ROMA/ Enigma Destro: centravanti o esterno?

Il nodo tattico relativo all’impiego di Mattia Destro, che ha sempre giocato da centrale, ma che con Zeman, complice il momento super di Osvaldo, rischia di traslocare a destra…

10.09.2012 - La Redazione
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Mattia Destro, attaccante della Roma, dovrà essere operato (Infophoto)

Il detto ‘nomen omen’ nel suo caso non vale. Perchè a destra Mattia Destro (scusate il gioco di parole) sembra un pesce fuor d’acqua. Lo si è capito chiaramente a San Siro, nel suo match di debutto con la maglia giallorossa, dopo aver saltato per squalifica il debutto contro il Catania. La Roma di Zeman si è presa la partita, sconfiggendo l’Inter per 3-1 e dando spettacolo, ma alla recita il buon Destro ha vestito soltanto i panni del comprimario. Peccato per lui, ma ci sarà ampiamente tempo e modo per rifarsi. Magari a partire dal match di domani sera della Nazionale, a Modena contro Malta: si profila, infatti, un tandem offensivo tutto giallorosso Osvaldo-Destro, con il bolognese Diamanti alle loro spalle. Ma l’azzurro è un’altra cosa: lì c’è un altro tecnico (il ct Prandelli), con idee completamente diverse rispetto a quelle di Zdenek Zeman. E’ soprattutto il boemo che Mattia vuole conquistare. Solo facendo bene con la maglia della Roma, possono arrivare le convocazioni in Nazionale. L’inizio nella Capitale, come detto, non è stato dei migliori per l’ex centravanti del Siena. ‘Colpa’ anche dello splendido stato di forma vissuto da Pablo Daniel Osvaldo. Finchè l’italoargentino continua a giocare così, “non c’è trippa per gatti”, e lo ha dimostrato anche a Sofia, segnando la doppietta ‘salva-Italia’. Destro, dunque, dovrà adattarsi a giocare anche più esterno. “Giocando sulla fascia, ho delle difficoltà in più rispetto a quando gioco da punta centrale”, ha ammesso il ragazzo. E’ anche una questione di movimenti. Rientrando da destra, l’attaccante si trova nella scomoda posizione di dover calciare a rete con il sinistro, che non è il suo piede preferito. Nessuna polemica, però. L’ex Siena sa che, in quanto giovane, ha ancora tanto da imparare e da aggiungere al proprio bagaglio tecnico. Imparare i movimenti della punta esterna potrebbe anche essere un arricchimento professionale, e Zdenek Zeman è uno dei migliori ‘maestri’ in circolazione per i giovani attaccanti: basterebbe pensare ad Immobile ed Insigne, per non tornare troppo indietro nel tempo. La pensa così anche suo padre Flavio, ex terzino dell’Ascoli, intervenuto oggi pomeriggio sulle frequenze di ‘Radio Ies’: “Come caratteristiche Mattia rimane un centravanti, ma essendo molto giovane può anche giocare sulla fascia, adattandosi alle richieste di mister Zeman”.

Insomma, nessun caso, il ‘trasloco’ di Destro a destra è fattibile. Anche se contro il Bologna, complice la squalifica di Osvaldo, il bomber marchigiano avrà l’occasione di giocare nel suo ruolo preferito. Dovesse arrivare un gol dei suoi (o più di uno), diventerebbe più difficile per Zeman ripetergli di giocare da esterno. La soluzione potrebbe essere data dal ricorso ad un 4-3-1-2, con Totti a fare l’1, come a sprazzi (ma solo a sprazzi) è accaduto anche a Milano contro i nerazzurri.



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