AS ROMA/ Grande prova di maturità di Totti in conferenza stampa: oggi è al centro del nuovo progetto

- La Redazione

Il rapporto con i nuovi dirigenti, tra problemi iniziali e la fiducia attuale; le novità di Luis Enrique; le battute su derby e Lazio; le sue condizioni di salute; il suo futuro: tutto Totti

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Francesco Totti (foto Ansa)

Il momento è arrivato: dopo un anno e mezzo, è tornato a parlare in una conferenza stampa Francesco Totti. Le dichiarazioni del capitano giallorosso erano attesissime, anche perché sono le prime dopo il cambio societario e giungono alla vigilia di un derby che Totti non potrà giocare. Totti ha parlato su tutto e ha chiarito di sentirsi al centro del progetto “americano”, anche se in estate ha vissuto giorni difficili e si è dovuto chiarire con i “nuovi arrivati”. Ora però ha molta fiducia nel futuro giallorosso. Andando con ordine su quanto ha detto, le prime considerazioni sono state sul suo infortunio: il romanista conferma che non potrà giocare il derby e spera di poter rientrare contro il Palermo, ha negato che sia dovuto al sovraccarico di lavoro dopo un mese in cui ha dovuto giocare sempre (“una casualità, purtroppo è arrivato in un ottimo periodo di forma”). Per quanto riguarda i rapporti con i nuovi dirigenti e il nuovo allenatore, Francesco ha ammesso le difficoltà iniziali: si è sentito ferito quando qualcuno lo ha definito “il male della Roma”, anche per il suo contratto molto pesante, e non capiva perché giocava poco pur stando bene, cosa che lo rendeva scettico sul suo ruolo nel progetto. Sono stati quindi necessari dei chiarimenti ad ogni livello: con Di Benedetto, con Sabatini e con Luis Enrique, ma gli esiti sono stati positivi e –garantisce Totti- ora va tutto bene con la nuova dirigenza e con un allenatore che lo stimola a battere tutti i record di gol. Totti ha però sottolineato che non ha ancora segnato, parlando dell’aiuto che deve dare al centrocampo. Il capitano ha ribadito più volte che ritiene i nuovi dirigenti delle persone “vere”, che vogliono il bene della Roma e stanno lavorando per renderla grande. Ha però anche ammesso che con loro non potrà mai esserci lo straordinario rapporto umano che lo legava alla famiglia Sensi, a Bruno Conti e a Pradè, con i quali è cresciuto anche umanamente. Un dirigente che è sia vecchio sia nuovo è Franco Baldini: Totti ha assicurato che l’intervista in cui Baldini lo definì “pigro” è già dimenticata ed è pronto a lavorare ancora con lui per il bene della Roma, dato che i rapporti sono rimasti buoni, anche se una bella chiacchierata quando il dirigente rientrerà a Roma sarà necessaria.

Totti ha invitato i tifosi (che ha definito “unici”) ad avere pazienza perché il progetto degli americani è a lunga scadenza e punta a rendere stabilmente la Roma una potenza del calcio non solo italiano. Progetto del quale lui è al centro, come gli ha ribadito il nuovo presidente (“Anche se lui parlava italiano e io inglese, spero di aver capito bene…” ha scherzato il capitano). Ha pure riempito di complimenti tutti i nuovi acquisti, anche se bisogna dare a tutti il tempo di ambientarsi in una nuova realtà. Naturalmente moltissime sono state le domande e le battute sui derby: alla domanda “Chi sarà l’uomo decisivo?” Totti ha risposto “Reja!”, suscitando l’ilarità generale. Ha poi invece riempito di complimenti Klose, rifiutandosi di commentare il fatto che l’aquila Olimpia non volerà prima della partita (“se no mi arrestano…”). Il suo derby più bello è stato l’ultimo, quando per la prima volta ha segnato una doppietta, sogno da sempre per un tifoso romanista, mentre domenica starà a casa dato che sarà la Lazio ad ospitare la partita.

Non si sbilancia invece su chi potrebbe sostituirlo “perché Luis Enrique ci ha abituati alle sorprese”. Tanti complimenti comunque all’allenatore che sta portando in Italia idee nuove, con la speranza che la Roma possa somigliare sempre di più al Barcellona. Infine una battuta sul futuro: non si sente come Ibra e Cassano, vuole giocare fino a 40 anni. Allora, appuntamento alle prossime conferenze stampa!



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