PAGELLE/ Roma-Sampdoria 1-1 (serie A): i voti della partita (quinta giornata)

- La Redazione

Leggi le pagelle di Roma-Sampdoria: i voti dei protagonisti della partita giocata allo stadio Olimpico e valida per la quinta giornata del campionato di serie A, turno infrasettimanale.

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Maarten Stekelenburg, portiere della Roma dal 2011 (Infophoto)

Campionato diserie A 2012/2013, si è giocato all’Olimpico Roma-Sampdoria, partita valida per la quinta giornata di serie A (turno infrasettimanale). Finisce 1-1, un gol per tempo: Roma in vantaggio con Totti nel primo tempo, pareggio di Munari nella ripresa. Giallorossi che salgono a quota 9 ma non riescono a vincere all’Olimpico, Sampdoria ancora imbattuta e terza con 10 punti. Vediamo ora le pagelle di Roma-Sampdoria con i voti ai protagonisti.

Come spesso accade, le squadre di Zeman giocano a un ritmo forsennato e la qualità del gioco si eleva. La partita è bella, con continui capovolgimenti di fronte e folate offensive; ma alla fine prevalgono gli errori in fase di rifinitura, perchè la Roma potenzialmente avrebbe una palla gol ogni due minuti ma nel secondo tempo conclude poche volte verso la porta di Romero. Nel complesso ci siamo divertiti, peccato aver visto così pochi gol. Meglio il primo tempo come numero di occasioni, la ripresa ha dato di più sul piano dell’intensità e del ritmo.

Intendiamoci: ha fatto la partita, l’ha condotta in lungo e in largo e ha lasciato alla Sampdoria solo le ripartenze. Però, siamo alle solite: se non si capitalizza un volume di gioco simile, alla fine la paghi. Così, ecco che un erroraccio di Stekelenburg diventa l’episodio che impedisce la prima vittoria all’Olimpico, nonostante i continui attacchi alla porta avversaria. Poi, quando cala la condizione fisica la squadra appare sempre vulnerabile in contropiede e rischia obiettivamente troppo, molto più di quanto dovrebbe. Bisogna registrare qualcosa: forse il rientro di Osvaldo in questo senso migliorerà il peso offensivo di una formazione che questa sera è apparsa spuntata.

Difesa e contropiede: Ferrara l’ha impostata in questo modo, e alla fine ha avuto ragione lui. La sua squadra ha pressato bene, ha scatenato al meglio la velocità di Eder ed è stata più forte delle sfortune: Pozzi infortunato al 32′ ha costretto a giocare senza punta centrale, l’espulsione di Maresca ha lasciato i blucerchiati in 10 per tutto il secondo tempo. Nonostante ciò, la Sampdoria rimane imbattuta, e in un paio di circostanze ha anche rischiato di vincere. Una prova di maturità: alla fine, la squadra di Ferrara ha sofferto di meno in inferiorità numerica. 

Amministra discretamente bene una partita che, giocata su ritmi elevati, non era facile. Appare esagerato il secondo giallo a Maresca: non tanto perchè già ammonito, quanto perchè il contatto con Lamela non sembrava essere niente di grave. Bene sugli altri cartellini, tutti evidenti e giustamente mostrati ai giocatori. Qualche pecca dell’assistente, ma niente di gravissimo.

Spiace dargli questo voto, ma il portiere titolare di una nazionale tra le più forti al mondo non può lasciare che la palla diventi una saponetta impazzita. Errore dilettantistico e due punti regalati. Per il resto non fa nulla.

Preferito a Piris, si aiuta con l’esperienza, perchè Eder lo fa secco quando vuole. In attacco non si gioca mai dalla sua parte e può rifiatare.

Anche lui fa valere gli anni di militanza in serie A, ed è tranquillo quando esce Pozzi: la Sampdoria non ha più punte. Sale male in un paio di occasioni.

Un recupero in scivolata in piena area è da sigla TV, altri due interventi sono da sobbalzo entusiasta sul divano, in generale una prestazione maiuscola Nel finale è Castan contro le frecce impazzite blucerchiate, e vince lui.

Corre tantissimo, Tachtsidis e De Rossi vanno sempre da lui: ci mette cuore e polmoni, ma raramente azzecca un cross decente. All’ultimo secondo ha la palla della vittoria sulla testa, ma Romero gli dice di no.

Tanta volontà, tanta corsa e l’assist per Totti, anche se nato da un tiro sbagliato. Però gira spesso a vuoto, e incide meno delle partite precedenti.

No, stavolta il ragazzino che Zeman vuole trasformare in fenomeno delude. Lento, impacciato e impreciso, si perde tra Obiang e Maresca e scompare dalla partita, rallentando la squadra.

 (DAL 63′ DE ROSSI 5 – Entra e ci mette dinamismo e voglia di vincere, ma sbaglia una serie di lanci elementari. Non è ancora al top della forma e si vede)

Lotta e si sbatte, ma gli manca concretezza. Errore grave sul pareggio: è lui che si fa soffiare palla da Berardi, come uno scolaretto nel campetto del doposcuola su

 Nel primo tempo giganteggia soprattutto per applicazione tattica: molti palloni recuperati in pressing e tante giocate a destra. Si spegne col passare dei minuti, ma l’ultimo assist per Balzaretti è suo.

 Bocciato ancora una volta. Sbaglia un gol quasi fatto in apertura, tira addosso a Romero un’altra volta dopo un grande controllo, nel secondo tempo non si vede più. Forse è meglio da esterno, o forse ha solo bisogno di sbloccarsi; quanto manca Osvaldo, però.

 216 gol in serie A: come Altafini. Abnegazione che non manca mai, corre come mai ha fatto in carriera, a tratti sembra un tornante da immagini in bianco e nero. Col passare del tempo anche lui perde lucidità, ma trascina tutta la squadra.

 Un solo cambio quando la squadra accusa la stanchezza e l’attacco non incide è una semi-follia. Perchè non provare la gioventù di Nico Lopez, ad esempio? Va avanti con il suo gioco, ma quando si ritrova 1-0 e in superiorità numerica si abbassa troppo e paga. 

 

 Incolpevole sul gol di Totti, strappa applausi con due interventi su Destro a cui chiude benissimo lo specchio, poi dice di no a Balzaretti allungando la manona all’ultimo respiro.

 Sollecitato in difesa per 90 minuti, Totti e Balzaretti provano a prenderlo in mezzo ma lui tiene. E si vendica: strappa la palla a Marquinho e avvia l’azione del pareggio con il cross che Stekelenburg non trattiene.

 Un leone che dà fino all’ultima stilla di sudore per il risultato. Va detto che Destro non era un cliente particolarmente scomodo, ma quel che conta è il risultato finale.

 Bravo anche lui a chiudere i varchi al limite dell’area, non concedendo quasi mai alla Roma di verticalizzare con costrutto.

 Dalla sua parte incrocia Lamela: lo soffre tantissimo nel primo tempo, poi gli prende le misure e non lo fa più andare via.

 A centrocampo è dura perchè la Roma ci mette tanta intensità, ma riesce a ingabbiare bene Tachtsidis. Arretra un po’ troppo in fase difensiva, utile quando deve impostare.

 Gara giudiziosa, prova sempre la giocata ad innescare il contropiede. Espulso a inizio secondo tempo per un fallo che forse nemmeno c’era.

 Moto perpetuo del centrocampo, ha il grande pregio di essere lì quando Stekelenburg prepara la frittata: lui deve solo impiattare per il pareggio.

 Volenteroso, ma non graffia mai, ben contenuto da Balzaretti. Non sfrutta appieno la sua velocità, in gare del genere fa ancora un po’ fatica.

( Dà un bel contributo, ma per due volte ha la palla per fare il colpaccio e per due volte Castan se lo mangia. Inesperto)

 Sfortunatissimo: la sua gara dura mezz’ora, poi si deve fermare per l’ennesimo problema della carriera. Speriamo non sia niente di serio.

( Gli chiedono compiti di impostazione che non ha, perchè nel secondo tempo deve coprire la falla lasciata da Maresca: diciamo che è rimandato, il suo ruolo è un altro)

EDER 7 (il migliore) – Se avesse l’istinto naturale del goleador sarebbe in nazionale insieme a Neymar. Accelerazioni devastanti che mettono in crisi l’intera difesa giallorossa, da solo fa partire un contropiede e spacca la squadra avversaria. Avesse avuto Maxi Lopez al fianco, forse avremmo raccontato un’altra storia.

 Inizia senza Maxi Lopez, perde Pozzi dopo mezz’ora e resta in 10 a inizio secondo tempo: ne esce indenne, riuscendo a pareggiare e poi tenendo il fortino senza tutto sommato subire troppo. Esame di maturità superato: da qui in avanti però è dura, perchè non è più una simpatica sorpresa.

 

(Claudio Franceschini)

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