AS ROMA/ I buoni propositi per il 2011: nuova società, Champions e…Adriano

- La Redazione

Il 2010 si chiude con la vittoria a San Siro che riapre la corsa scudetto dei giallorossi. Ecco il giro di boa per una squadra viva su più fronti

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Daniele De Rossi (foto: Ansa)

Arrivederci, al 2011. Trigoria chiude i battenti anche se in realtà calciatori e staff torneranno al lavoro sul campo già dal 27 dicembre, ad una manciata di ore dalle tavolate natalizie. D’altronde il 2010 termina ufficialmente con il colpaccio giallorosso in quel di San Siro dove Borriello ha interpretato il ruolo di anti-Ibra e la Roma ha riacciuffato per i capelli il treno Scudetto, piazzandosi a meno 7 dai rossoneri. Il tutto a coronamento di un anno speciale, il 2010. Lo stesso che ha annotato sul registro giallorosso una miriade di eventi.

La cavalcata scudetto della scorsa stagione, l’accordo Unicredit-Italpetroli che ha sancito l’addio dei Sensi, il ricco calciomercato estivo e l’avvio, tra mille problematiche, della nuova stagione. In mezzo una serie di personaggi e protagonisti a fasi alterne, su e giù dalla torre. Prima Ranieri, profeta in patria e recordman di punti fatti nell’anno solare, stracciando la concorrenza di Mourinho pur senza vincere un trofeo. Poi Julio Sergio, Riise, Pizarro, Vucinic, Totti. A pochi mesi di distanza, con il falso avvio in campionato e diverse problematiche, è stata la volta di nuovi eroi (Borriello, Menez), qualche caso o presunto tale (Totti, Pizarro) ma anche misteri come Adriano e le sorprese di Doni e Greco.

Un anno speciale, appunto. Bello ed emozionante, seppur costellato da delusioni e rammarico, lo stesso in cui il timoniere Ranieri è passato dall’altare di maggio alla polvere di ottobre, tra sconfitte, cambi di modulo e critiche tecniche, ma non ha mai pensato alle dimissioni. Neanche di fronte ad un rinnovo contrattuale sempre più incerto. Nonostante diversi fischi della curva Sud e una stampa scettica. In poche settimane il testaccino ha perso quell’aplomb molto british che si era guadagnato in anni di carriera, rispolverando il romanesco e dimostrando, pur tra dubbi e contraddizioni, la sua tenacia. “Sogno un 2011 da scudetto”, ha ribadito poche ore fa.

L’anno nuovo non si fa attendere: già a gennaio i giallorossi saranno chiamati a rimettersi in discussione su più fronti. Il 19 (ore 20.45) c’è la Lazio per un doppio derby che vale un posto ai quarti di Coppa Italia. Nelle stesse settimane si conoscerà qualcosa di più sul futuro societario e sui possibili acquirenti scelti da Unicredit con i tifosi che sognano la cordata araba o americana. Inoltre la questione societaria porta con sè la trafila dei contratti: quelli di Mexes, Perrotta, Cassetti e Ranieri scadono a giugno, mentre il vincolo che lega Menez e De Rossi a Trigoria si ferma al 2012.

 

Nel frattempo c’è pure il campionato dove la banda di Ranieri può recitare a pieno titolo il ruolo di concorrente Scudetto ma è chiamata a colmare il gap di 7 punti che la separa dalla vetta. L’imperativo? Imparare dagli errori fatti in casa (Bologna) e in trasferta (Chievo), cercando di recuperare la solidità difensiva intravista nelle ultime uscite e magari un po’ di bel gioco che, qua e là, non guasta mai. Nuovi stimoli giungono anche dall’Europa che conta. Totti e compagni ascolteranno ancora la musichetta della Champions League in occasione della doppia sfida con lo Shakhtar Donetsk che può regalare soldi, gloria e, ovviamente, i quarti di finale.

 

Il tutto da affrontare con una rosa di qualità e quantità, capace di competere per più obiettivi. Il gruppo, che deve ancora digerire il turnover, sarà probabilmente rivisitato in ottica di calciomercato invernale: possibili un paio di arrivi (Behrami su tutti) e diverse partenze (Baptista, Okaka, Rosi, Antunes). Con l’incognita legata ad Adriano ("continuerà a giocare nella Roma", assicurano mamma e agente), la speranza di rimettere al centro del progetto Mirko Vucinic, ci sono anche piacevoli certezze destinate a stupire anche nel 2011. Parliamo di Borriello (11 gol) e Menez (assist a volontà), ma anche dei senatori Mexes e De Rossi che, insieme a Totti, compongono l’ossatura storica di una Roma lanciata verso il futuro.

 

(Marco Fattorini)

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