DIRETTA/ Andy Murray-Novak Djokovic live (Finale Us Open tennis 2012): la partita in temporeale

- La Redazione

Andy Murray e Novak Djokovic si affrontano nella finale del singolare maschile degli Us Open. Partita indecifrabile: Djokovic è imbattibile sul cemento, ma Murray appare più in forma.

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Andy Murray e Novak Djokovic, entrambi 25enni: una rivalità che durerà a lungo (Infophoto)

Si gioca questa sera (ore 22) la finale del torneo singolare maschile degli Us Open, tra Andy Murray e Novak Djokovic. L’ultimo Open della stagione termina lunedi: ormai non è più una novità, considerato che l’Arthur Ashe Stadium, il campo centrale che può contenere fino a 23.000 spettatori, non può essere dotato di copertura superiore proprio a causa della sua ampiezza. Quindi, la pioggia ha rallentato il programma: finale femminile posticipata a domenica (ha vinto Serena Williams: clicca qui per la cronaca della partita) e torneo maschile che vede il suo epilogo questa sera. Si affrontano il numero 2 e il numero 4 al mondo (qui però Murray, per l’assenza di Rafa Nadal, aveva il seeding numero 3); i precedenti dicono 8 a 6 per Djokovic, le ultime due sfide hanno visto prevalere il serbo (a Miami, sul cemento) e lo scozzese (alle Olimpiadi, sull’erba di Wimbledon). E’ una partita decisamente incerta: Djokovic sul cemento ha una striscia di 27 vittorie consecutive e sembra essere imbattibile, ma Murray in questo torneo ha giocato meglio, pur se accusa qualche fastidio alla schiena. In più, il serbo non è quella macchina indistruttibile che nel 2011 aveva fatto il pieno di tornei. Murray oggi ha raggiunto il livello dei migliori, grazie anche alla consapevolezza nei suoi mezzi che gli è derivata dalle imprese estive. La superficie non lo avvantaggia, ma se la gioca alla pari. La distanza è quella consueta dei 3 set su 5: entrambi sono dei combattenti che non hanno problemi se la partita si prolunga, sia Djokovic che Murray hanno ampiamente dimostrato di sapersi esaltare quando in campo c’è battaglia. Del resto i due sono coetanei, nati a una sola settimana di distanza (15 maggio 1987 Murray, 22 maggio 1987 Djokovic). C’è un precedente nelle finali Slam: Australian Open 2011, Djokovic si impose in tre set.

Andy Murray ha vissuto gli anni precedenti all’ombra dei tre mostri sacri del tennis maschile: Federer, Djokovic e Nadal. E’ sempre rimasto mezzo centimetro al di sotto, sapendo bene di avere le potenzialità da numero uno ma non riuscendo mai a prevalere. Prima del 2012 lo scozzese aveva giocato tre finali Slam, perdendole tutte e non riuscendo a vincere nemmeno un set. E’ cambiato tutto a Wimbledon: l’idolo di casa ha raggiunto la partita per il titolo e l’ha persa ancora – da Federer – ma per la prima volta ha vinto un set, mettendo in difficoltà lo svizzero. Alle Olimpiadi è arrivato nuovamente da eroe designato e questa volta la convinzione acquisita il mese precedente ha pagato: finale raggiunta battendo Djokovic, e questa volta vittoria su Federer al quale ha concesso appena 7 game. Da lì, Murray sembra avere acquisito una certezza nel suo gioco che si trasmette in campo: agli Us Open lo scozzese ha prima superato il bombardiere Raonic, poi è risorto da 3-6 1-5 contro Cilic fino a vincere in quattro set, infine ha piegato la resistenza di un Berdych che due giorni prima aveva fatto fuori Federer ed era in forma stratosferica. Forse non è favorito in finale, ma il ruolo di “underdog” gli piace: ai Giochi non aveva i favori del pronostico contro il Re. Questa è la sua quinta finale Slam, e può arrivare, finalmente, il primo titolo. 

Novak Djokovic ha la stessa età di Murray, ma ha vinto di più. Sono 31 i tornei conquistati dal serbo (23 per lo scozzese), di cui cinque dello Slam: 3 Australian Open, 1 Wimbledon, 1 Open degli Stati Uniti. Gli manca solo il Roland Garros, di cui ha giocato la finale quest’anno perdendola da Nadal, una delle tre finali che ha centrato nel 2012, che si era aperto con la vittoria di Melbourne. A Wimbledon non è riuscito a difendere il titolo, eliminato in semifinale da Federer, ma è l’unico major nel quale non sia arrivato fino in fondo. E’ stato il 2011 l’anno d’oro del serbo: ha vinto tre tornei del Grande Slam mancando solo il Roland Garros (fuori in semifinale), e con Wimbledon ha inaugurato una serie di tre Slam consecutivi, chiusasi con la vittoria australiana dello scorso gennaio. Oggi forse non è più su quei livelli, avendo avuto anche qualche problema fisico che ne ha limitato l’esplosività: ma resta un grandissimo combattente che sa trovare la soluzione giusta per incanalare la partita sui propri binari. Il torneo giocato qui a Flushing Meadows non è stato impegnativo fino ai quarti, quando Nole ha comunque distrutto Del Potro ai quarti di finale e poi in semifinale è stato aiutato dal vento, che ha interrotto la partita contro Ferrer con lo spagnolo avanti 5-2; perso un irrecuperabile primo set, Djokovic ha poi raggiunto la finale con relativa facilità. Questa sera difende il titolo conquistato lo scorso anno, quando sconfisse Nadal dopo aver annullato due matchpoint a Federer in semifinale.

Sarà una grande partita: speriamo non sia rovinata dalle condizioni atmosferiche, che hanno già disturbato a sufficienza il torneo. Al netto dell’eliminazione di Federer ai quarti, questa è la finale che tutti si aspettavano. Può essere la consacrazione di Djokovic sul cemento oppure il definitivo ingresso di Murray nell’elite dei più grandi della nuova era. La parola passa al campo: Murray-Djokovic sta per cominciare, segui e commenta la diretta della partita sul nostro sito.

 



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