AS ROMA/ Giannini al veleno: io mai considerato per la panchina, ecco come avrei impostato la squadra

- La Redazione

L’ex numero 10 e capitano della Roma Giuseppe Giannini è intervenuto per dire la sua sulla nuova Roma, contestando la società che non l’ha preso in considerazione e dando il suo 11 ideale.

Muzzi
Roberto Muzzi da giocatore: oggi è assistente di Aurelio Andreazzoli alla Roma (Infophoto)

Al veleno. Il Principe di Roma non ci sta, e ai microfoni di Centro Suono Sport ha tuonato contro la decisione di affidare la squadra giallorossa ad Aurelio Andreazzoli (con Roberto Muzzi) dopo l’esonero di Zdenek Zeman. E’ un vero e proprio attacco frontale quello dell’ex numero 10 della Lupa, un attacco che fa leva sulla sua romanità e sul legame con questa squadra. “Sono avvelenato”, dice proprio così il Principe, “sembra che quanto meno hai a che fare con la società più vieni preso in considerazione. Con tutto il rispetto per Muzzi o Panucci, mi chiedo perchè il mio nome non venga mai preso in considerazione. Ditemi un solo motivo, le esperienze che ho fatto io con la Roma credo non le abbiano fatte nè Muzzi nè Andreazzoli”. Su questo non si può dire niente: Giannini e la Roma sono praticamente una cosa sola. Il Principe oltre a essere romano si è vestito di giallorosso a 16 anni, rimanendo nella squadra della capitale fino al 1996, ovvero per 16 stagioni, abbandonando a 32 anni per presunti dissapori con il presidente Franco Sensi, probabile causa anche un rigore sbagliato in un derby. Insomma: quando pensi alla Roma pensi certamente a Francesco Totti, ma prima del Pupone il numero 10, l’anima e il capitano della squadra è stato Giuseppe Giannini. Che, stuzzicato dall’intervistatore, ha anche ipotizzato la sua squadra ideale: “Pur non essendo facile avrei lavorato sulla difesa a tre. Avrei impostato un 3-4-3, lasciando inalterato l’attacco – quindi con Lamela, Osvaldo e Destro – e facendo giocare De Rossi al centro con Pjanic, con Florenzi e Dodò o Balzaretti a sinistra”. E non manca l’opinione sullo spinoso caso di De Rossi: “Per me nasce mezz’ala destra, non era un regista con Spalletti, lavorava in coppia con Pizarro”. L’ultima nota è generale: “I giocatori devono avere il fiato sul collo, devono sentire la pressione. Anche per questo, vorrei vedere i cancelli di Trigoria sempre aperti”. Che dite: sentendo queste parole, Walter Sabatini penserà a Giannini la prossima stagione? Come allenatore il Principe non ha al momento un ruolino di marcia di troppo rispetto, ma ha già conseguito una promozione in serie B (con il Gallipoli).



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