CALCIOMERCATO/ Roma, i mal di pancia di capitan Totti tra Ranieri, San Siro e gli States

- La Redazione

Il capitano giallorosso, escluso dalla gara con il Milan, è parte del turnover. E nella lettera al Corriere dello Sport si legge una mezza critica a Ranieri

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La solitudine dei numeri 10. Uno di questi è Francesco Totti, capitano della Roma e simbolo di una squadra che per anni ha vissuto e gioito grazie alle magie, ai gol e agli assist del Pupone. Nell’ultima stagione qualcosa è cambiato per il ragazzo di Porta Metronia che, nonostante le 34 primavere, vive un buon momento di forma ma non è più un intoccabile. L’arrivo di Borriello gli ha complicato la vita in zona d’attacco dove il capitano ha dovuto arretrare e allontanarsi dalla porta. Un cambiamento metabolizzato ma, certo, non vissuto al meglio, vista anche l’insistenza con cui Totti cerca il tiro (e il gol) in ogni gara, qualche volta a discapito della consueta intelligenza tattica che lo contraddistingue.

La sovrabbondanza in attacco ha fatto sì che elementi cardine come Totti stesso e Mirko Vucinic pagassero con panchine e sostituzioni la ricchezza di un parco attaccanti che può tranquillamente essere inserito tra i migliori della serie A. Con il risultato che, a pochi giorni dalla fine del 2010, sono in molti a dire: “questa è la Roma di Menez e Borriello”. Ma Totti? Durante il match di San Siro il capitano è rimasto in panchina, al suo posto in campo agiva Adriano, circostanza che ha aumentato gli interrogativi intorno al numero 10. Malumore o semplice dispiacere per un’esclusione pesante in un big match del genere. A onor di statistica c’è da registrare che Totti rimane comunque il terzo giocatore giallorosso più utilizzato nei primi tre mesi di campionato, alle spalle di Cassetti e Borriello.

A chi gli faceva gli auguri all’uscita di San Siro, Totti ha risposto con un serafico "buon Natale? Sarà buono per voi, non per me". Serio o faceto? A mezzo stampa il capitano ha ha ribadito che "dispiace sempre stare fuori ma bisogna accettare le scelte dell’allenatore". Resta il fatto che i primi mesi della stagione 2010-2011 sono stati vissuti dal capitano senza la giusta serenità. Molte polemiche lo hanno coinvolto, c’è chi ha individuato in lui il "problema" dei giallorossi, qualcuno parla di un suo "lento ma inesorabile declino" (Ivan Zazzaroni dixit) e dei vandali hanno pure tirato una pietra contro il suo Suv. In più, il rapporto con Ranieri, tra panchine e scelte tecniche, è stato tutt’altro che idilliaco.

 

Una telenovela lunga, chiacchierata e spesso gonfiata dai media, cominciata ufficialmente con le dichiarazioni sul "catenaccio" nel post Bayern-Roma, proseguita con i problemi relativi alla gestione del capitano da parte del mister. Episodi che lasciano strascichi anche a pochi giorni dal Natale. In data 21 dicembre, tra le righe della lettera inviata da Totti al Corriere dello Sport, si può leggere una velata (ma neanche tanto) critica al suo allenatore. "Spesso – scrive il capitano – calciatori tecnicamente molto forti come Seedorf, Pirlo e il nostro Pizarro vengono messi in discussione, come accade allo stesso Buffon. L’aspetto tecnico e l’abilità all’estero vengono messe al primo posto, mentre gli allenatori italiani spesso sono contagiati da una tattica troppo difensivista che magari porta anche alle vittorie, ma con poca spettacolarità. Questo comporta un livellamento verso il basso". Il riferimento a Ranieri, dal catenaccio di Monaco al caso Pizarro, sembra quasi scontato. Considerati anche alcuni successi striminziti come quello ottenuto all’Olimpico contro il Bari.

 

Il 2010 del capitano si chiude (con 9 gol) tra alti e bassi, con il retrogusto amaro delle critiche. Le nuove sfide sono dietro l’angolo e Totti assicura: "lavoreremo per cominciare un anno che possa essere ricco di soddisfazioni per i nostri tifosi", gli stessi che vedono in lui il simbolo e la grinta dell’ambasciatore giallorosso in Italia e nel mondo. Nelle ultime ore il Messaggero ha ventilato l’ipotesi di una sua partenza alla volta degli States delineando uno scenario quantomeno improbabile visto che, pur scontento e di nuovo in discussione, il capitano rimane bandiera e simbolo di un club che difficilmente lo lascerà partire.

 

(Marco Fattorini)

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