UDINESE ROMA/ Totti sfodera il cucchiaio e chiama DiBenedetto: il re di Roma insegue Baggio

- La Redazione

Il capitano sigla una doppietta strepitosa. E lui,a fine gara, ne ha per tutti: da chi lo dava per finito al prossimo presidente giallorosso. Ecco il ritratto post-Udine

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Francesco Totti esulta (foto: Ansa)

“The King of Rome is not dead” scandiva appena qualche settimana fa un telecronista inglese commentando il secondo gol di Totti nel derby. “Volevo dimostrare alla gente che non sono finito”, ammette il diretto interessato nel post gara di Udinese-Roma, la partita in cui il capitano s’è preso la squadra sulle spalle riportandola in zona Champions grazie ad una doppietta pesantissima. Il re è ancora là, sul trono dei migliori marcatori della serie A, con un bottino di prodezze, rigori e gol su azione che fa impallidire anche i suoi acerrimi nemici, alla faccia della vecchiaia. “Nemmeno a 20 anni stavo così – incalza lui – le mie prestazioni stanno contraddicendo le parole di chi mi dava per finito”.

Verba volant scripta manent. In questo caso a rimanere sono i gol (203, di cui 55 su rigore) che Totti ha segnato in serie A lanciandosi all’inseguimento del divin codino Roberto Baggio, fermo a quota 205. Il Pupone è più vivo che mai, rigorosamente nella veste di punta, aiutato dal piazzamento tattico che Montella gli ha restituito riportandolo all’amato ruolo del 4-2-3-1 spallettiano. La risposta di Totti è stata chiara: davanti ai 15mila del Friuli ha sfoderato il cucchiaio che, dal dischetto, mancava dal 23 dicembre 2007 (Roma-Sampdoria) facendo sbiancare mister Montella con tutta la panchina. Un rigore da brividi, di quelli che, se falliti, partoriscono polemiche a non finire, a maggior ragione per un esecutore politicamente scorretto come Totti.

Poi il gol su azione a 30 secondi dallo scadere del recupero per certificare una vittoria accolta dagli abbracci festosi dei compagni. “Ci siamo anche noi per la Champions”, fa sapere il vecchietto di 34 anni che porta la fascia di capitano e testimonia ogni giorno di più la propria vocazione per i colori giallorossi. A Udine sono servite ancora una volta le sue prodezze per sbloccare una partita complicata, riaperta dall’altro anziano di turno, quel Totò Di Natale da 26 gol stagionali. Scalzando centravanti più giovani e di mestiere come Borriello e Vucinic, l’ex trequartista riadattato a prima punta è tornato a riaccendere le speranze per la quarta piazza in campionato che permetterebbe ai giallorossi di partecipare alla prossima Champions League.

 

Inutile essere ipocriti, sarebbe sempre un quarto posto e non lo scudetto pur rappresentando il traguardo minimo e necessario per non buttare al vento una stagione altrimenti fallimentare. Che sia Champions se lo augura pure Thomas DiBenedetto, futuro proprietario e presidente del club giallorosso direttamente da Boston, Usa. “Aspettiamo tutti quanti questa benedetta firma”, ha ribadito il capitano passando nella mixed zone dello stadio friulano. Chissà se l’aggettivo “benedetta” fosse voluto oppure no, fatto sta che capitan Totti è pronto ad accogliere il nuovo patron americano che, di rimando, gli ha già tributato parole di affetto. Manca solo la firma e, appunto, il quarto posto Champions. Per il resto, un dato è più che assodato: “the king of Rome is not dead”.

 

(Marco Fattorini)

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