AS ROMA/ Ranieri, Sky Sport e il nervosismo da ultima spiaggia

- La Redazione

Il tecnico giallorosso non ha più la fiducia incrollabile di tifosi e calciatori. Negli ultimi tempi anche le polemiche con la stampa e un futuro sempre più traballante

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Claudio Ranieri (Foto: Ansa)

Ranieri contro tutti, o tutti contro Ranieri? Non c’è pace per il tecnico giallorosso, da settimane al centro di dibattiti e domande irrisolte. Nella stagione corrente la Roma non è ancora riuscita a decollare e il suo nervosismo è aumentato esponenzialmente, complici i risultati a singhiozzo, il fuoco amico di stampa e tifosi e i mugugni di un gruppo non più così devoto alla sua guida tecnica. L’ultimo episodio? Domenica pomeriggio nel post gara di un noiosissimo Roma-Bari Ranieri si è presentato ai microfoni di Sky Sport per analizzare il match. Inizio soft, poi rinvigorito dalle staffilate di Massimo Mauro e Mario Sconcerti. Il motivo del contendere? L’esistenza del caso-Pizarro. Una volta ambasciatore del più elegante British style, domenica Ranieri è andato su tutte le furie.

“Fate solo polemica, piano piano a Roma non vi vedrà più nessuno”, ha detto piccato agli opinionisti del colosso televisivo che versa nelle casse giallorosse circa 60 milioni di euro a stagione. Diatribe satellitari a parte (su Facebook è nato il gruppo romanista “Sky? No grazie”), sono mesi che Ranieri ha perso quella signorile pacatezza che da sempre ha caratterizzato il suo biglietto da visita in Italia e in Europa. Tornato a casa, ha vissuto una stagione di alti livelli e gloria precoce con una corsa scudetto sorprendente. Ma nel giro di qualche mese le cose hanno cominciato a girare nel verso sbagliato. Una rosa ampia in quantità e qualità, “da scudetto”, dicono i più, non ha saputo raccogliere i giusti risultati che sono giunti a singhiozzo, con una crisi nera a inizio stagione, alcune false ripartenze (leggi Roma-Inter e Chievo-Roma) e il Milan capolista a +10. Sulla graticola è finito Ranieri, con la preparazione estiva, i continui cambi di modulo e la gestione dei calciatori.

Il testaccino si è trovato a gestire una situazione complessa, in una piazza tra le più calde d’Italia, senza una certezza fondamentale come quella del contratto. Il suo legame con i giallorossi scadrà a giugno nonostante nei mesi scorsi il rinnovo fosse già pronto sul tavolo della Sensi, tanto che lui ripeteva con tranquillità: "per me basta una stretta di mano". Con il passare delle settimane e con l’impietosa girandola di risultati, il contratto è stato congelato ed appare sempre più verosimile che il futuro di Claudio Martello sia lontano da Trigoria. I mal di pancia della squadra sono aumentati in maniera direttamente proporzionale al periodo di alti e bassi che vive la Roma. Non più ciecamente devoto al mister, il gruppo ha cominciato a mugugnare, il turnover non è stato digerito da molti e gli scetticismi su moduli e cambi hanno posto domande a più di un calciatore, tra senatori e nuovi arrivati.

 

Roma è anche questo. Euforia a tonnellate quando le cose vanno bene, critiche martellanti se i risultati (e il gioco) latitano. Ranieri ne sa qualcosa, visto che della riconoscenza per quanto fatto nella scorsa stagione sono rimaste solo briciole amare qua e là tra le vie di Testaccio. Una fetta di tifosi non è più dalla sua parte: c’è chi lo fischia allo stadio e chi lo critica in radio, la stampa ha captato il suo malessere e gli addetti ai lavori aprono la strada ad Ancelotti. Riconoscenza, questa sconosciuta. Anche in casa Roma dove proprio Ranieri, nella scorsa stagione, ha tirato a lucido giocatori che un anno fa erano dati per spacciati (Julio Sergio, Juan, Perrotta, Taddei, Vucinic) e messo in riga un fuoriclasse come Menez. Senza dimenticare i 48 punti conquistati nel girone di ritorno e la chiusura dell’anno solare al primo posto in Italia.

 

Nella città in cui si vive di calcio ad ogni ora, dove le polemiche si ingigantiscono con un niente, basta un cerino, una dichiarazione, un retroscena e tutto prende le dimensioni della catastrofe. Certo, la situazione non è delle migliori, anche per via di un presente/futuro societario che dà poche certezze e ha lasciato un vuoto preoccupante intorno alla figura di Ranieri, spesso unico difensore di se stesso e del gruppo. Che nonostante tutto, ha dimostrato ancora una volta di non volersi arrendere. La grande sfida per il testaccino, esclusi i miracoli sportivi, è quella di ridare un po’ di smalto ad una squadra ancora in corsa per Scudetto e Champions League. A prescindere dai Massimo Mauro di turno che, per dirla con Rosella Sensi, "dovrebbero imparare a tacere e a riflettere".

 

(Marco Fattorini)

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