ROMA-LIVERPOOL (AMICHEVOLE)/ Dario Bonetti: partita di prestigio, ecco perchè è da vincere (esclusiva)

- int. Dario Bonetti

DARIO BONETTI anticipa in esclusiva i temi di Roma-Liverpool, amichevole di prestigio in scena nella notte italiana. Bonetti fu titolare nella famosa finale di Coppa Campioni nel 1984.

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Zdenek Zeman (Infophoto)

Grande partita stanotte alle 00,30 al Fenway Park di Boston tra Roma e Liverpool. Un incontro di prestigio tra due club di grande tradizione. L’incontro tra la formazione giallorossa e quella inglese è il secondo della tourneè statunitense che la Roma chiuderà nella notte tra sabato e domenica a New York – qui i giallorossi giocheranno contro la nazionale di El Salvador. In tribuna saranno presenti tutti gli uomini dello staff dirigenziale romanista tranne il direttore sportivo Sabatini, impegnato in Italia per operazioni di mercato. Due i giocatori del Liverpool che hanno fatto parte della Roma: Aquilani, che giocherà stanotte, e Borini che invece non scenderà in campo. Per parlare di questo match, revival anche della finale di Coppa dei Campioni tra le due squadre del 1984 all’Olimpico, abbiamo sentito Dario Bonetti, un ex di quella finale, ora allenatore della Dinamo Bucarest. Eccolo quindi in questa intervista esclusiva rilasciata a ilsussidiario.net.

Roma – Liverpool, che partita sarà? E’ un amichevole, ma sempre una partita di grande prestigio tra due club molto importanti. Stanotte quindi il risultato avrà notevole valore e conterà anche vincere.

Per Zeman un incontro importante per confermare le belle cose viste finora. Secondo lei il 4-3-3 è il modulo giusto per questa squadra? Zeman è stato chiamato per disputare una stagione di vertice. Sarà importante che i giocatori sappiano adattarsi al modulo tattico deciso dall’allenatore della Roma, che sappiano interpretare al meglio questa sua filosofia di gioco.

Che giudizio dà su Tachtsidis? Certo si è ambientato bene… Allenando all’estero, purtroppo non posso essere sempre aggiornato su tutto quello che succede nel calcio italiano; quindi, non conosco Tachsidis.

C’è grande attesa a Boston, stadio esaurito neanche giocassero i Red Sox… E’ normale che sia così, in America il calcio è in grande fermento, Roma–Liverpool da qualunque parte del mondo sarebbe una partita molto attesa. Non mi sorprende quindi che lo stadio sia tutto esaurito.

Dall’altra parte Aquilani e Borini – che probabilmente non giocherà. Giusto avere qualche rimpianto per questi 2 giocatori?

Pur rispettando sia Aquilani che Borini, devo dire che sono ancora due giocatori in crescita e non hanno ancora raggiunto i vertici della loro carriera, non penso quindi che si debba rimpiangerli in modo particolare.

Va bene così la Roma, o servono giocatori per rinforzare qualche reparto?

E’ la società Roma che deve valutare tutto questo. Da quando la nuova dirigenza ha preso in mano questo club sta operando sul mercato secondo la sua filosofia del calcio. Sarà lei quindi a decidere quali giocatori comprare in vista della prossima stagione.

L’attacco della Roma quale sarà? Tra Lamela, Osvaldo e Totti, chi lascerà spazio a Destro?

Penso che con Zeman ci sarà spazio per tutti, visto che l’allenatore boemo con il suo modo di intendere il calcio utilizza sempre molti calciatori e quindi gli attaccanti potranno anche alternarsi tra di loro in questa stagione.

I ricordi di Roma – Liverpool vanno sempre a quel 30 maggio 1984: quando rivedremo la squadra giallorossa in una finale di Champions League?

Mi auguro al più presto, ma certo non è per niente semplice arrivare a una finale di Champions. Quando penso a quella partita, dico che fu un incontro sfortunato, dove il fatto di giocare in casa non ci aiutò per niente. La pressione psicologica si sente tutta in questi casi, come ha testimoniato la finale persa dal Bayern Monaco in casa nell’ultima edizione di Champions League.

 

(Franco Vittadini)

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