As Roma/ Baldissoni: bisogna fare i compiti per l’esame scudetto. Arbitri? Se strillassimo di più…

- La Redazione

Il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni ha parlato del pareggio raccolto dalla Roma contro il Sassuolo, soffermandosi poi brevemente anche sulla questione arbitrale

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Garcia Foto: Infophoto

Ieri pomeriggio, la capolista Roma è incappata in un pareggio casalingo (il secondo mezzo passo falso consecutivo) contro un Sassuolo che, grazie a questo punto sommato alla sconfitta della Sampdoria nel posticipo contro la Fiorentina, si è portato finalmente fuori dalla zona retrocessione. I capitolini, però, avrebbero dovuto vincere, vuoi per il maggior tasso tecnico di cui dispongono, vuoi perché erano davanti al proprio pubblico, vuoi perché, un eventuale pareggio tra Juventus e Napoli avrebbe concesso loro di aumentare il distacco dalle inseguitrici. Così non è andata e ora la distanza si è addirittura ridotta; ma il pareggio dell’Olimpoco (il secondo consecutivo dopo quello di Torino, sponda granata), però, non sembra destare particolarmente apprensione a Trigoria, anche perché, la rete di Berardi, è arrivata soltanto a tempo scaduto dopo una partita letteralmente dominata dagli uomini di Rudi Garcia. A confermarlo è il direttore generale Mauro Baldissoni, il quale, ai microfoni di VoceGiallorossa.it, ha così dichiarato: “Non c’è nessun calo, la Roma ha fatto cose straordinarie, i due pareggi non facciano cambiare idea. La squadra è in grado di arrivare in campo per vincere e questo è quello che continueremo a fare. Continuiamo il nostro percorso come abbiamo fatto dalla prima giornata, la Roma ha dato dimostrazione di poter fare cose straordinarie e lavorerà per continuare a farlo. Lo scudetto? Per arrivare preparati all’esame dobbiamo continuare a fare i nostri compiti”. Infine, l’attenzione si sposta sulla questione arbitrale, in quanto gli ultimi due incontri di De Rossi e compagni, si sono contraddistinti per alcune decisioni arbitrali sfavorevoli ai giallorossi: “Noi ci mettiamo in condizione di vincere le partite, poi i risultati dipendono da tante cose al di fuori del nostro controllo, che fanno parte del gioco. Se noi pensassimo che il campionato non è regolare, non dovremmo scendere in campo. È evidente che non è così. Se dovessimo pensare che strillando possiamo condizionare gli arbitri, faremmo un errore ancora più grosso, perché se facciamo una gara a chi ha la voce più grossa, abbiamo finito di fare il nostro”



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