CALCIOMERCATO/ Roma, si complica la pista Ansaldi

Appare sempre più difficile la trattativa per cercare di strappare l’argentino al Rubin Kazan. Il club russo, infatti, chiederebbe una cifra ritenuta eccessiva dai giallorossi.

07.10.2011 - La Redazione
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L'argentino Ansaldi, obiettivo giallorosso (ANSA)

In estate la Roma aveva provato a prenderlo, ma invano. Sotto traccia, pare che il club giallorosso stia continuando a sondare il terreno per lui, in vista di gennaio. Ma niente da fare, la trattativa non vuol saperne di sbloccarsi. Parliamo dell’interesse dei capitolini per l’argentino Cristian Ansaldi, terzino sinistro del Rubin Kazan, molto stimato dal ds Walter Sabatini. Stando a quanto riportato da TuttoMercatoWeb, i russi avrebbero sparato alto per il giocatore, chiedendo una cifra pari a undici milioni di euro. Troppi secondo i giallorossi, che sembrerebbero disposti ad arrivare, al massimo, a sette milioni. Discorso diverso, invece, per l’ingaggio, che ammonta a circa due milioni e duecentomila euro all’anno per altre due stagioni. Si tratta di un compenso in linea con i parametri societari, dunque su questo nessun problema. Il nodo è un altro: convincere il Rubin ad abbassare le pretese, una missione che si annuncia tutt’altro che facile. Evidentemente, non c’è neanche tutta questa volontà di cederlo, Ansaldi; da qui l’ostruzionismo russo. E’ probabile che le parti si ritrovino tra qualche mese, ma non ci sono certezze in merito. Cristian Daniel Ansaldi, nato a Rosario nel 1986, si è messo in luce in patria, con la maglia del Newell’s Old Boys. Nel 2008 il trasferimento in Russia, dove ha collezionato finora 85 presenze e 2 reti, vincendo due campionati ed una Supercoppa nazionale. E’ entrato nel giro dell’Argentina nel 2009, ma mai in maniera stabile, tanto che ha raccolto solamente un gettone di presenza. Nei piani della Roma, sarebbe arrivato per giocarsi il posto sulla corsia sinistra con lo spagnolo Josè Angel. Piano fallito, per ora, ma chissà che in futuro non si possa riaprire il discorso. Sempre che, come detto, il Rubin Kazan scenda a più miti pretese. Ad ogni modo, l’organico giallorosso sembra aver bisogno di un puntello sulle fasce. A destra ci sono Rosi, Cassetti e Cicinho, a sinistra il solo Josè Angel. Servirebbe, quindi, un altro cursore, possibilmente mancino e di buon livello. Per Luis Enrique, il ruolo degli esterni è fondamentale. Quelli bassi devono essere bravi a sdoppiarsi, accompagnando la manovra almeno fino alla trequarti, e naturalmente ripiegando in fase difensiva.

Mansioni diverse, invece, per le ali. Altro ruolo poco coperto, in verità. Anche se spesso stiamo assistendo ad un Totti che si abbassa a trequartista, al servizio di Osvaldo e Bojan (o Borini). Uno schema forse più funzionale alle caratteristiche degli attaccanti giallorossi.



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