CAGLIARI-ROMA/ Rinviata ufficialmente, oggi non si gioca. Nessuna decisione sulla data del recupero, possibile ricorso giallorosso

- La Redazione

Il prefetto di Cagliari ha disposto il rinvio della gara. Il presidente Cellino, che si era battuto fino alla fine contro la decisione delle porte chiuse, aveva invitato il pubblico…

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Massimo Cellino, presidente del Cagliari (Infophoto)

Tanto tuonò che piovve. Cagliari-Roma non si gioca oggi, è ufficiale. Il prefetto di Cagliari lo ha deciso questa notte, alla fine di una riunione-fiume scaturita dalla decisione del presidente Cellino di invitare comunque i tifosi allo stadio. Il recupero non è ancora stato fissato: per ora, data da destinarsi. L’Is Arenas è stato giudicato non completamente agibile sotto il profilo della sicurezza degli spettatori, per cui in un primo momento era stato disposto il provvedimento di disputare la gara a porte chiuse. Una decisione dinanzi alla quale il club rossoblù si era ribellato, fino ad arrivare al clamoroso comunicato comparso ieri sera sul sito ufficiale. Nella nota, il Cagliari Calcio, infatti, invitava “tutti i suoi tifosi titolari di biglietto e abbonamento” a raggiungere lo stadio per assistere al match con i giallorossi, “nel rispetto dell’ordine e della civiltà”. Secondo la società sarda, la struttura in questione sarebbe “agibile e sicura”, per questo si è deciso di mettere in scena un atto giudicato “assolutamente pacifico, spinto dal dolore e dalla frustrazione per difendere il diritto di esistere. Viceversa è giusto prenderne atto”. Un comunicato che definire controproducente è dire poco, tanto che il prefetto Giovanni Balsamo, assieme al questore Luigi Savina, ha ritenuto opportuno convocare una riunione straordinaria intorno alle 23 di ieri. Si paventava, infatti, il rischio di una protesta fin troppo accesa, da parte di gruppi della tifoseria cagliaritana come gli ‘Sconvolts’. Gli agenti di polizia erano già pronti ad accorrere all’esterno dell’impianto, ma alla fine le autorità hanno deciso di tagliare la testa al toro: dal ‘si gioca a porte chiuse’ al ‘non si gioca più’ il passo è stato quasi obbligato. Ora il Cagliari potrebbe incorrere in una pesante sanzione: si ipotizza uno 0-3 a tavolino, oppure una penalizzazione in classifica. La telenovela, tra l’altro, potrebbe riproporsi in occasione della prossima sfida interna dei sardi, contro il Pescara. Da più parti si vocifera che la Lega Calcio potrebbe concedere l’agibilità per un paio di settori del nuovo stadio, almeno per i quattromila abbonati. Ma dopo la decisione di ieri notte, tutto potrebbe tornare in gioco. Già in occasione dell’impegno casalingo contro l’Atalanta, si era deciso di giocare a porte chiuse. Sarebbe stata la seconda serrata, ma il gesto di Cellino ha complicato ancor più le cose. Il problema comunque sembra essere a monte: il Sant’Elia, stadio ufficiale del Cagliari, non è a norma da tempo, ma tra proroghe, deroghe e rinvii si è andati avanti fino ad arrivare a questa situazione oggettivamente assurda, che priva i sardi dei loro tifosi chissà per quanto tempo. Ovvero: se era chiaro che il Cagliari non avrebbe potuto giocare nè al Sant’Elia nè alla Is Arenas, meglio sarebbe stato non concedere l’iscrizione alla serie A, piuttosto che ritrovarsi a dover rinviare una partita. Ad ogni modo, adesso la Roma sta pensando di presentare ricorso; 

Dal punto di vista dei giallorossi, una decisione comunque sensata, che potrebbe appunto condurre alla vittoria a tavolino. Per la squadra di Zeman resta comunque la maledizione della Sardegna: dovesse arrivare il 3-0 senza giocare, i giallorossi sarebbero riusciti a espugnare Cagliari dopo 17 anni, ma non sul campo (clicca qui per approfondire). Conterà per la cabala?



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