AS ROMA/ Tommasi sostiene Zeman: il boemo meglio di Capello. Pjanic via a gennaio?

Il parere dell’ex giallorosso sul tecnico boemo. Per assimilare il suo calcio, ha spiegato l’attuale presidente dell’Assocalciatori, servirà tempo, dunque i tifosi abbiano pazienza…

01.10.2012 - La Redazione
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Zdenek Zeman (Infophoto)

La Roma è già in crisi. Dopo sei giornate di campionato, che poi in realtà sono cinque per i giallorossi, visto lo 0-3 a tavolino di Cagliari, i giallorossi hanno conquistato otto punti, avendo già perso due partite e non avendo ancora vinto in casa. Un solo successo in stagione, quello pur prestigioso contro l’Inter, poi le battute d’arresto culminate nel rovescio dello Juventus Stadium, un 1-4 contro i bianconeri che ha fatto dire a Zeman che questa non è la sua squadra. Sia vero ciò o quanto ha affermato il ds Sabatini, che ha parlato di alcuni giocatori sopravvalutati, le cose si sono già messe male a Trigoria. Crisi personali (Stekelenburg), infortuni lunghi (Dodò, Bradley), calciatori fuori posizione che arrancano nel tentativo di trovare la giusta posizione (Destro su tutti) e che quindi l’organico non sia compatibile con il tecnico o viceversa (la pensa così Paolo Assogna: clicca qui per l’intervista esclusiva): la situazione puzza già di polveriera, e siccome i tifosi si aspettavano ben altro c’è il rischio di una prematura esplosione dell’ambiente. Zeman sulla graticola? Alcuni sostengono che il suo gioco sia datato, altri che non sia adatto alla serie A, altri ancora che affrontare il centrocampo della Juventus con tre mediani di cui due esordienti in serie A e l’altro fuori ruolo sia stato un massacro tattico. Eppure, il boemo ha ancora tanti estimatori. Ezio Sella, suo ex vice, ha parlato di schemi da assimilare e di tempo che va concesso (clicca qui per l’intervista esclusiva), e altro sostegno a Zeman arriva da Damiano Tommasi, con lui nel biennio 1997-1999 e poi campione d’Italia sotto la guida di Fabio Capello. “Meglio Zeman o Capello? Preferivo il boemo”, ha detto oggi l’attuale presidente dell’Assocalciatori, ospite ai microfoni di ‘Mattina Sport’, in onda sulla Rai. Tommasi ha spiegato che “per capire il gioco di Zeman serve tempo” e, per chiarire meglio il concetto, ha rievocato i tempi dell’arrivo del mister sulla panchina giallorossa, nel 1997. “Forse molti non ricordano che quando arrivò 15 anni fa non fu altrettanto facile”. Insomma, ci vuole sempre “un periodo di assestamento” per assimilare gli schemi zemaniani. Mettiamoci poi l’enorme pressione a cui si è sottoposti in una piazza come quella capitolina e il quadro è completo. “A Roma le cose sono complicate”, è il parere di Tommasi. Che dunque sposa la linea di Sella: il sistema di gioco di Zeman ha bisogno di tempo, lo si può capire anche da come alcuni giocatori che l’anno scorso avevano offerto un rendimento decisamente buono stiano facendo fatica: è il caso di Miralem Pjanic, centrocampista bosniaco arrivato lo scorso anno a Trigoria e questa stagione fermato da problemi fisici. Nelle due apparizioni in campo tuttavia Pjanic ha mostrato di essere ancora un oggetto estraneo al 4-3-3 di Zeman, creando dei dubbi sul suo effettivo “apprendimento” delle logiche calcistiche del boemo. Da qui è nata l’ipotesi, non esattamente strampalata, che il centrocampista possa lasciare la Roma già nel corso del mercato di riparazione: 

…litigare proprio con Zeman. “Non siamo da scudetto, ci fa male parlarne”, ha tuonato ‘Capitan Futuro’. Non conosciamo la risposta del boemo, che in queste ore avrà tanto da riflettere. E’ arrivato per lui il momento di proporre una Roma che sia veramente all’altezza del nome che porta. Un’altra annata fallimentare, dopo quella vissuta con Luis Enrique, non verrebbe sicuramente tollerata dalla proprietà.

Il Tottenham in estate aveva fatto pressing sui capitolini per assicurarsene le prestazioni, visto che nel modulo di Villas-Boas Pjanic starebbe a pennello (almeno sulla carta). Sabatini all’epoca aveva rifiutato 15 milioni di Euro, ma da allora al 31 gennaio le cose cambiano: intanto la sua forma fisica preoccupa, il rientro è previsto contro l’Atalanta ma non è una certezza. Dunque, se gli Spurs dovessero alzare l’offerta e se le difficoltà di Pjanic in giallorosso dovessero rimanere tali, potrebbe verificarsi un divorzio che fino allo scorso agosto sembrava assolutamente fuori discussione. 



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