CALCIOMERCATO/ Roma, Juan-Simplicio, ritorno in Brasile? Dodò e Castan…

- La Redazione

I giallorossi proveranno a piazzare i due giocatori, a cui manca ancora un anno di contratto. In Brasile Baldini ha sondato il terreno per alcuni centrocampisti…

juan_roma_r400-1
Il brasiliano Juan (Infophoto)

Brasiliani che vanno, brasiliani che vengono. La Roma, grazie anche alla missione di ieri del direttore generale Franco Baldini, ha quasi chiuso per Dodò e Leandro Castan, rispettivamente terzino sinistro e difensore centrale del Corinthians che ieri sera si è qualificato alla finale di Copa Libertadores, pareggiando 1-1 contro il Santos (all’andata aveva vinto 1-0). Se per il primo, che sta recuperando dai suoi problemi fisici, l’arrivo a Trigoria sembra praticamente scontato (trattativa ormai datata, del resto), discorso diverso va fatto per Castan, che andrebbe ad occupare l’ultima casella riservata agli extracomunitari; in più Zeman avrebbe messo gli occhi su Bruno Uvini, che lo convince di più, e dunque non vorrebbe essere troppo precipitoso nella scelta che, come detto, chiuderebbe poi ogni possibilità di acquistare altri extracomunitari. Dunque, i giallorossi hanno deciso di prendere tempo, anche perchè non è da escludere che dalla patria del samba, anzichè un altro difensore, possa arrivare un centrocampista di livello. Come riportato dal Corriere dello Sport, i preferiti, al momento, sembrano essere Romulo, in primis, e poi Ralf, che dovrebbero aver sorpassato Arouca del Santos, in teoria primo obiettivo della Roma. Ma in Brasile Baldini non è andato solamente per comprare, bensì anche per vendere. L’obiettivo del dg capitolino è quello di provare a piazzare Juan e Simplicio, considerati degli esuberi in rosa e non centrali nel progetto di Zeman. Il difensore viene corteggiato da tempo dal Flamengo, suo primo club, che sogna di riportarlo a casa. La dirigenza rubronegra ci sta provando da tempo, ma si è sempre dovuta scontrare con l’ostracismo del diretto interessato, che ha fatto sapere che ci tiene a rimanere nella Capitale per un altro anno, dunque fino alla scadenza del contratto. Juan, in particolare, è molto interessato all’idea di lavorare con Zdenek Zeman, un allenatore che sembra stimare e per il quale si è anche detto pronto a sopportare i famigerati “gradoni”, uno degli esercizi preferiti dal boemo in sede di allenamento. Stesso discorso per Fabio Simplicio; anche lui vuole giocarsi le sue carte nella Capitale, onorando al meglio l’ultimo anno di contratto con i giallorossi. Per piazzare l’ex Palermo, Baldini ha provato a sondare il terreno con il Sao Paulo, squadra nella quale il centrocampista ha mosso i primi passi da calciatore, che l’ha fatto esordire e per quattro anni l’ha visto protagonista, prima di venderlo in Italia, al Parma. Se il dirigente riuscisse a vendere entrambi i giocatori, si tratterebbe di un’operazione altamente positiva per le casse societarie: assieme, Juan e Simplicio guadagnano circa 6,4 milioni lordi di ingaggio. Cederli, liberandosi quindi dei loro stipendi, sarebbe ossigeno puro per il bilancio della Roma, che peraltro con il Flamengo ha in ballo anche un’operazione in entrata, ovvero il possibile acquisto del giovane fantasista, classe 1993, Thomas Bedinelli. L’affare è fattibile, purchè il ragazzo completi quanto prima le pratiche per l’acquisizione del passaporto italiano, unico modo con il quale potrebbe arrivare a Trigoria. Si tratta di un trequartista, ancora giovanissimo e certo non ancora in grado di cambiare volto alla squadra da solo; certo, per il futuro può essere un buon investimento e già in questa stagione Zeman potrebbe regalargli spazio e farlo maturare. Dello stesso tenore la pista che porterebbe a Bartosz Salamon del Brescia (clicca qui per l’intervista esclusiva con il suo procuratore). E’ una Roma, dunque…

… sempre più brasiliana, con la benedizione di mister Zeman, uno che, a dirla tutta, non ha mai guardato troppo alla nazionalità dei giocatori, anche se la sua prima difesa giallorossa, quindici anni fa, assomiglia molto a questa per la predominanza della bandiera verdeoro; in realtà il boemo punta l’interesse sulla disponibilità al sacrificio e su gente che lo segua al 100%, interpretando i suoi schemi offensivi alla ricerca della verticalizzazione e del gol in più degli avversari. Che poi siano brasiliani o italiani, questo è un dettaglio che passa decisamente in secondo piano.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori