ROMA-FIORENTINA/ Balbo: Partita apertissima, entrambe devono vincere. Terzo posto? Dipende da… (esclusiva)

Intervista esclusiva ad Abel Eduardo Balbo, storico attaccante della Roma nonchè doppio ex della sfida con la Fiorentina, avendo militato in Viola nella stagione 1999-2000. Le sue previsioni

15.04.2012 - int. Abel Eduardo Balbo
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Abel Balbo, oggi 45enne, vanta 149 partite e 78 gol con la maglia della Roma (INFOPHOTO)

Roma-Fiorentina (in campo questa sera alle ore 20.45) si presenta come una delle partite più interessanti della 33esima giornata di campionato. Entrambe le formazioni saranno ben motivate a vincere, per cui è ammissibile aspettarsi un match spettacolare. La Roma deve dar seguito al successo contro l’Udinese, che ha rilanciato le quotazioni dei giallorossi in ottica terzo posto; di contro la Fiorentina, dopo aver sbancato San Siro, ha pareggiato a reti bianche contro il Palermo smorzando un pò il rinato entusiasmo. La risalita del Lecce non permette ai viola di dormire sonni tranquilli: sono solo tre i punti di distanza dai pugliesi terzultimi. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per una gara all’ultimo sangue, in cui conta solo vincere. Per introdurci a questa partita ilSussidiario.net ha intervistato in esclusiva Abel Balbo, storico attaccante della Roma (146 presenze, 78 gol tra il 1993 ed il 1998) nonchè doppio ex, avendo militato nella Fiorentina nella stagione 1999-2000 (19 partite, 3 gol). Ecco le sue impressioni: 

Vista l’ultima vittoria contro l’Udinese, possiamo considerare la Roma favorita per stasera?

No, penso sia una partita dal risultato molto aperto.

Perchè, secondo lei?

La Roma ha alti e bassi, e la Fiorentina ha una situazione di classifica che non le permette di perdere. Vedo una partita molto equilibrata, senza una favorita.

Lamela dovrebbe partire di nuovo titolare: cosa si aspetta dal suo connazionale?

Allora, lui ha grandi potenzialità, però è un ragazzo che va aiutato. 

In che modo?

Non gli si deve chiedere più di quello che può dare in questo momento.  A diciotto anni è arrivato in una città complicata come Roma, in una società nuova, con un modo di giocare nuovo.

Si spiega così il rendimento altalenante?

E’ normale che abbia alti e bassi, anche nella stessa partita. Questo tra l’altro è un problema generale, di tutta la squadra.

Lei è stato un grande numero 9 giallorosso: pensa che Osvaldo sia il centravanti giusto per questa Roma?

Lui sicuramente ha potenziale per far bene, però sai, per fare il centravanti della Roma devi fare almeno 20 gol in una stagione. Una squadra che vuole vincere deve avere un attaccante che garantisca un bottino del genere.

Può influire il fatto che non abbia mai giocato in una grande squadra?

Forse, ma lui potenzialmente è adatto: dipenderà dalla sua crescita, e anche da altre varianti.

 

Nella Fiorentina mancherà Amauri, squalificato. Come la coppia Jovetic-Ljajic può impensierire la difesa della Roma?

Sicuramente la può mettere in difficoltà, perchè non daranno punti di riferimento fissi, non essendo prime punte pure. La Roma gioca molto aperta dietro: attraverso gli inserimenti, loro e dei centrocampisti, o giocando di rimessa la Fiorentina può creare complicazioni.

 

Totti resta imprescindibile per la Lupa, anche a 35 anni?

Sì, assolutamente, quando non gioca lui la squadra è un’altra. E’ fondamentale anche al di là del suo rendimento calcistico.

 

In che senso?

Può giocare bene o male, ma la sua presenza condiziona in positivo la squadra. In questo momento la Roma non può fare a meno di lui.

 

Si può dire che l’avversario più temibile per la Roma sia la Roma stessa, nella corsa al terzo posto?

Vero fino a un certo punto. Certo, per il terzo posto la Roma deve trovare la continuità che non ha.

 

Però?

Ormai non dipende più dalla Roma. Può anche vincerle tutte di qua alla fine, ma dipende più dall’Udinese e dalla Lazio.

 

Pessimista sul progetto?

No, però la Roma ha perso 12 partite. Poi penso che il progetto sia indirizzato nel modo giusto, ma bisogna dar tempo all’allenatore e ai nuovi dirigenti. Un lavoro del genere va giudicato fra 3-4 anni, non dopo 10 mesi.

 

Ha detto all’inizio partita apertissima. Ma se dovesse buttarsi in un pronostico?

Non sarei coerente con quello che ho detto prima. Diciamo che ci stanno tutti e tre i risultati, può succedere qualsiasi cosa.

 

In ogni caso, immaginiamo tiferà Roma…

Sempre tiferò per la Roma, così come per l’Udinese: sono le due quadre cui sono più legato sentimentalmente. Poi se le altre squadre in cui ho giocato, come la Fiorentina e il Parma, fanno bene mi fa piacere.

 

(Carlo Necchi)

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