AS ROMA/ Burdisso non si nasconde: Scudetto? Si può!

Le parole del centrale argentino, che non ha paura di sbilanciarsi: questa Roma, a suo avviso, può lottare per il tricolore. Anche se la Juve, lì davanti, resta la più forte…

08.09.2012 - La Redazione
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Nicolas Burdisso (Infophoto)

Sì, è una Roma da scudetto. E’ Nicolas Burdisso a dirlo, in un’intervista apparsa oggi sul ‘Corriere dello Sport’. Il difensore argentino, tornato in campo a pieno regime dopo il grave infortunio della scorsa stagione, è pronto a recuperare il tempo perduto, nella speranza di riuscire a trascinare i suoi verso l’agognato tricolore. “Scudetto? La parola non mi fa paura, l’obiettivo minimo è giocarsela fino in fondo”. Avanti tutta, dunque, verso la caccia al titolo attualmente nelle mani della Juventus, che a detta del romanista rimane la più forte del lotto. “A lei dovremo cercare di strappare lo scudetto”. Le milanesi, invece, appaiono più deboli, e pure lo stesso Napoli, senza Lavezzi, non è la stessa cosa, spiega Burdisso, che aggiunge: “Ma non dobbiamo pensare agli altri. Dobbiamo ragionare su noi stessi, con la convinzione di fare una grande stagione”. Vincere qualcosa sarebbe fantastico per i tifosi e anche per Zdenek Zeman, accompagnato dall’ingenerosa etichetta di allenatore perdente. Il boemo, secondo l’argentino, ha “più esperienza e più storia di Luis Enrique”, il suo predecessore, che ha pagato soltanto l’inesperienza. Burdisso, inoltre, ci tiene a sfatare il luogo comune che vorrebbe Zeman poco attento alla fase difensiva: “Invece è molto attento ed equilibrato”. Assieme a Leandro Castan è già nata una coppia centrale di ottimo livello. Un argentino che parla bene di un brasiliano: ebbene sì, succede anche questo. Castan, dice il collega, “è un giocatore esperto e serio, che sa quando deve anticipare e quando deve ripiegare”. Burdisso, poi, ci mette del suo, spiegandogli le caratteristiche degli attaccanti che Leandro non conosce ancora. Attaccanti di grido, per la verità, ce ne sono sempre di meno nella nostra rimpicciolita serie A, ma il romanista la vede diversamente: “Sono andati via dei campioni, ma il fascino del campionato resta uguale”. Sarà anche un modo, dice, per dare finalmente spazio ai giovani, cosa che soltanto in Italia non succede. Per fortuna, conclude Burdisso, l’infortunio al ginocchio fa parte del passato. La paura di non farcela, confida, è stata enorme: “Tutti i giorni l’ho pensato, ma è stato uno stimolo a tornare in forma presto”. Si passa, infine, al capitolo futuro. I tifosi si chiedono se il guerriero Nicolas resterà nella Capitale fino a fine carriera.

Ma lui non se la sente di dare annunci: “Magari nel 2014, quando mi scadrà il contratto, sarà la Roma a non volermi più perché non ho meritato di continuare”. Meglio fare un passo alla volta, forse. Per quest’anno c’è una Lupa da condurre per mano verso il tricolore.



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