OLIMPIADI LONDRA 2012/ Taekwondo, Carlo Molfetta medaglia d’oro

- La Redazione

Carlo Molfetta ha vinto la finale olimpica di taekwondo a Londra 2012, battendo il gabonese Anthony Obame al sudden death dopo una rimonta incredibile. Venticinquesima medaglia italiana

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Carlo Molfetta batte il gabonese Anthony Obame al sudden death, dopo il pareggio per 9-9, e vince la medaglia d’oro nel taekwondo alle olimpiadi di Londra 2012.Qualcuno un giorno ha detto che le gioie più belle sono inaspettate. Ebbene alzi la mano chi di noi, nel mosaico olimpico, avrebbe cliccato sul taekwondo al momento di scommettere un euro azzurro a Londra 2012. Forse solo lui, Carlo Molfetta, brindisino di Mesaglie classe 1984, nuovo campione olimpico di taekwondo. Per molta gente drogata di calcio, questa parola di malcelata origine coreana apre addirittura un file che però con Carlo Molfetta non c’entra nulla. La mente corre a Zlatan Ibrahimovic e al suo multiforme ingegno d’attaccante fedifrago: lo svedese ha rivelato più volte d’essere stato praticante della specialità, nelle sue peregrinazioni adolescenziali. Da oggi Ibra il parigino ha una persona in più a cui chiedere consigli, forse il miglior consigliere in materia al mondo, di sicuro in Italia. L’ennesima, pazzesca storia olimpica ci svela un nuovo eroe e il suo sport, incomprensibile al primo appuntamento ma via via più familiare, come certe donne. Certo, se oggi l’italiano medio s’interessa al mistero taekwondo, letteralmente l’arte dei pugni e dei calci in volo, è solo grazie all’umano tramite che la nostra terra ci ha regalato. Carlo Molfetta ha scritto un’impresa: è il primo oro italiano in questa disciplina, che aveva accolto giusto l’argento di Mauro Sarmeinto a Pechino. Proprio su Sarmiento erano fissi i nostri occhi, già remissivi ad accostarsi ad uno sport senza palla ne guantoni. Dalla penultima giornata olimpica è spuntato Molfetta, che da buon tifoso interista ha firmato un successo per cuori forti. Già dalla semifinale, combattuta contro il gigante maliano Keita, tre anni e trenta centimetri più di lui nonché campione del mondo 2007 e 2009. Un match condotto sin dall’inizio, con l’africano a rimontare e poi soccombere spalancando al nostro le porte di una meritata finale. Ben diversa nel suo incredibile svolgimento: inizio shock col parziale di 6-1 a favore di Obame, solo nel primo round. Timida reazione di Carlo nel secondo, che poi erutta nell’ultimo: la remuntada lo porta al pareggio a dieci secondi dalla fine. Ma non c’è più tempo per colpire e la palla passa ai giudici, che premiano l’azzurro per maggiore combattività. Per forza:

…è Carlo Molfetta da Mesagne, il miglior lottatore del mondo. Da oggi, quando Ibra parlerà di taekwondo, ci scapperà un sorriso in più. 



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