesca a mettere le ruote davanti al campione del Mondo.

Poi come proseguirà il Giro?

Dopo la crono di Verona, Lago Laceno potrebbe darci le prime indicazioni. Non sarà una grande salita, ma capiremo chi sta bene e chi invece è in difficoltà. Dopo ci sarà una seconda settimana nervosa con tappe come quella di Assisi e Sestri Levante che non faranno sconquassi ma meritano attenzione. Il fine settimana invece sarà interessante, con gli arrivi a Cervinia e a Pian dei Resinelli.

Poi ci sarà il grande spettacolo della terza settimana…

Sì, cominceremo con una tappa da segnare in rosso a Cortina d’Ampezzo: arrivo in discesa, ma dopo Valparola, Duran, Staulanza e soprattutto il Giau. Qui i motori dovranno ormai essere belli caldi.

Due giorni dopo si arriva a Pampeago…

La tappa più dura insieme a quella del giorno dopo. Manghen e doppio passaggio sull’Alpe di Pampeago con in mezzo il Lavazè. Tra l’altro a Pampeago stavolta si arriva davvero su in cima al passo. Qui Pantani aveva regalato grandi emozioni, e la tappa è ancora più dura di quella.

Sabato 26 il tappone…

Qui basta elencare i nomi, che parlano da soli. In successione ci saranno Tonale, Aprica, Mortirolo e l’arrivo sullo Stelvio. E non dimentichiamo che il giorno dopo a Milano non c’è la passerella, ma ancora una cronometro.

L’obiettivo di quest’anno è di avere incertezza fino alla fine, rispetto all’anno scorso…

Sì, l’anno scorso c’era stato già al termine della prima settimana il duro arrivo sull’Etna, e poi un trittico impressionante nella seconda settimana (gli arrivi in successione su Grossglockner, Zoncolan e Gardeccia, ndR). Contador così sbaragliò il campo ed ottenne una vittoria pulita, anche se poi cancellata per la squalifica legata al Tour 2010: resta il fatto che fu di gran lunga il più forte, anche se tutte le energie spese in un Giro massacrante le pagò al Tour. E pensare che è stato cancellato il Crostis…

Senza un dominatore annunciato, quali saranno i favoriti?

Innanzitutto, spero che ci siano segnali dai giovani. Tra i favoriti naturalmente c’è chi parte col numero 1, Michele Scarponi, che quest’anno vorrebbe vincere il Giro sulla strada a tutti gli effetti.

Basso?

Ivan vorrebbe vincere di nuovo alla soglia dei 35 anni. Torna al Giro dopo un 2011 con un Tour interlocutorio e vuole centrare uno dei suoi ultimi grandi traguardi, fare il tris come Magni, Gimondi o Hinault. Ha avuto una primavera complicata, ma sa come affrontare questa situazione e anche nel 2010 arrivò al Giro più o meno nello stesso modo. Piuttosto, gli farebbe comodo avere al fianco Nibali, come sarà per la Lampre che a Scarponi affianca Cunego.

Tra gli stranieri?

C’è Frank Schleck, che cerca il grande risultato “in proprio”, ma soprattutto Kreuziger, che ormai ha l’età giusta per ottenere dei risultati all’altezza delle sue capacità e delle aspettative di tutti verso di lui. Conosce bene l’Italia, è cresciuto da noi alla Liquigas: lo vedo come il migliore straniero, anche davanti a Rodriguez e Gadret.

Diciamo un podio ipotetico Scarponi-Basso-Kreuziger?

Sì, potrebbe essere un gioco a tre, ma attenzione perché non c’è un faro della corsa.

Tra i cosiddetti “cacciatori” di tappe chi possiamo aspettare?

Ce ne sono davvero tanti, basterebbe citare il campione d’Italia Visconti, Filippo Pozzato, Ballan e sicuramente Thor Hushovd, cacciatore di classiche per eccellenza. La corsa di quest’anno, meno dura della precedente, si presta molto anche a loro.

E tra gli scalatori?

Il loro regno sarà l’ultima settimana: aspetto soprattutto gli uomini della Androni, con Rujano, Serpa e Sella, e i giovani della Colnago guidati da Pozzovivo.

 

(Mauro Mantegazza)

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