CALCIOMERCATO/ Roma, intreccio Sirigu, Pastore, Lamela e il bluff Zamparini

- La Redazione

CALCIOMERCATO/ ROMA, SIRIGU E PASTORE? La Roma, si sa, è alla ricerca di un buon portiere e insegue follemente il sogno Pastore. Ecco l’intreccio che coinvolge Sabatini, Zamparini e Simonian

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Javier Pastore (foto ANSA)

La Roma, si sa, è alla ricerca di un buon portiere e insegue follemente il sogno Pastore. L’argentino insieme a Sirigu, il portiere del Palermo candidato a difendere la porta dei giallorossi, sono accomunati dalla stessa persona: Walter Sabatini, il ds della Roma che li ha cresciuti e “coccolati” quando lavorava per il club siciliano.

Sabatini li conosce bene e per questo li ha messi da subito nel mirino. Ma il ds conosce anche molto bene il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini. E sa che per portargli via un giocatore bisogna sudare sette camicie. Da ormai 15 giorni assistiamo a una commedia all’Italiana che coinvolge, a loro malgrado, Sirigu e Pastore. A detta di Zamparini Pastore avrebbe già fatto il giro del mondo: un giorno lo avrebbe venduto ai russi, un giorno agli spagnoli, al Napoli dell’amico De Laurentiis e alla Juventus del giovane Agnelli. Senza contare che lo avrebbe proposto al Chelsea, al Barcellona, all’Inter e non al Milan solo perché in “disgrazia” dopo l’ultima “mazzata” economica subita dal presidente Berlusconi.

Un dato però insospettisce. Nelle sue frequenti dichiarazioni Zamparini non ha mai associato la Roma a Pastore, se non per ribadire che i giallorossi non hanno disponibilità economiche sufficienti. E la cosa è non poco strana. Quantomeno Zamparini avrebbe dovuto ammettere un interessamento di Sabatini, che lo stesso ds ha più volte confermato. Invece il presidente del Palermo non vuole pubblicizzare questa trattativa che c’è e parte da lontano e che coinvolge un altro protagonista: il procuratore di Pastore, Simonian, amico di Sabatini che sottotraccia sta tessendo la tela.    

Zamparini si sente forte del contratto con il giocatore argentino, certo, ma non ha nulla di più in mano. Sa che Pastore vuole andarsene, non se lo può più permettere, e che vuole andare alla Roma: Sabatini per lui è un padre, lo ha scoperto e lanciato nel grande calcio. Vorrebbe fare esperienza in una piazza importante, e Roma lo è, prima della consacrazione definitiva. In più nella Roma gioca un certo Burdisso, suo compagno di nazionale, che nel ritiro dell’Argentina non fa che parlargli di quanto sia bello giocare nella Capitale e di quanto sono fantastici i compagni di squadra e i tifosi.

Zamparini ha fissato un prezzo (troppo alto) e ha provato a innescare un’asta ma non ci è riuscito. Spera che l’Inter venda Sneijder per prendere Pastore. Ma Moratti si è già tutelato con l’argentino Alvarez.

Dal canto suo la Roma si è tutelata con Lamela, che ricorda il primissimo Pastore sbarcato in Sicilia. Ma Sabatini non vuole inserire Lamela come contropartita. Spera di riuscire a monetizzare le vendite di Borriello e Menez e Vucinic (forse) per presentarsi coi soldi giusti. Non i 50 milioni richiesti da Zamparini ma 35 milioni più un giovane a scelta tra Caprari e Okaka. E chissà che nella trattativa non rientri anche Sirigu: Il suo nome, oggi, più che una vera candidatura alla porta della Roma, è un’azione di disturbo per mettere alle strette Zamparini. La commedia è solo agli inizi. E il finale è ancora tutto da scrivere.  

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