ITALIAN OPEN GOLF 2012/ Golob: Francesco Molinari può essere protagonista a Torino (esclusiva)

- int. Fulvio Golob

Partono oggi a Torino gli Italian Open 2012 di golf, che si concluderanno domenica. In gara tra gli altri i fratelli Molinari e Matteo Manassero: ne parliamo con FULVIO GOLOB.

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Immagine d'archivio

Da oggi a domenica si disputa sull’importante percorso del Royal Park I Roveri di Torino l’edizione 2012 dell’Italian Open di golf, la numero 69 e la quarta consecutiva ospitata su questo percorso. Il Bmw Italian Open 2012 proporrà un campo di partenti di alto livello con sei giocatori tra i primi 50 del mondo, tre componenti del team dell’Europa alla prossima Ryder Cup, insieme al capitano e ai due vice capitani. quattro vincitori di major, 90 vincitori di tornei nell’European Tour. Ci saranno Francesco Molinari, Edoardo Molinari e Matteo Manassero, cioè i tre migliori giocatori italiani, e poi tra i Top 50 anche il tedesco Martin Kaymer, il belga Nicolas Colsaerts, gli spagnoli Gonzalo Fernandez Castano e Rafael Cabrera, l’inglese Simon Dyson. Per parlare di questa manifestazione abbiamo sentito uno dei più apprezzati e competenti esperti di golf, il direttore della rivista “Il mondo del golf”, Fulvio Golob. Eccolo in questa intervista a ilsussidiario.net.

Golob, come vede il livello tecnico di questo Italian Open?

Il livello è buono, ci sono diversi giocatori tra i più forti nel mondo, 6 tra i primi 50, tre componenti del team continentale alla prossima Ryder Cup, insieme al capitano e ai due vice capitani, e i tre migliori giocatori italiani, Francesco Molinari, Edoardo Molinari e Matteo Manassero, su cui noi punteremo le nostre speranze di ben figurare.
Quali saranno le possibilità di Manassero?

Potrà certamente fare molto bene, ma tutto dovrà andare per il meglio, perchè il golf è uno sport dove devi essere al 101% per fare bene.
Cosa potranno fare invece i due fratelli Molinari?

Dei tre italiani più forti presenti agli Open, Francesco è quello sicuramente più in forma e quindi anche quello in grado di poter fornire una grande prestazione. Edoardo invece è reduce da un infortunio, con quell’operazione al polso che l’ha interessato. In questo torneo dovrà quindi soprattutto verificare le sue condizioni di forma.
I suoi favoriti?

I tre italiani potranno fare molto bene. Poi Martin Kaymer ha ottime chance di vittoria. C’è il campione uscente Robert Rock e c’è un lotto di concorrenti in grado di poter ambire alla vittoria.
C’è sempre più interesse attorno a questa manifestazione: da cosa dipende?

Il golf in Italia sta sempre più acquistando interesse e popolarità: è uno sport che sta crescendo, questa è una cosa fuori di dubbio.
Arriveremo a competere con i paesi anglosassoni?
No, le cifre sono veramente differenti, se si pensa ai 100.000 italiani e ai 26, 27 milioni di praticanti negli Stati Uniti. Non c’è veramente confronto.

Perché gli Italian Open invece hanno cambiato data?

Per essere vicini alla disputa della Ryder Cup e per ragioni per così dire climatiche, anche se certo il fatto che contemporaneamente si stanno giocando tornei molto importanti negli Stati Uniti non aiuta l’Italian Open.

Cosa si potrebbe fare per incrementare la pratica del golf tra i ragazzi in Italia?
Non è che manchino i campi da golf, il problema è come raggiungerli per i ragazzi, questa penso sia la prima cosa da risolvere. I maestri infatti ci sono in Italia, sono circa 600. Quindi la prima questione è di natura logistica.

Manassero potrà mai diventare un numero uno del golf mondiale come Tiger Woods?
Non è una cosa semplice, perché di giocatori come Woods ne nascono pochi. Certo Manassero è giovane, ha già dimostrato di essere un giocatore di grande livello, ma da qui a dire che possa diventare un numero uno del golf mondiale…

 

(Franco Vittadini)

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