CALCIOMERCATO/ Roma: ecco tutti gli scenari del dopo Montella

- La Redazione

Alla panchina della Roma sono stati accostati, nel corso degli ultimi giorni, numerosi allenatori e tutti potenzialmente in lizza per prendere in mano la guida tecnica della squadra.

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Ancelotti (Ansa)

Tantissimi nomi per un posto solo. Alla panchina della Roma sono stati accostati, nel corso degli ultimi giorni, numerosi allenatori e tutti potenzialmente in lizza per prendere in mano la guida tecnica della squadra. Perchè il futuro progetto della Roma parte da qui: dal nome del sostituto di Vincenzo Montella. Il nuovo tecnico dovrà ricompattare un ambiente deluso dall’esito della stagione e dettare le linee guida del calciomercato estivo dei giallorossi. L’arrivo della nuova proprietà ha galvanizzato il popolo giallorosso e le dichiarazioni di DiBenedetto (“la Roma è una principessa che noi vogliamo trasformare in regina”) e Pallotta (“i soldi ci sono, sarete felici”) fanno guardare al futuro con rinnovata speranza. Ma il clima che si respira a Roma, come ci ha confermato anche il giornalista Tonino Cagnucci de “Il Romanista”, è un misto di speranza e scetticismo. Scetticismo per tutta questa confusione che sembra aleggiare attorno all’ambiente Roma, speranza perchè le promesse fatte dalla nuova società hanno caricato una tifoseria calda e passionale. Veniamo al rebus panchine. In cima alla lista dei papabili c’è Stefano Pioli (Chievo Verona), che ha ammesso di aver incontrato la dirigenza giallorossa e che ha rilasciato dichiarazioni piuttosto chiare (“Non mi nascondo che Roma è una piazza difficile, ma sono convinto di poter fare bene. Non mi illudo, ma spero di avere questa possibilità”) e che hanno fatto pensare a più d’uno di un affare ormai fatto. In realtà contatti ci sono stati anche con Deschamps (il suo amico Angelo Di Livio ha detto a Teleradiostereo “Ha avuto un contatto con Sabatini e presto si risentiranno”) e Unai Emery, tecnico del Valencia che riscuote un certo consenso nell’entourage giallorosso. Per non parlare degli abboccamenti che Sabatini, in Sud America, avrebbe iniziato con Bielsa (ex commissario tecnico di Cile e Argentina). Tanti nomi, dunque, ma l’impressione che emerge chiaramente è che i veri sogni della dirigenza romana portino a Carlo Ancelotti e Pep Guardiola. L’ex tecnico del Chelsea, fresco di esonero, è il nome agoganto dal popolo romanista (“ha giocato nella Roma più bella, la città lo ama e lui è sempre rimasto romansita nel cuore” ci ha detto Cagnucci) e adesso che è disoccupato e la Roma sta cercando un allenatore, sono in molti a sognarne l’approdo nella Capitale. Per Guardiola, invece, verrà fatto un tentativo la sera della finale di Champions League. Pallotta sarà a Wembley, con Baldini, per provare a convincere il tecnico blaugrana ad accettare la proposta romanista: solo in caso di netto rifiuto, come quello fatto pervenire oggi a Pallotta da parte di Villas Boas, allora le piste Pioli, Deschamps e Bielsa prenderanno corpo.

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Tutte le possibilità, dunque, sono aperte in casa Roma. La serata di sabato (finale Manchester-Barcellona) potrebbe segnare uno spartiacque importante per il futuro della Roma. Si aspetta di conoscere il nome del nuovo tecnio per poi muoversi sul mercato: i vari interessamenti degli uomini di mercato giallorossi sono stati puramente informativi, dato che non conoscendosi ancora il progetto tecnico non vale la pena acquistare giocatori, magari neanche funzionali al progetto futuro. A Roma tiene banco anche la questione De Rossi: rinnova o no? Accetterà di continuare a guadagnare “poco” (rispetto a quanto offrirebbero Inter e Real Madrid per esempio) per restare a Roma? Cagnucci conferma che la società sta lavorando per trattenerlo a Roma, e si dice fiducioso del buon esito della trattativa: la sua “romanità” e le rinnovate ambizioni portate da DiBenedetto potrebbero essere i due fattori decisivi per trattenerlo. Anche la questione portiere tiene banco: la trattativa con Buffon sembra essere al momento congelata, ma l’interesse per il numero uno bianconero è reale (“anche perchè – conclude Cagnucci – è dai tempi di Tancredi che la Roma non ha un portiere forte”).



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