BOXE/ E’ morto per infarto Teofilo Stevenson, eroe dilettantistico

- La Redazione

Questa notte è morto Teofilo Stevenson, ex pugile stroncato da un infarto all’età di sessant’anni. Ripercorriamo la storia di un eroe dello sport cubano, che rifiutò il professionismo

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Teofilo Stevenson aveva 60 anni (INFOPHOTO)

Una brutta notizia per tutti gli appassionati: questa notte è morto Teofilo Stevenson, storico pugile cubano. Stevenson è stato colto da un infarto che lo ha ucciso all’età di sessant’anni. Nato a Puerto Padre il 29 Marzo 1952, Teofilo Stevenson è considerato uno dei più grandi pugili della storia delle Olimpiadi. La cosa singolare è che Stevenson non è mai stato un pugile professionista, ma ha sempre gareggiato a livello dilettantistico. Vero che le leggi cubane non prevedono il livello professionista nella disciplina del pugilato, ma dietro il rifiuto di Teofilo si cela anche una scelta personale. Resa emblematica da una dichiarazione celebre, rilasciata nel 1976: in quell’anno Stevenson vinse per la seconda volta la medaglia d’oro ai giochi di Montreal. Dagli Stati Uniti gli arrivò un’offerta di ben cinque milioni di dollari per giocare contro Muhammad Ali, campione dei pesi massimi. La risposta di Stevenson ha fatto leggenda: “Cosa valgono cinque milioni di dollari, quando ho l’amore di cinque milioni di cubani?” Il mancato salto nel professionismo non ha impedito a Stevenson di riempire la propria bacheca: dopo i giochi panamericani del 1971, Teofilo vinse la sua prima medaglia d’oro olimpica nell’edizione tedesca del 1972, a soli vent’anni. Due anni dopo, Stevenson trionfò nei mondiali dilettantistici proprio a Cuba, inaugurando una tre anni strepitosa in cui rivinse i giochi panamericani (1975) e al medaglia d’oro ai giochi di Montreal. In quel momento, Teofilo Stevenson raggiunse un’ottima notorietà, che gli valse la chiamata dagli States per il grande salto nel professionismo. Che il nostro rifiutò per amor di stato, continuando il proprio percorso dorato. Nell’ordine, Stevenson conquistò: oro al mondiale dilettantistico di pugilato nel 1982, giochi panamericani per la terza volta nel 1979, oro alle olimpiadi di mosca nel 1980. Quest’ultimo successo lo rese il secondo pugile nella storia, dopo l’ungherese Laszlo Papp, a vincere per tre volte l’oro olimpico nella disciplina della boxe. L’ascesa di Teofilo Stevenson conobbe una battuta d’arresto nel 1982: dopo oltre un decennio di vittorie ininterrotte, senza alcun k.o., il nostro Francesco Damiani lo sconfisse ai mondiali dilettanti del 1982, “costringendolo” all’argento. Stevenson si rifece quattro anni dopo…

 

…conquistando l’oro nell’edizione mondiale dilettanti 1986, battendo in finale l’americano Alex Garcia. Dopo il ritiro, Teofilo Stevenson fu nominato allenatore del programma cubano del pugilato dilettantistico. Stevenson sarà ricordato come un dei pugili più importanti della storia, tuttavia sulla sua figura sportiva incomberà per sempre un interrogativo: che impatto avrebbe avuto nella boxe professionistica? Al suo tempo, il pugilato era dominato da atleti del calibro di Ali, George Foreman e Joe Frazier: Teofilo Stevenson avrebbe potuto dire la sua? E’ una domanda che non si addormenterà mai, esattamente come la sua memoria nei cinque milioni di cubani cui ha offerto la carriera.

 

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