CALCIOMERCATO/ Cessione Roma, domani il giorno verità: Americani ok, ma Angelucci rilancia

Tra una manciata di ore scade il termine per presentare le offerte vincolanti. La cordata statunitense è favorita. Nel frattempo l’imprenditore italiano affila le armi

30.01.2011 - La Redazione
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Tifosi giallorossi sotto Unicredit (Foto Ansa)

Il futuro dei giallorossi passa per Bologna (stadio Dall’Ara), New York (Park Avenue) e Milano (Piazza Cordusio). Oggi, alle 15, i giallorossi scenderanno in campo contro la squadra di Di Vaio per rilanciarsi in chiave scudetto mentre per domani, lunedì 31 gennaio, è previsto il termine ultimo per la presentazione delle offerte vincolanti dei soggetti interessati ad acquistare l’As Roma. In corsa tre gruppi: una cordata di imprenditori statunitensi guidata da Thomas Di Benedetto, il gruppo italiano di Giampaolo Angelucci e il fondo arabo Aabar, già azionista di Unicredit Tra una manciata ore la banca di Piazza Cordusio e l’advisor Rothschild conosceranno le proposte dei pretendenti e da lì in poi cominceranno le valutazioni di rito che, nel giro di un mese, potrebbero portare a Trigoria il nuovo proprietario.

Al momento è dato in vantaggio il gruppo americano: la cordata d’Oltreoceano ha dialogato bene e tanto con Unicredit che ha inviato nei giorni scorsi a New York due dei suoi più alti rappresentati per trattare direttamente con gli imprenditori statunitensi. Il gruppo statunitense è composto “dai cinque agli otto investitori”, fa sapere Julian Movsesian, presidente della Succession Alliance Capital, nonché protagonista della cordata intenzionata ad accaparrarsi la Roma. La proposta d’acquisto, riferiscono da Oltreoceno, si aggirerebbe intorno ai 130 milioni di euro a cui dovrebbero aggiungersene 50 di finanziamento versati da Unicredit che, con gli americani in sella alla Roma, manterrebbe una quota azionaria del 30% circa. La cordata statunitense dovrebbe poi accollarsi l’aumento di capitale del club (resosi necessario dopo le recenti perdite) che supererà i 30 milioni. Bocche cucite e stretto riserbo intorno all’operazione anche se lo stesso Movsesian ha ammesso che la Roma “non ha fatto un buon lavoro di marketing rispetto a squadre della Premier e della Liga”, ragion per cui gli americani partirebbero proprio da merchandising e marketing per valorizzare l’asset giallorosso in un prossimo futuro.

Nel frattempo dall’Italia Giampaolo Angelucci lancia segnali di vita. Il re delle cliniche, nonché editore dei quotidiani Libero e Il Riformista, ha ribadito l’intenzione di correre per l’acquisto della società giallorossa, nonostante i mal di pancia dei tifosi e la precedente offerta declinata da Unicredit. I legali della famiglia Angelucci, insieme agli advisor Kpmg e Banca Imi, sono al lavoro per presentare una proposta "il più possibile competitiva", come riferiscono fonti finanziarie all’Ansa. Le stesse puntualizzano che, se l’offerta americana superasse i 200 milioni di euro tra acquisto del club e aumento di capitale, allora per Angelucci sarebbe difficile controbattere. Ma negli ambienti vicini all’imprenditore c’è ottimisimo, corroborato dalla voglia di competere fino alla fine per il futuro dell’As Roma. Nel corso di domenica l’AdnKronos ha riferito che nella partita per il club potrebbe affacciarsi, all’ultimo minuto, anche il magnate egiziano delle telecomunicazioni Naguib Sawiris, proprietario della Wind, già sponsor del club capitolino, ben in vista sulle maglie dei calciatori giallorossi. Al momento però sembra che i soggetti in corsa siano tre con l’incognita legata all’outsider Aabar che finora non dato segnali di vita, ma che, riferiscono alcune fonti, si sarebbe mossa sottrotraccia durante queste settimane. Domani il termine ultimo per la presentazione delle offerte dopodiché toccherà a Newco Roma, società che eredita da Roma2000 il controllo delle quote azionarie del club calcistico, aprire le buste delle offerte pervenute. Il c.d.a della Newco, protagonista nella fase di scelta, è composto dal presidente Attilio Zimatore, dalla famiglia Sensi e, ovviamente, da Unicredit.

 

(mar.fat.)

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