AS ROMA/ Sebastiani su Zeman: a Pescara era un’altra cosa, adesso…

Duro j’accuse del presidente del Pescara verso il boemo, suo ex allenatore, che in qualche modo, a suo dire, avrebbe danneggiato sia l’ex club che quello attuale…

02.10.2012 - La Redazione
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Zdenek Zeman (Infophoto)

La solidarietà del suo ex allievo Damiano Tommasi (clicca qui per approfondire) potrebbe non bastargli affatto. Perchè Zdenek Zeman, in un modo o nell’altro, sta ricevendo attacchi su tutti i fronti. Anche da persone da cui non era lecito aspettarseli. E’ il caso del suo ex presidente al Pescara Daniele Sebastiani, che non ha usato mezzi termini per commentare la scelta del boemo di ritornare alla Roma. Così facendo, secondo il massimo dirigente biancazzurro, il tecnico ha danneggiato sia il club abruzzese che quello capitolino. A Pescara, tanto per cominciare, “la gente ha ancora in mente lo spettacolo offerto nella scorsa stagione, e dunque se lo aspetta sempre e comunque”. Impensabile, effettivamente. Realtà diverse, campionati diversi. Un conto è giocare in serie B con Insigne, Immobile e Verratti, un altro in A con Vukusic e Cascione, con tutto il rispetto. Il nuovo tecnico Giovanni Stroppa, che pure è un convinto seguace zemaniano, ha scelto la strada del pragmatismo, e così sono arrivate le due vittorie contro Palermo e Cagliari. “Ora siamo una realtà completamente diversa dalla squadra che avevamo costruito con Zeman”, ha sottolineato il patron Sebastiani, che nel contempo comprende la delusione dei tifosi giallorossi per lo stentato avvio della squadra. “Erano tutti convinti che si potesse ripetere a Roma il miracolo Pescara, ma penso sia molto difficile”. Dopo tante critiche, però, è arrivato anche il momento dello zucchero. “Zeman può allenare ovunque, ma ha bisogno di tempo”, il parere del suo ex datore di lavoro ai microfoni di Radio Manà Manà. L’importante, a giudizio dello stesso Sebastiani, è che gli venga consegnata una rosa conforme per caratteristiche tecniche al tipo di calcio da lui professato. A tale proposito, analizzando i vari giocatori presenti nell’organico romanista, viene qualche dubbio. Sicuri, ad esempio, che avendo già Osvaldo in squadra era opportuno spendere più di 10 milioni per un altro centravanti di ruolo come Destro? Inutile poi schierare l’ex Siena da ala, in un ruolo che ha dimostrato di gradire molto poco. E Pjanic? Il bosniaco, centrocampista tecnico e un po’ compassato, non sembra adattissimo al gioco frenetico voluto dal boemo. Senza dimenticare, naturalmente, la difesa, dove è arrivato l’oggetto misterioso Piris che, almeno finora, ha dimostrato di non essere all’altezza di una squadra come quella giallorossa. Insomma, è il solito dilemma: sono le idee di Zeman a non essere adatte alla serie A o sono i giocatori che non possono dare il meglio nel suo 4-3-3?

Tanti dubbi, tante incertezze attorno a questa Roma. “Date tempo a Zdenek”, suggerisce Sebastiani. Al momento, forse, è l’unica cosa da fare, prima di eventuali ribaltoni di cui nella Capitale nessuno sente il bisogno.



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