CESSIONE ROMA/ Reportage – DiBenedetto è pronto a sbarcare a Trigoria. La scheda e i soci

L’imprenditore italo americano chiuderà a breve l’acquisizione del pacchetto di maggioranza relativa della società giallorossa                        

08.03.2011 - La Redazione
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Rosella Sensi (foto: Ansa)

Una manciata di giorni e l’As Roma potrebbe passare nelle mani della cordata statunitense guidata da Thomas DiBenedetto. La trattativa in esclusiva tra Unicredit e il gruppo americano volge al termine e c’è da immaginare che nel giro di una settimana si arrivi alla firma dei contratti: la prima pietra per la nuova Roma d’Oltreoceano. Circa 110 milioni di euro per acquistare il 67% del club, gli immobili di Trigoria e il marchio, ma anche un paio di ricapitalizzazioni previste da qui ad un anno, mentre Unicredit rimarrà in giallorosso con una partecipazione del 40%, pronta a girare parte del pacchetto a soggetti italiani.

A Trigoria sbarcherà lo “zio Tom”, come qualcuno lo ha ribattezzato. Sposato e padre di cinque figli, l’imprenditore classe 1950 è nato Boston ma affonda le sue radici in Campania. Laureato in economia al Trinity College, dal 1983 è presidente del Boston International Group ed è attivo nel mondo dello sport in quanto socio della New England Sport Ventures che negli Usa possiede la squadra di baseball dei Red Sox, mentre in Europa si è accaparrata il Liverpool di Steven Gerrard. Sconosciuto in Italia, DiBenedetto ha fatto affari in lungo e in largo per gli States toccando vari settori: dalle tecnologie alle telecomunicazioni, passando per servizi di intelligence e real estate.

E’ inoltre presidente della Route 2 Digital, compagnia che attualmente collabora con Nike (il futuro sponsor della Roma?) e Cisco. Come se non bastasse, lo “zio Tom” è stato banchiere presso gruppi del calibro di Salomon Brothers e Morgan Stanley. Ora l’italoamericano è pronto a volare a Roma per siglare ufficialmente il matrimonio con il club capitolino del quale, con tutta probabilità, diventerà presidente. Nel frattempo è atteso all’Olimpico domenica pomeriggio per il derby contro la Lazio: ad accoglierlo il direttore operativo (da lui scelto) Gian Paolo Montali.

 

Al fianco di Thomas DiBenedetto ci saranno tre “amici milionari” che entreranno nella stanza dei bottoni di Trigoria con quote paritarie. I soci, che in futuro potrebbero aumentare, rispondono ai nomi di Michael A. Ruane, Richard D’Amore e Jim Pallotta. Il primo, classe 1949, è il presidente della TA Associates Realty, società d’investimenti nel settore immobiliare che gestisce un portafoglio di 8 miliardi di dollari. D’Amore, un master in business administration alla Harvard School of Business Administration, opera invece nel venture capital: è il numero uno a Boston, suggeriscono i ben informati. Direttore di due società di Hi-Tech, siede nei consigli d’amministrazione di numerose aziende in lungo e in largo per gli States.

 

E alla fine arriva Jim. Nessun ordine d’importanza, solo una questione cronologica che ha portato Pallotta a subentrare “in corsa” ad un altro imprenditore della cordata ritiratosi per motivi familiari. Già soprannominato “Mister Celtics”, Pallotta è nato nel 1957 nel quartiere italiano di Boston ed è stato a lungo tra i manager più pagati d’America (200 mln di dollari solo nel 2005). Amico intimo di DiBenedetto, vanta una patrimonio vicino al miliardo di dollari e dirige il fondo d’investimenti Raptor Evolution. Ma c’è dell’altro: la sua passione per il basket è diventata occasione di business visto che dal 2002 il magnate è azionista e membro del Comitato Esecutivo dei Boston Celtics, celebre franchigia NBA tra le cui fila militano Shaquille O’Neal e Kevin Garnett.

 

(Marco Fattorini)

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