ROMA/ De Rossi in difesa, esperimento fallito?

- La Redazione

Tanti dubbi dopo la gara col Novara, dove Daniele De Rossi non ha ripetuto la bella prestazione offerta – da difensore – contro la Juventus all’Olimpico: una soluzione da accantonare?

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Daniele De Rossi (Infophoto)

Stavolta il trasloco in difesa non gli ha fatto bene. Daniele De Rossi è incappato in un pomeriggio negativo, al cospetto di un attacco tutt’altro che irresistibile come quello del Novara. ‘Capitan Futuro’, schierato da difensore centrale al fianco di Simon Kjaer, non ha ripetuto infatti l’ottima prestazione offerta contro la Juventus all’Olimpico. Una prova talmente convincente che in quell’occasione furono in tanti a profetizzare per lui un brillante futuro da difensore. E non è mancato chi addirittura consigliava al diretto interessato di spostarsi definitivamente nel cuore della difesa, per un finale di carriera alla Beckenbauer, per così dire. Contro la banda Tesser, però, che non è propriamente famosa per avere un reparto offensivo da urlo, De Rossi si è impantanato. Caracciolo, autore del primo gol, lo ha fatto soffrire moltissimo, senza contare il fatto che non è mai riuscito a regalare un po’ di sicurezza al tremebondo Kjaer, un giocatore che sconta evidenti problemi di personalità. Più quelli, forse, che autentiche carenze tecniche. Naturalmente, non si discute il valore assoluto di De Rossi. Forse, diciamo così, è stato semplicemente un po’ troppo affrettato giudicarlo del tutto pronto per riciclarsi come difensore. Per caratteristiche, si fa decisamente preferire il De Rossi centrocampista, peraltro con compiti prevalentemente difensivi. Luis Enrique lo ha piazzato lì, nel cuore della mediana, dall’inizio della stagione, ricevendone in cambio delle ottime risposte. Il nazionale azzurro, al netto di alcuni problemi fisici, è tornato sui suoi livelli più alti, dimostrando che il ruolo ritagliato su misura dal tecnico asturiano è decisamente il migliore per lui. L’opzione difesa, quindi, è e sembra destinata a rimanere una soluzione d’emergenza. Del resto, contro i piemontesi si è trattato di una scelta quasi obbligata per la Roma, mancando Heinze per squalifica e Juan e Burdisso per infortunio. Non a caso, la priorità del prossimo calciomercato sarà l’acquisto di almeno un paio di grossi difensori, di quelli che possano far fare il salto di qualità all’intero reparto. La fase difensiva, tra l’altro, non sembra il fiore all’occhiello di Luis Enrique, che si fa preferire per altre idee: gestione del possesso palla, fiducia ai giovani e meritocrazia nelle scelte tecniche.

A rafforzare la difesa ci penserà poi il ds Sabatini in estate: urgono ritocchi, non può bastare un De Rossi ‘riciclato’.



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