WIMBLEDON 2012/ Tennis, out Schiavone, Giorgi e Vinci: finisce il torneo delle italiane. Perde anche la Sharapova

- La Redazione

Vinci e Giorgi perdono nettamente, la Schiavone ci fa sperare ma poi crolla fisicamente: il torneo di Wimbledon per gli italiani finisce oggi. A sorpresa fuori Maria Sharapova. I risultati.

Lisicki
Sabine Lisicki, numero 15 WTA (Infophoto)

Il torneo di Wimbledon 2012, per i colori italiani, è finito oggi pomeriggio. Avevamo tre azzurre ancora in corsa, agli ottavi di finale, un record per il nostro tennis: sono state tutte eliminate, una dietro l’altra, mancando così l’accesso ai quarti. Per Camila Giorgi l’impresa era di quelle semi-impossibili: la numero 145 del mondo (oggi però già 89) dopo aver fatto fuori Pennetta e Petrova arrivando sostanzialmente dal nulla (le altre italiane non l’hanno mai vista giocare e ne hanno sentito parlare in modo vago), se la vedeva contro la numero 3 del mondo Agnieszka Radwanska. 6-2, 6-3 il punteggio, con Camila che ci ha provato ma ha commesso troppi errori gratuiti, cercando lo scontro da fondo contro una giocatrice più esperta e solida di lei. Resta questo il grosso limite di Camila Giorgi, che ha grande talento, una personalità da trentenne e vincenti a ripetizione, ma deve imparare ad approcciare tatticamente il match e soprattutto a servire: nove doppi falli in due set sono troppi, non sempre c’è l’avversaria che ti regala i punti. Comunque, Camila ha scalato quasi 60 posizioni in classifica, e ora la sua carriera può iniziare: dalle scelte che farà, soprattutto manageriali (per ora la segue papà Sergio), potrà dipendere il suo futuro. Roberta Vinci, invece, era considerata la nostra migliore speranza sull’erba: in più, se la giocava contro Tamira Paszek, outsider austriaca giunta qui per aver superato, tra le altre, Caroline Wozniacki al primo turno. La Paszek però si è dimostrata tutt’altro che sprovveduta: grandi colpi, solidità, un paio di “Come on” urlati al suo box, e la chiusura per 6-1, 6-2 in pochissimo tempo. Roberta Vinci esce da un torneo che sulla carta avrebbe potuto vederla più protagonista: le resta il doppio, in coppia con Sara Errani che aveva perso sabato il suo match di terzo turno contro Yaroslava Shvedova. La partita più emozionante, ancora una volta, ce l’ha regalata Francesca Schiavone: impegnata sul campo numero 3 contro la campionessa in carica Petra Kvitova, la Leonessa di Milano, in non perfette condizioni fisiche, ha dato tutto quel che aveva. Nel primo set, break subito e poi via a chiudere 6-4. La grande occasione l’ha avuta nel secondo, quando è salita ancora di un break e ha avuto la possibilità di scappare via. Brava è stata la Kvitova a reagire, strappando il servizio a Francesca e salendo 6-5 (dopo una breve interruzione per pioggia, con le giocatrici che sono rimaste sul terreno di gioco). Qui Francesca ha ceduto ancora la battuta perdendo il secondo set, e poi non ne ha avuto più per contrastare la ceca, che è andata 5-0 in un amen e ha chiuso 6-1. Peccato, ma gli ottavi per la Schiavone restano comunque un buon risultato. In generale, per le nostre ragazze, un bilancio positivo: abbiamo fatto il record di qualificazioni al quarto turno, abbiamo forse scoperto una futura campionessa e abbiamo confermato che il nostro movimento femminile è in crescita. In giornata, però, si giocavano anche gli altri ottavi di finale femminili: 

Nella parte alta, eliminata con grande sorpresa la numero 1 al mondo (e del seeding qui a Wimbledon) Maria Sharapova, che ha ceduto 6-4, 6-3 a Sabine Lisicki, nella riedizione della semifinale dello scorso anno (terminata con uguale punteggio, ma per la russa). La campionessa del Roland Garros ha ceduto di schianto, ma attenzione alla tedesca Sabine: nel 2009 era ai quarti di finale qui a Londra, poi un grave infortunio le troncò la crescita. Tornata a Wimbledon due anni dopo grazie a una wild card, battè al secondo turno la cinese Na Li (ancora una volta, vincitrice del Roland Garros) tra le lacrime di commozione e gioia, a fine partita dichiarò “Quando ero sotto ho iniziato a pensare ‘Bene, cerca solo di rimanere in campo il più a lungo possibile’: è finita che ho vinto” e volò fino al penultimo atto. E’ numero 21 del mondo, può salire fino al 18 e può ancora scalare la classifica, soprattutto perchè l’impegno dei quarti di finale non è impossibile: sarà derby tedesco contro Angelique Kerber, altra tennista in ascesa verticale: Sara Errani l’ha battuta nei quarti a Parigi il mese scorso, oggi la Kerber ha triturato una comunque ottima Clijsters (in generale nel torneo) con un eloquente 6-1, 6-1. Avanza anche Serena Williams, che deve faticare tre set prima di chiudere 7-5 contro la kazaka Shvedova, altra tennista da tenere d’occhio (due mesi fa era fuori dalle 100, oggi è numero 46 al mondo). Nei quarti, duello interessantissimo tra la quattro volte campionessa di Wimbledon e l’ultima vincitrice, Petra Kvitova. La Radwnska invece affronta Maria Kirilenko, vincitrice in tre set su Shuai Peng. Pochi minuti fa – interruzione causa copertura del campo centrale – si è qualificata l’ultima giocatrice: Victoria Azarenka, numero 2 del mondo, che ha schiantato Ana Ivanovic 6-1, 6-0 e ora se la vedrà con la Paszek. La parte alta del tabellone, con l’eliminazione della Sharapova, sembra la più “debole”: la sensazione è che chi uscirà indenne dalla parte bassa vincerà il torneo (quindi una tra Williams, Azarenka e Kvitova).

 

 

(1) Maria Sharapova – (15) Sabine Lisicki: 4-6, 3-6

Kim Clijsters – (8) Angelique Kerber: 1-6, 1-6

(3) Agnieszka Radwanska – Camila Giorgi: 6-2, 6-3

(17) Maria Kirilenko – (30) Shuai Peng: 6-1, 6-7, 6-3

(6) Serena Williams – Yaroslava Shvedova: 6-1, 2-6, 7-5

(24) Francesca Schiavone – (4) Petra Kvitova: 6-4, 5-7, 1-6

Tamira Paszek – (21) Roberta Vinci: 6-1, 6-2

(14) Ana Ivanovic – (2) Victoria Azarenka: 1-6, 0-6

 

 

(15) Sabine Lisicki (Germania) – (8) Angelique Kerber (Germania)

(3) Agnieszka Radwanska (Polonia) – (17) Maria Kirilenko (Russia)

(6) Serena Williams (Stati Uniti) – (4) Petra Kvitova (Repubblica Ceca)

Tamira Paszek (Austria) – (2) Victoria Azarenka (Bielorussia)

 

(Claudio Franceschini)

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