ROMA/ Gol annullato a Osvaldo, i tifosi non ci stanno

- La Redazione

I tifosi giallorossi sono in rivolta dopo la splendida rete – in rovesciata – annullata all’italo-argentino. Radio, tv private e social network presi letteralmente d’assalto…

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Osvaldo (foto Ansa)

Non c’è assolutamente bisogno di essere tifosi della Roma per rimanere rapiti di fronte ad un gesto tecnico come quello sfoggiato ieri da Osvaldo, nel corso di Roma-Lecce. Una rovesciata splendida per tempismo e coordinazione, su cui nulla ha potuto Julio Sergio, tra l’altro un ex della gara. Non a caso, il brasiliano è rimasto lì, forse più estasiato che altro, ad ammirare la perfetta parabola che si insaccava alle sue spalle. Non ha avuto, evidentemente, lo stesso senso estetico il guardalinee Carrer, che ha segnalato un inesistente offside. Per una rete “che era da considerare valida anche se fosse stata segnata davvero in fuorigioco”, è l’opinione di un tifoso su Facebook. Già, ma la marcatura di Osvaldo, oltre che incantevole, era pure regolare, quindi … Per questo, ma non solo, all’indomani della gara è esplosa tutta la rabbia del tifo romanista. Radio, tv private, social network: tutti i mezzi di comunicazione sono stati presi d’assalto. Un’occupazione militare, in pratica. Tutti uniti contro l’arbitro Brighi ed il suo assistente Carrer. Sia su Twitter che su Facebook non si contano le pagine di discussione sul tema. Non mancano, naturalmente, i commenti più coloriti. I tifosi, ma forse più in genere gli amanti dello spettacolo, si sentono traditi. Defraudati. Ma come si ad annullare una rete così bella? Non si può, è ‘lesa beltà’. Sul tema ha detto la sua anche Graziano Cesari, moviolista di Mediaset Premium ed ex-arbitro internazionale: “Sarebbe stato bello se Carrer a fine partita fosse andato in sala stampa e avesse chiesto scusa a tutto il mondo del calcio per non aver convalidato uno dei gol più belli della stagione”. Già, sarebbe stato bello. Ma non è accaduto. E i romanisti ‘rosicano’, come si suol dire. Tra l’altro, Cesari è stato un precursore, a suo modo. Fu lui, nel 2002, a parlare per primo con i media per spiegare le sue decisioni. Peccato che Brighi o il guardalinee non l’abbiano imitato. E’ una Roma, comunque, che può consolarsi. Ieri ha vinto giocando bene, a tratti benissimo. Il centrocampo gira alla grande, ma in generale tutta la squadra cresce, dimostrando di recepire al meglio le direttive dello ‘stratega’ Luis Enrique. Un progetto, dunque, che volge per il meglio.

Significativa, a tale proposito, la soddisfazione di Paolo Fiorentino, vice-direttore di Unicredit: “Il progetto sul quale avevamo lavorato sta seguendo i piani industriali”, ha detto a ‘La Politica nel Pallone’ su Gr Parlamento. La Roma, dice, è anche un brand importante, e in più sta venendo fuori un bello stile, “fatto di scommesse su giovani, di un modo di interpretare lo sport” che, in poche parole, si può definire diverso, fuori dai canoni. Non c’è che dire: in questo momento, il sole splende alto su Trigoria.

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