PAGELLE/ Genoa-Roma (2-1): i voti, la cronaca e il tabellino (nona giornata)

Genoa-Roma termina sul punteggio di 2-1 per i Grifoni. Sconfitta definita ‘ingiustissima’ da parte di Luis Enrique sul piano del gioco, ma purtroppo o per fortuna questo è il calcio

27.10.2011 - La Redazione
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Alberto Malesani (foto Ansa)

Genoa-Roma termina sul punteggio di 2-1 per i Grifoni. La Roma non fa la stupida stasera, ma esce sconfitta al cospetto di un Grifone rapace nel sfruttare le proprie occasioni. L’undici di Malesani “assorbe” il fraseggio avversario per poi rilasciare efficaci spruzzate offensive, progressivamente più sporadiche. Tanto basta: la Roma non converte a sufficienza il predominio tattico e per Malesani arrivano tre punti che proiettano i suoi a quota 12, scavalcando in volo proprio la Lupa che rimane a 11 a leccarsi le ferite.
dopo un quarto d’ora di studio la Roma rompe gli equilibri cominciando a spupazzare il pallone in giro per il campo a partire da dietro, dove la sfera gira sempre a pelo d’erba. Luis Enrique vuole costruire una squadra padrona del proprio destino, che non s’affidi alla casualità di un rilancio. Il consueto fraseggio-golf avvolge il Grifone intirizzito confinandone la resistenza nei trenta metri difensivi.
Lentamente, s’aprono brecce nel fortino ligure: al 21’ Perrotta chiama Frey all’intervento di piede con un rasoterra pochi passi dentro l’area. In precedenza un contropiede di Palacio (16’) era terminato con una trencita diagonale sul fondo. Incalza la Lupa scoprendo gli artigli: Borini lanciato sciupa il destro al 24’, e Frey oppone i pugni all’inzuccata sottomisura di Gago, al 26’ (cross di Bojan).
Poi, dopo un tentativo di Merkel che sussurra al palo (31’), il lampo genoano. Veloso lancia Palacio che dal vertice destro seduce Heinze col tango di finte e porge a Jankovic l’invito al gran ballo. Il serbo è grande nel riuscire a battere imparabilmente col destro sul palo lontano, pur avendo perso lo slancio del movimento. Gioia, rabbia balcanica (Bosko non segnava da oltre un anno) e thè per tutti.
Tic, toc, plif, plof, SBAM! L’elastico reticolo giallorosso scandisce i secondi salvo poi incontrare il rintocco ruvido dei rilanci difensivi genoani. Passando in dogana da De Rossi, padrino di qualsiasi evento, la palla svaria da una corsia all’altra sino al limite dell’area, dove però i tre piccoli porcellini d’attacco (sessant’anni tre per Lamela, Bojan e Borini) non vano al di là di un polverone di movimento che non rivela occasioni al dunque. Gli inviti zuccherati di Josè Angel, sempre più frequenti dal versante mancino, non trovano mai i destinatari sperati: i postini centrali genovesi intercettano e rimandano al mittente.
Luis si vede costretto a zavorrare l’attacco: prima Osvaldo poi Borriello in un inedito 3-4-3, con Borini a destra sulla linea dei centrocampisti. Dai e dai, il pareggio arriva meritato (37’): lo spiovente centrale sembra destinato ai raccattapalle, ma Borriello allunga il 45 tracciando da sinistra una volta a botte che trova Borini sul capitello opposto. Tap-in da un metro e uno a uno nel presepe di marmo di Carrara rossoblu (Bovo sorpreso, Frey bronzeo). Poi, quando a Marassi ci si accontenterebbe di un pareggio, il colpo di coda (44’).
Il corner arcuato di Veloso trova libero Merkel sul secondo palo: la zazzerata timida è spinta in rete dal carrarmato Kucka, entrato nella ripresa per inspessire il muro di trincea. Il forcing finale produce solo proteste e rimpianti. Sicuramente un pareggio sarebbe stato più giusto. Ma se cercate uno sport giusto o coerente, avete sbagliato canale.


Il tabellino

Genoa-Roma

Reti:

Genoa (4-3-1-2): Frey; Mesto, Dainelli, Moretti (1’st Bovo), Antonelli; M.Rossi, Seymour (10’st Kucka), Veloso; Merkel; Jankovic (26’st Constant), Palacio (Lupatelli, Granqvist, Jorquera, Pratto). All.Malesani.

Roma (4-3-1-2): Stekelenburg; Perrotta (26’st Borriello), Burdisso, Heinze, Josè Angel; Gago, De Rossi, Pizarro (14’st Greco); Lamela (14’st Osvaldo); Borini, Bojan (Curci, Juan, Cassetti, Taddei). All.Luis Enrique

Arbitro: Gervasoni di Mantova.

Ammoniti: Seymour e Merkel (G) per comportamento non regolamentare, Burdisso (R) per proteste.

Espulsi: nessuno.

 

Le pagelle

Genoa

 Per una volta non regala memorie volanti ai fotografi, ma senza che ciò interferisce sull’efficacia dell’operato. Interventi anche scomposti ma importanti.

Attratto centralmente dalle sirenette d’attacco, lascia troppo spazio a Josè Angel. Si riscatta con chiusure puntuali e qualche ringhiata offensiva.

Io spazzooo, le mani in tasca e spazzo…”. Reinterpreta il successo della Pausini canterina usando l’aspirapolvere in area. Di testa sono tutte sue (che nanetti, quei tre!).

Deve arrendersi all’infortunio dopo un primo tempo grintoso, in cui bene o male soffoca i ronzii di Borini/Bojan 1’st BOVO 5,5 Leggerezza che la proverbiale caparbietà di Borriello trasforma nel pareggio: stia più attento.

Se la Roma punge solo da sinistra lo si deve anche alla sua ottima copertura.

Solita maratona al servizio dei compagni. Quartieri chic o favelas, bava alla bocca o di prima: in ogni dove e come della partita, lui c’è.

Frettoloso e nervosetto. 10’st KUCKA 6,5 Nuova benzina diesel per la macchina in riserva: fa respirare la squadra e le offre l’aria pura del successo.

Ai suoi ritmi, un professore. Con lo spartito in mano, cerca sempre la cosa migliore, senza accontentarsi di quella più comoda.

Meno qualità rispetto a Torino: compensa macinando il doppio, a scapito della lucidità d’esecuzione.

Il voto è alto anche se non segna. Inevitabile: coprendo tutto il fronte d’attacco cova e sguscia tutte le insidie di squadra.

Perseguendo spesso il bello incontra sovente il difficile. Nel gol trova la giusta mediazione.26’st CONSTANT 6 Innesto positivo.

All.MALESANI 7 Col vecchio cuore rossoblù è già feeling. Con lo spettacolo un po’ meno ma con questa Roma è difficile ragionare.

Roma

Solo nel calcio 198 centimetri possono non bastare per coprire una porta. Jankovic lo infila col biliardo, Kucka lo sfonda con la meta.

Un po’ presto per consacrarlo terzino. Da interno può ancora far meglio. 26’st BORRIELLO 6,5 Inventa l’assist con un guizzo degno dei tempi di Belen.

 I nervi a fior di pelle lo tradiscono in alcune giocate difensive, ancor prima che nelle proteste.

Gringo battagliero, fa valere l’esperienza trovandosi quasi sempre al posto giusto. Provvidenziale in un paio di chiusure.

JOSE’ ANGEL 6,5 Stavolta invece che evidenziarne i difetti preferiamo elogiarne la spinta e i cross, sempre interessanti. Cribbio, è un ’92: merita la fiducia di Luis.

GAGO 6 Con righello e compasso studia proiezioni ortogonali pertinenti ma non sempre incisive, anche perché spesso lavora solo sull’asse orizzontale.

 Lavatrice per decine di palloni che riconsegna puliti alla manovra, che spesso provvede ad avviare di persona.

Ti-tic ti-toc: i dettami di Luis sembrano fatti su misura per lui. Avesse il ritmo di 3 anni fa…14’st GRECO 6,5 Mantiene il tasso d’efficacia tecnica di Pizarro aggiungendoci più fosforo.

Schiuma panna svariando sulla trequarti. Nei cantine italiane ci vuole più consistenza, ma ha il tempo e i mezzi per capirlo. 14’st OSVALDO 6 Dà più peso all’attacco e qualche grattacapo in più a Dainelli.

Il gol impenna la sua valutazione, anche perché ne aveva già sbagliato uno nel primo tempo.

Discorso analogo a quanto detto per Lamela. Dai salotti blaugrana al cantiere giallorosso ce ne passa, ma ha la qualità per imporsi.

All.LUIS ENRIQUE 5,5 Continua a sparigliare le carte d’attacco, ma l’impressione è che un puntero là davanti ci voglia, soprattutto in assenza del capitano. Peccato perché la Roma gioca a calcio, o quantomeno ci prova.

 

Arbitro GERVASONI 6 Gestisce bene con poche insicurezze marginali.

 

(Carlo Necchi)

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