AS ROMA/ Ritratto – Ecco Montella, aeroplanino senza patente: dai Giovanissimi alle “prime donne”

Il nuovo allenatore giallorosso avrà l’incarico di risollevare la squadra e puntare alla zona Champions. Scopriamo Vincenzo Montella

22.02.2011 - La Redazione
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Montella e Franco Sensi (foto:Ansa)

Addio Ranieri, torna in pista l’aeroplanino. Così hanno deciso Rosella Sensi e Unicredit al termine di un weekend di passione per la Roma umiliata a Marassi e contestata a Trigoria con lancio di uova compreso nel prezzo. Serve la scossa? Ecco il cambio della guardia: il gentleman di Testaccio si fa da parte (lasciando sul piatto 1,2 mln di euro lordi) e cede il posto al nuovo allenatore/traghettatore Vincenzo Montella.

Ex bomber giallorosso, tra i protagonisti del terzo scudetto romanista, l’attaccante campano ha scritto la recente storia del club giocando al fianco di Francesco Totti con cui tra l’altro si passa due anni di differenza. Dismessi nel 2009 i panni di calciatore con 83 gol in 182 presenze al servizio della causa romanista, l’aeroplanino si dedica alla panchina anche in virtù di un contratto che, al momento del ritiro, è stato trasformato in un triennale da allenatore.

Raggiunto l’accordo sulla base di 500mila euro a stagione, Montella ha preso in cura i Giovanissimi Nazionali di Trigoria (classe 1996) macinando vittorie in giro per l’Italia: quest’anno ne ha intascate 21 in altrettante gare facendosi notare agli occhi della nomenklatura giallorossa e battendo la concorrenza del pur apprezzato Alberto De Rossi, papà di Daniele nonché coach della Primavera. Nominato nel 2000 Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, l’ex attaccante di Genoa e Samp dovrà abbandonare i suoi pupi e pure i commenti tecnici che per Sky ha effettuato in occasione delle partite giallorosse.

L’esperienza è quella che è, deficitaria, dirà qualcuno, "con lui sarà autogestione", azzarda un giornalista in radio. Montella ha appena 36 anni, un enfant prodige, ancora sprovvisto del patentino per allenare in serie A (idem Leonardo la scorsa stagione): per questo sarà affiancato da Aurelio Andreazzoli, ex braccio destro di Spalletti, anche lui già stipendiato dalla Roma. Dopo soli due anni e mezzo di panchina-gavetta nelle Giovanili, "Vincenzino" riceve l’investitura dai piani alti e prende le redini della prima squadra, proprio a Trigoria dove qualche anno fa si allenava con Totti, De Rossi, Mexes e Perrotta. Lo zoccolo duro di una squadra allo sbando.

 

A lui l’onore e l’onere di traghettare la Roma verso lidi migliori che la dirigenza ha individuato nella zona Champions, condizione necessaria per un futuro dignitoso. In cambio l’ingaggio di 500mila euro e un bonus economico in caso di qualificazione, ma il neo tecnico deve rimboccarsi le maniche per ridare entusiasmo ad un gruppo a corto di fiato e in pieno caos, reduce da quattro sconfitte consecutive corredate da 14 gol subiti. Per sedersi sulla panchina dei grandi, Montella ha pure rimandato un corso di aggiornamento, in programma la prossima settimana, sui campi del Barcellona con Pep Guardiola. Sarà per un’altra volta, mercoledì c’è il Bologna.

 

Lui che sul campo ne ha vissute tante e per qualche sostituzione di troppo non ha esitato a bisticciare con mister Capello ai tempi dello scudetto 2000-2001, dovrà gestire il turnover, croce e delizia della rosa giallorossa, mal digerita al cospetto di Ranieri. Dai giovani virgulti classe 1996 l’ex bomber proverà a dettar legge alle prime donne di una nobiltà decaduta che solo pochi mesi fa vantava la lotta per lo scudetto tra i titoli nel taschino. "Tutti uniti, ora decido io", è il motto di Montella: nelle mani ha una patata bollente, un giocattolo delicato, potenzialmente fortissimo. E’ ora di tornare a volare, quantomeno per un posto Champions. L’aeroplanino è pronto al decollo: la squadra è attesa a bordo, senza ritardi questa volta.

 

(Marco Fattorini)

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