OLIMPIADI LONDRA 2012/ Pallanuoto maschile, Italia-Croazia (6-8): cronaca e tabellino. Argento per il Settebello

- La Redazione

Niente da fare per il Settebello, che in finale viene battuto nettamente dalla Croazia. Finisce 8-6, nonostante fossimo andati in vantaggio per 2-0 nel primo quarto. Oro per Ratko Rudic.

Felugo
Maurizio Felugo (Infophoto)

E’ medaglia d’argento per l’Italia della pallanuoto maschile, ma va bene così. Oggi, la Croazia del nostro vecchio amico ed eroe Ratko Rudic si è dimostrata più forte, troppo per pensare di poterla battere e prenderci l’oro. Finisce 8-6 per loro, e quindi l’ultima nostra gioia olimpica risale ancora a vent’anni fa, a quel pomeriggio di Barcellona e a un Ratko che non aveva ancora i capelli ingrigiti dall’età. Oggi festeggia ancora lui, ma sulla panchina sbagliata, vista dal nostro punto di vista. Diciamolo subito, a scanso di equivoci: il torneo del Settebello è stato fantastico. Si era complicato dopo la sconfitta proprio contro i croati nel girone, che aveva fatto seguito al pareggio deludente contro la Grecia. Lì è stato bravissimo Sandro Campagna a girare tutto, con una sfuriata che ora entrerà negli annali dei nostri Giochi Olimpici, a metà della partita contro il Kazakhstan; contro la Spagna abbiamo vinto prendendo secondo posto nel girone e quarto di finale contro un’Ungheria che aveva vinto le ultime tre Olimpiadi e che noi invece abbiamo spazzato via. Dicevano che la Serbia fosse un ostacolo insuperabile, che dovevamo dirci orgogliosi e fortunati di giocarci il bronzo; ma Maurizio Felugo, il trascinatore di questa formazione insieme a Stefano Tempesti, aveva detto che “noi siamo matti”, e aveva ragione. Contro i serbi abbiamo ripetuto la grande impresa già andata in onda a Shanghai, questa volta senza nemmeno il bisogno dei tempi supplementari. Siamo arrivati alla partita di oggi in grandissima fiducia, così tanta che pronti via ed eravamo avanti 2-0, merito dei gol di Valentino Gallo e di quel Felugo che non ha mai mollato di un centimetro, il cui volto trasfigurato dopo la marcatura decisiva contro gli ungheresi è da copertina. Purtroppo, il doppio colpo non ha minato le certezze dei croati, che invece da quello svantaggio al fulmicotone hanno costruito il loro oro: difesa pazzesca che ha costretto i nostri ragazzi a conclusioni da fuori sulle quale Pavic parava con comodità, rendendo così vani i miracoli di un Tempesti ancora in giornata di grazia. Pian piano, anche i croati hanno iniziato a centrare la porta: il primo quarto è finito ancora con il Settebello in vantaggio, ma poi è cambiato tutto: nei 16 minuti successivi abbiamo messo insieme appena una rete, quella di Felugo che ci aveva riportati sul 3-3 proprio all’inizio del terzo periodo. Poi, una carestia offensiva dilagante, che ha avuto l’effetto di allargare il divario tra noi e loro. 3-4, poi 3-5 con cui si è andati all’ultimo riposo. Lì, la partita era già uno scoglio insormontabile, e lo è diventato ancora di più con la doppietta di Jokovic: 3-7, e tutti a casa. Giorgetti ha provato a riportarci in gara, e qualcuno forse avrà pensato a come anche la Serbia avesse girato 3 gol di svantaggio in quattro minuti; ma l’analogia stavolta è rimasta a bordo piscina, perchè in acqua Sukno ha infilato il gol della medaglia d’oro. Tardive e inutile le marcature di Presciutti e Felugo (sulla sirena), utili solo a rendere meno pesante il passivo. Vince la Croazia, ma il Settebello salito poi sul secondo gradino del podio aveva la faccia di chi sa di aver fatto un’impresa storica: 16 anni dopo il bronzo di Atlanta, l’Italia della pallanuoto maschile torna a festeggiare una medaglia. In panchina, allora, c’era ancora Rudic: siamo sicuri che, nel veder festeggiare il gruppo di Campagna con l’argento al collo, oggi si sia sentito doppiamente orgoglioso.

Marcatori: Gallo (I), Felugo (I), Buljubasic (C); Jokovic (C), Barac (C); Felugo (I), Boskovic (C), Boskovic (C); Jokovic (C), Jokovic (C), Giorgetti (I), Sukno (C), Presciutti (I), Felugo (I)



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