NOVARA-ROMA/ Rizzitelli: momento decisivo per il progetto di Luis Enrique (esclusiva)

- int. Ruggiero Rizzitelli

Il progetto giallorosso mi piace, ma i risultati sono necessari, quindi Novara è decisiva. Occhio però al campo sintetico. La formazione cambia troppo, e in difesa Juan deve giocare di più..

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Luis Enrique (foto Ansa)

Il famoso progetto di Luis Enrique è arrivato a una svolta forse decisiva: il gioco c’è, ma i risultati finora hanno lasciato molto a desiderare, e i tifosi romanisti (fin qui insolitamente pazienti) hanno iniziato a rumoreggiare. A cavallo della sosta per le partite della Nazionale la Roma è attesa da due partite sulla carta abbastanza facili contro Novara e Lecce, e molti sono convinti che queste due sfide saranno decisive per il destino di Luis Enrique sulla panchina giallorossa. Per commentare la situazione della “Magica” e per presentarci la partita di stasera Novara-Roma abbiamo contattato Ruggiero Rizzitelli, indimenticato bomber giallorosso negli anni ’90. Ecco cosa ha dichiarato in questa intervista in esclusiva per IlSussidiario.net prima della partita di stasera (clicca qui per la diretta live di Novara-Roma – NO VIDEO).

Rizzitelli, come valuta il momento attuale della Roma?

Sicuramente non buono. Quella di stasera rischia di essere l’ultima chance, insieme alla successiva gara contro il Lecce, per Luis Enrique: devono essere due prestazioni convincenti, e naturalmente accompagnate da risultati positivi, altrimenti l’allenatore spagnolo rischia grosso.

Secondo lei quanto bisogna aspettare Luis Enrique?

È evidente che con lui c’è già stata più pazienza di quanta ce ne sarebbe stata con un allenatore italiano, che sarebbe già stato criticato ad agosto dopo l’eliminazione dall’Europa League, ed è anche giusto così, perché serve del tempo per assimilare nuove idee di gioco. Ma è chiaro che i risultati servono, quindi la pazienza non può essere infinita.

Anche i tifosi hanno avuto più pazienza del previsto finora…

Sì, infatti credo che i tifosi giallorossi abbiano dato una bella prova di maturità, penso agli applausi dopo la sconfitta in casa contro il Cagliari.

Se dovesse andare male, secondo lei come cambierà il progetto?

In quel caso è chiaro che il progetto cambierebbe, anche se a me dispiacerebbe perché era (al momento è) una strada coraggiosa, ma sono sicuro che due persone competenti come Baldini e Sabatini saprebbero comunque farlo proseguire con gli accorgimenti necessari.

La partita di stasera dunque può essere decisiva: come vede Novara-Roma?

Non sarà facile perché il Novara gioca bene, e va considerato pure il campo sintetico, a cui la Roma non è abituata.

Cambia davvero così tanto giocare sul sintetico?

Sì, in particolare quando piove come sta succedendo a Novara: il campo sarà velocissimo, e cambia dunque la gestione del pallone. Io comunque preferisco l’erba naturale: un colpo come il “cucchiaio” di Totti, ad esempio, sul sintetico sarebbe impossibile.

Anche stasera cambierà la formazione della Roma…

 

Sì, ormai siamo abituati. Volendo scherzare, si potrebbe dire che nemmeno Luis Enrique sa la formazione della Roma. Comunque, lui lo fa per accontentare tutti, ma rischia invece di scontentarli. Non è bello andare in panchina se nella partita precedente hai giocato bene.

Quali potrebbero essere i giocatori decisivi stasera?

Luis Enrique sottolinea sempre che il collettivo è più importante dei singoli, e io sono anche d’accordo. Però manca Totti e Bojan non è ancora ai livelli di Barcellona. A me piace molto Lamela: quando gioca, naturalmente…

E della difesa giallorossa cosa pensa?

Evidentemente è in difficoltà, anche perché il mister vuole che imposti il gioco, ma non ci sono giocatori adatti a questo e De Rossi è sempre costretto a ripiegare. Prendiamo ad esempio Kjaer: è un ottimo stopper, ma non si può pretendere che imposti il gioco.

Quali difensori andrebbero bene per questo tipo di gioco?

Tra quelli attualmente in rosa, Juan. Purtroppo è spesso infortunato, ma quando è disponibile io lo farei giocare più spesso. Luis Enrique, invece, non lo vede molto bene.

 

(Mauro Mantegazza)



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