ROMA LAZIO / Zampa, esclusiva: bravi Totti e Montella. Ecco le colpe di Ranieri…

- La Redazione

Il telecronista giallorosso sul momento dei lupacchiotti, tra rincorsa al 4° posto per la Champions, euforia post derby e ansia per il passaggio di consegne tra la Sensi e Di Benedetto…

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Montella (Ansa)

ROMA LAZIO – Intervista esclusiva a Carlo Zampa – Il giorno dopo un derby vinto alzarsi dal letto è sempre bello. Figurarsi per Carlo Zampa, voce giallorossa per antonomasia della tv. Ieri per festeggiare il gol di Totti su punizione si è pure inventato la canzoncina di sfottò al portiere della Lazio Fernando Muslera. “Anvedi come para Nando…”, sulle note della celebre canzone di Teo Mammuccari. “Ho improvvisato”, ci ride su lui 24 ore dopo, quando ilsussidiario.net lo intercetta per commentare il 2-0 rifilato ai cugini biancocelesti, con prima doppietta del capitano in un derby.

Partiamo subito da Totti: non era finito?

Ma che finito. Mi spiace che ci siano anche tifosi della Roma che non capiscono niente di calcio e lo considerano un peso per la squadra. Invece Totti è un valore aggiunto. Fisicamente è in formissima: nemmeno ai tempi di Zeman era così “tirato”, addirittura potrebbe mettere su qualche chilo in più…

Perché allora il capitano è stato così messo in discussione quest’anno?

Perché c’è tanta invidia nei suoi confronti. E per colpa della gestione tecnica della squadra. Sembra sempre che Totti debba dimostrare qualcosa. Ma a 34 anni, con quello che ha fatto e che sarà in grado di fare ancora per la Roma, è incredibile che ci sia qualcuno che lo critichi. Ecco perché sono contento per i suoi due gol alla Lazio.

Eri preoccupato prima del derby? Ammettiamolo, la Lazio arrivava molto più serena all’appuntamento…

Vero. Ero un po’ preoccupato. Tornavamo dalla trasferta a 12° gradi sotto zero di Donetsk e con il morale a terra per l’eliminazione. Era pure il primo derby di Montella e le vedove di Ranieri erano già pronte ad additare. Invece la squadra si è comportata bene. Il merito è proprio di Vincenzo, che ha saputo dare tranquillità allo spogliatoio. Tanto che i giallorossi non sono cascati nei tranelli psicologici dei biancocelesti. Hanno mantenuto la calma, non si sono innervositi. E hanno vinto.

Quanto è importante questo successo per il futuro della Roma?

Molto. L’obiettivo ora è rincorrere il quarto posto e conquistarsi la qualificazione in Champions League per l’anno prossimo. Sappiamo che non è facile: tanto si deciderà nella prossima trasferta con la Fiorentina e nello scontro diretto con l’Udinese il prossimo 10 aprile. Pensare che è tutta colpa di Ranieri se siamo messi così…

Prego?

Sì, stiamo pagando i danni fatti dall’ex allenatore della Roma. Ranieri è stato bravo l’anno scorso, ma in questa stagione ha toppato in pieno. Come spesso gli è capitato in passato, a Valencia come alla Fiorentina, al secondo anno in una squadra fallisce puntualmente. Se non ci fosse stato Ranieri, in questo campionato la Roma poteva puntare allo scudetto.

Addirittura? Ma che cosa rimprovera a Ranieri di preciso?

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Il non sapere gestire i campioni e lo spogliatoio. A Firenze litigò con Rui Costa, qui ne abbiamo viste di tutti i colori. Ha sbagliato con Totti e pure con Borriello. Che avrà il suo caratterino, ma è un ottimo centravanti. Il problema è che quando manca la società, serve un tecnico che crei armonia, specialmente in un ambiente come quello della Roma. Ranieri ha fatto esattamente il contrario…

 

A proposito di società, altri rinvio (al 31 marzo) per l’annuncio della nuova proprietà: c’è da stare tranquilli?

Sì. Io sono sereno. Di Benedetto e gli altri non stanno comprando una macchina, ma una squadra di calcio. Normale che vogliano prendersi tutto il tempo che occorre. E poi c’è anche la burocrazia…

 

Arrivano gli americani, allora: i tifosi cosa si aspettano?

Ci sono tante posizioni in città. Chi è vicino a Rosella Sensi già alza la voce e pretende i Drogba e i Cristiano Ronaldo. Ma chi usa il cervello sa che le prime mosse della nuova proprietà saranno gettare le basi per un progetto, ripianare i debiti e dare spessore internazionale al club. Chiaro che si penserà a rinforzare la squadra, ma per gradi. Anno dopo anno…

 

E intanto Mexes se ne va…

Sono perplesso. Perdere un giocatore del genere a costo zero. A questo punto si poteva optare per una soluzione alla Samuel: quando l’argentino andò al Real era in scadenza. Lo si fece rinnovare con la promessa che sarebbe stato ceduto a fine stagione in modo da monetizzare l’addio. E così fu. Mexes invece andrà al Milan gratis, mi viene da pensare male…

 

(Marco Guidi)



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