ROMA/ Prandelli incorona i giallorossi: Progetto fantastico

- La Redazione

Il giudizio del ct sul progetto Roma: un giudizio lusinghiero, sia per la società e sia per il tecnico Luis Enrique, definito come un punto di riferimento per le sue idee…

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Immagine d'archivio (Infophoto)

Cesare Prandelli promuove la Roma. Di progetto tecnico fantastico ha parlato oggi il ct della Nazionale, definendo così la formazione giallorossa. Ai microfoni di Roma Channel, il ‘Prando’, in visita a Trigoria – dopo essere stato a Formello, dalla Lazio, in mattinata – si è lasciato andare ad una serie di giudizi assai lusinghieri, nei confronti in particolare del collega Luis Enrique. Lo spagnolo, a suo dire, rappresenta un punto di riferimento per le sue idee innovative. “Luis è una persona credibile, ha portato cultura e un modo diverso di far calcio e spero che possa continuare”, le parole del ct, riportate da LaRoma24.it. Per lui tornare a Trigoria – dopo la parentesi del 2004, interrotta bruscamente per stare vicino alla moglie, allora gravemente malata – è sempre emozionante. Non poteva mancare inoltre una battuta sulla possibilità di convocare Francesco Totti e Alex Del Piero agli Europei: “Vedremo, dipenderà tutto dalla costanza”, ha spiegato il mister, consapevole di addentrarsi in una materia assai delicata. Già, perchè moltissimi tifosi, che giudicano col cuore più che con la razionalità, vorrebbero almeno uno dei due campionissimi in Polonia e Ucraina. Ci spera anche un altro ‘vecchione’ di lusso come Totò Di Natale, ma a quel punto il rischio sarebbe di presentare una Nazionale fin troppo stagionata a Euro 2012. E non è proprio quello il leit-motiv dell’Italia prandelliana, tutt’altro. Un ciclo – un progetto, per restare in argomento – nato per dare nuova linfa al gruppo azzurro. Dando spazio ai giovani, innanzitutto. Un po’ il succo del nuovo ciclo della Roma, che sta per concludere la prima annata del corso ‘american style’. Il giudizio, tutto sommato, può essere positivo, ma con riserva. Luis Enrique ha dato spazio a talenti come Lamela e Pjanic, lanciato Borini e riciclato un Gago che a Madrid si era smarrito. Inoltre è stato bravo ad insistere su un Osvaldo ritornato dalla Spagna più maturo e consapevole – dopo le incertezze dei suoi primi anni italiani – e a dare alla squadra un buon gioco corale. Non tutto, però, è riuscito per il meglio. Ad esempio in fase difensiva la sua Roma ha mostrato delle pecche quasi imbarazzanti. Il rendimento complessivo, poi, è stato di una discontinuità difficilmente spiegabile. Peccati di gioventù, forse. Lo capiremo il prossimo anno.

Dando per scontato che la società dia un’altra chance al coraggioso ‘Lucho’…



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