PAGELLE/ Siena-Roma (1-0): i voti, la cronaca e il tabellino (ventitreesima giornata)

Nel posticipo della 23esima giornata il Siena batte la Roma per 1-0. Decide un rigore di Calaiò al 51′. Roma che spinge per novanta minuti ma pecca di idee e geometrie. Il Siena merita.

14.02.2012 - La Redazione
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Erik Lamela, troppo fumoso stasera (Infophoto)

Finisce 1-0 per il Siena al Franchi il posticipo della 23esima di serie A. Calaiò con un rigore perfetto al sesto minuto del secondo tempo (fallo di Kjaer su Destro) annichilisce una Roma in pressione continua ma priva di idee, geometrie e concretezza. Si è sentita l’assenza di un uomo d’ordine come De Rossi, anche se Viviani non ha demeritato. Troppo spento Lamela, troppi lanci lunghi, non certo il gioco voluto da Luis Enrique. Siena cinico e anche bello a tratti: ottime ripartenze e capitalizzazione di ogni occasione. La Roma manca il sorpasso all’Inter in classifica, fondamentali i 3 punti per Sannino che tiene lontane le ultime tre della classe e sorpassa anche il Bologna che però ha una gara in meno.
Nel Siena tutto confermato: Giorgi va a destra con Brienza sul fronte opposto ma con libertà di rientrare dietro le punte Destro e Calaiò. Pesanti nella Roma le assenze di De Rossi (squalifica) e Gago, Luis Enrique sceglie la gioventù di Viviani per impostare la manovra e conferma il trio Totti-Borini-Lamela davanti. Si rivede Osvaldo, che si accomoda in panchina ma è pronto a subentrare. Si parte con i giallorossi che ovviamente fanno la partita, cercando di allargare le maglie della difesa senese coinvolgendo gli esterni Rosi e Jose Angel; ma il Siena si chiude benissimo, Brienza e Destro rientrano bene a dare una mano e non fanno trovare varchi alla Roma. La prima occasione è dei bianconeri: Destro viene lanciato a sinistra e prova il pallonetto su Stekelenburg, ma alza troppo la mira. La Roma arriva bene ai 16 metri ma poi non combina granchè: ci prova due volte Lamela, al 20′ con una punizione da lui conquistata su cui Pegolo vola e devia in corner, e al 27′ con un sinistro da posizione defilata che trova l’esterno della rete. In mezzo il Siena ha due altre occasioni colossali: al 16′ Brienza trova splendidamente Calaiò, ma l’ex Napoli incrocia troppo il destro. Al 23′ invece è Giorgi a sfruttare un buco sulla destra e a trovare la linea di fondo: sul suo cross Destro, pressato da Juan, spara alle stelle. Si va al riposo senza reti, ma nella Roma si sente l’assenza di un tappabuchi come De Rossi, mentre il Siena fa la sua partita non rinunciando a provarci.
Subito dentro Kjaer per Juan che lamenta un problema all’inguine. Il Siena riparte da dove aveva finito: recupera palla e parte velocissimo, come al 47′ quando Destro riceve da Calaiò ma tira troppo centralmente. E’ il preludio al gol: tre minuti più tardi Calaiò fa sponda al limite per Destro, Kjaer lo mette giù (fallo non chiarissimo) e lo stesso attaccante fa 10 in campionato con un rasoterra angolatissimo che Stekelenburg intuisce ma non può raggiungere. La Roma, punta nell’orgoglio, si riversa in avanti ma i suoi attacchi sono confusi e poco pazienti: gli uomini di Luis Enrique aprono il campo due o tre volte, poi quando non trovano spazi lanciano lungo in area dove Terzi e Rossettini prendono tutto quel che vedono arrivare. Il tecnico asturiano ci prova con Osvaldo per Totti e Bojan per Simplicio, Sannino si copre con Angelo e Parravicini. La Roma non punge: Borini poco dopo la mezzora mette dentro un cross basso sul quale Lamela è in ritardo e Pegolo può uscire; Pjanic a dieci dal termine prende la mira ma manda fuori. La Roma fa il gioco del Siena con i lanci lunghi, e nemmeno l’avanzamento di Kjaer nella linea d’attacco serve. Il Siena non esce più ma paradossalmente non soffre, perchè gli attacchi giallorossi sonon troppo confusi. Ci arriva all’82’ Kjaer di testa, ma il tiro al volo di Borini è solo potente, Pegolo lo fa suo sul primo palo; poi ancora il biondo centrale (disastroso in difesa) stacca in area al primo di recupero, ma il colpo di testa è debole e il sostituto di Brkic blocca a terra. Il Siena addirittura potrebbe raddoppiare senza più attaccanti in campo, ma il sinistro di Angelo è ben bloccato da Stekelenburg. Finisce 1-0 per il Siena, la Roma si ferma ancora quando sembrava lanciata, un ottimo Siena fa tre passi avanti verso la salvezza. 

SIENA-ROMA 1-0 (primo tempo 0-0)

MARCATORI: 6′ st Calaiò (rig.)

SIENA (4-4-2): Pegolo; Vitiello, Terzi, Rossettini, Del Grosso; Giorgi (32′ st Parravicini), Vergassola, Gazzi, Brienza; Destro (38′ st Grossi), Calaiò 6.5 (25′ st Angelo). In panchina: Farelli, Contini, D’Agostino, Rossi. Allenatore: Sannino.

ROMA (4-3-1-2): Stekelenburg; Rosi, Juan (1′ st Kjaer), Heinze, Josè Angel; Simplicio (23′ st Bojan), Viviani, Pjanic; Totti (14′ st Osvaldo); Borini, Lamela. In panchina: Curci, Taddei, Greco, Perrotta. Allenatore: Luis Enrique.

ARBITRO: Rocchi di Firenze 

NOTE: Ammoniti: Totti, Kjear, Grossi. Angoli 3-3. Recupero: 2′, 4′.

 

 

Pegolo 6,5: conferma il suo buon momento di forma. Non gli arrivano tiri pazzeschi ma il sostituto di Brkic è sempre attento, anche nelle uscite. Si è guadagnato la maglia da titolare?

Vitiello 6: bella gara di spinta e interdizione sulla fascia. Jose Angel non sfonda mai e lui tiene il fortino insieme ai compagni.

Terzi 6,5: la Roma non è granchè, ma il merito è anche suo, che di testa le prende tutte e fa sembrare Borini più piccolo di quel che è.

Rossettini 6,5: vale lo stesso discorso del suo compagno di reparto: se il Siena esce senza gol subiti da questa partita c’è del suo.

Del Grosso 7: Rosi non sfonda mai, e lui si propone sempre in avanti con grande dedizione e gamba. Spinge finchè ne ha, poi imbraccia lo scudo e difende tutto quel che può. Riuscendoci.

Giorgi 6: una buona prova per il neo acquisto del Siena. Non troppo appariscente, ma comunque ordinato e propositivo. Sostituito nel finale.

(Parravicini s.v.: entra nel finale quando Sannino ha bisogno di forze fresche)

Vergassola 7,5: un leone in mezzo al campo. 35 anni, sembra uno dell’Under 21. Corre, sgomita, recupera palloni, imposta. Averne di “vecchietti” così. Cuore di capitano.

Gazzi 6,5: non lo vedi, eppure c’è. Aiuta e supporta Vergassola nello spezzare le trame dei palleggiatori della Roma. Se Sannino ultimamente lo preferisce a D’Agostino un motivo ci sarà.

Brienza 7: un talento come il suo si “abbassa” a ripiegare in mediana per raddoppiare sui portatori di palla giallorossi, e ha pure la forza per cercare il contropiede. Preziosissima arma tattica per il Siena.

Destro 7: non segna, pur provandoci un paio di volte, ma il suo lavoro in avanti è fondamentale. Si prende il rigore che decide la partita e a parte questo è sempre in movimento, sempre alla ricerca della profondità, trovandosi peraltro a occhi chiusi con Calaiò. Manda in tilt Kjaer.

(Grossi s.v.: spiccioli di gara)

Calaiò 6,5: meno appariscente del suo compagno di reparto, ma tira un signor rigore ed è sempre prezioso nel gioco di sponda. Con il gol di stasera raggiunge la doppia cifra in campionato: niente male.

(Angelo s.v.: gioca poco ma riesce a farsi notare per un bel sinistro che Stekelenburg blocca)

All. Sannino 7: ancora una volta il Siena imbriglia una grande con tanta quantità e colpisce nelle ripartenze. Due indizi fanno una prova: non è più un caso.

 

Stekelenburg 6: mezzo centimetro in più e avrebbe preso il rigore di Calaiò. Poco impegnato per il resto, se la cava sui 2/3 tiri non difficili che gli arrivano.

Rosi 6: premiamo l’abnegazione e la spinta costante: il ragazzo si propone sempre e ha buona gamba, ma Del Grosso non lo salta mai.

Juan 6: qualche piccola amnesia anche per lui. Deve abbandonare per un fastidio all’inguine: peccato per la Roma, perchè Kjaer rovina tutto.

(Kjaer 4: non ci spieghiamo la sua involuzione rispetto ai tempi di Palermo. Non fa in tempo ad entrare e si perde Destro che gli taglia dietro: rigore e giallo. E poi posizioni sbagliate e appoggi imprecisi. Si capisce perchè non giochi più)

Heinze 5: irritante. In difesa se la cava con l’esperienza, ma non si possono passare 90 minuti a cercare lanci di cinquanta metri quando i tuoi attaccanti non raggiungono il metro e ottanta. Gliel’avrà detto Luis Enrique? Ne dubitiamo.

Jose Angel 5,5: Luis Enrique lo preferisce all’ultimo a Taddei, ma lo spagnolo incide poco sulla gara. I compagni lo cercano a sinistra, lui raramente crea qualcosa.

Simplicio 5,5: ci prova, si fa vedere, prende l’iniziativa. Ma è fumoso, e alla fine si arrende alla sostituzione. 

(Bojan 5,5: tocca pochi palloni, entra poco nel vivo, quantomeno si sbattei)

Viviani 6: il capitano della Primavera ha personalità. Comanda il centrocampo che sembra un veterano, si fa trovare dai compagni, vuole essere il faro della Roma. Non sempre però è preciso e lucido.

Pjanic 5,5: anche lui propositivo, capisce che il momento è gramo e prova a far valere il suo talento: non ci riesce, si limite a un paio di conclusioni che non trovano la porta.

Totti 5: festeggia male le 700 con la Roma. Fatica a trovare la posizione e si abbassa troppo sulla linea di centrocampo, pestandosi i piedi con Pjanic e Viviani. Sostituito per dare più peso all’attacco.

(Osvaldo 4,5: Luis Enrique lo getta nella mischia sperando che il suo peso offensivo gli salvi la partita. Non la prende mai)

Borini 5: stavolta il ragazzino prodigio delude. Non è nemmeno tutta colpa sua: gli arrivano solo lanci dall’oltretomba che non può pensare di controllare contro un gigante come Rossettini. Palla a terra però non trova mai lo spunto.

Lamela 5: uno con il suo talento dovrebbe girare la partita a comando. Evidentemente i 19 anni si fanno sentire: quando decide che deve essere lui a suonare la carica, la partita è finita.

All. Luis Enrique 5,5: mezzo voto in più perchè era senza De Rossi e Gago. Ma non può essereuna giustificazione totale, questa Roma non è certo quella che ha in testa lui. Qualche colpa deve averla.

 

(Claudio Franceschini)

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