CALCIOMERCATO/ Roma, Montella piace a tutti. Il baby tecnico convincerà DiBenedetto?

- La Redazione

L’aeroplanino ha portato il sereno sui cieli di Trigoria. Si aprono spiragli per il suo futuro che potrebbero portare a una clamorosa conferma         

montella_roma_R400_27feb11
Montella (Ansa)

NOSTRO INVIATO A ROMA

“So I start a revolution from my bed”, cantavano gli Oasis in “Don’t look back in anger”. A distanza di qualche album, anche a Trigoria la rivoluzione sta partendo dall’interno, più precisamente dalla pancia di quel centro sportivo che negli ultimi 12 anni ha visto Vincenzo Montella timbrare il cartellino più e più volte: fino al 2009 in qualità di attaccante, poi con i gradi di allenatore. Promosso in tutta fretta a coach della prima squadra, l’aeroplanino comincia a raccogliere i frutti di un mese di lavoro. Il suo atterraggio tra le “prime donne” è coinciso con il momento no dei giallorossi ma, grazie ad un mix tra dialogo, idee spallettiane e allenamenti più intensi e specifici, Montella ha ripulito lo smoking giallorosso.

Via Ranieri, dentro l’enfant prodige, 36 anni, ex collega di capitan Totti. In un mese scarso (forse troppo poco per essere giudicato) Top Gun ha risollevato la Roma in campionato grazie a tre vittorie ed un pari, guadagnandosi pure una ritoccata allo stipendio (100mila euro in più). Le trasferte di Bologna e Lecce, seppur senza stravizi, hanno consegnato 6 punti ai giallorossi. Poi l’amaro pareggio interno col Parma e il tonfo in Champions contro lo Shakhtar Donetsk che Ranieri aveva incautamente definito “il Barcellona dell’est”. Non l’avesse mai detto.

Da Pomigliano d’Arco con furore. L’ex numero 9 giallorosso ha aumentato la velocità nonostante l’incidente Champions e si è rimboccato le maniche tirando a lucido i suoi in vista del derby: 2-0 senza storia con una Roma dominatrice del campo. E’ stata proprio la stracittadina a “sdoganare” Vincenzo Montella nel Pantheon degli allenatori adulti. Stampa, tifosi e osservatori: una buona parte di queste categorie comincia a vedere in lui una figura che scavalca il semplice ruolo di “traghettatore”, mansione dignitosissima ma pur sempre fastidiosa se te la ripetono in faccia e alle spalle fino alla nausea.

 

“Non ti curar di loro ma guarda e passa”, Montella ha seguito il consiglio di Dante e si è messo al lavoro con i suoi. Studioso e attento ai dettagli, sui campi di Trigoria ha portato una ventata di freschezza avvalendosi dell’uso della tecnologia come il sistema Gps per monitorare gli allenamenti. L’occhio al futuro con uno sguardo al passato dove l’ex bomber ha ripescato qualche ricetta spallettiana come il modulo 4-2-3-1 con Totti che torna a fare la prima punta e Doni che si riprende i pali. I frutti sono arrivati e, dopo il derby, l’under 40 ha cominciato a raccogliere consensi e “intenzioni di voto” un po’ ovunque.

 

La Gazzetta dello Sport si è chiesta se possa essere il nuovo Guardiola per i giallorossi, mentre i commentatori radiofonici masticano l’ipotesi che Montella sieda in panchina anche nella prossima stagione, quella in cui comanderanno gli americani. “Si potrebbe puntare su di lui”, azzarda il l’editorialista Gianfranco Giubilo, “se devi cambiare allenatore, deve arrivare un numero uno, altrimenti tutta la vita Vincenzo”, parola di Max Tonetto che dell’aeroplanino è stato compagno di squadra. “Seguite Montella: anche nella vittoria è equilibrato e con i piedi per terra come ha dimostrato nel derby”. La benedizione giunge dallo scranno più alto del Coni, dove siede Gianni Petrucci.

 

Gli elogi si sprecano e registrano anche le adesioni illustri di Totti (“se hai un allenatore così bravo in casa, perché non tenerlo?) e Ancelotti (“non è un traghettatore, è destinato a fare bene”). Bene, ma il campionato è ancora lungo, come suggerisce ogni allenatore nella classica intervista post-gara, e il campo dovrà pronunciarsi sul lavoro di Montella. Nel frattempo DiBenedetto prende nota ed è costretto a pensarci su. Se qualche settimana fa il suo nome non era nemmeno lontanamente contemplato nei progetti a stelle strisce (Ancelotti, Villas Boas, Gasperini), ora, con le prime vittorie e l’immagine pulita, Vincenzino potrebbe ritagliarsi uno spazio sempre più importante. Perché no, proprio alla corte dello Zio Tom.

 

(Marco Fattorini)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori