BASKET/ Pesaro-Milano: difesa e determinazione per battere una candidata allo scudetto. Parla Cavaliero (esclusiva)

- La Redazione

Pesaro-Milano, gli obiettivi stagionali delle due squadre, Siena, la Nazionale, il lockout Nba, Bryant: chiacchierata a tutto campo con Daniele Cavaliero della Scavolini Pesaro ed ex Milano

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Gallinari è alle ultime battute del ritorno a Milano (Ansa)

Sarà il match clou di questa seconda giornata del campionato di basket. Scavolini Pesaro-Emporio Armani Milano, che è l’anticipo di oggi sabato 15 ottobre, è attesa da una settimana perchè è un incontro che è ormai una classica della pallacanestro italiana. Innanzitutto perché bisognerà vedere cosa potrà fare Milano in una trasferta difficile come questa in terra marchigiana, poi perché si dovranno capire le reali possibilità della stessa Pesaro per questo campionato. Insomma un grande match tra due squadre alla ricerca di un’identità precisa, Milano per confermare la bella prova nel derby contro Varese, Pesaro per dimenticare la sconfitta a Biella. Per parlare di tutto questo abbiamo sentito Daniele Cavaliero, un ex dell’Olimpia Milano con cui giocò dal 2004 al 2006. Daniele Cavaliero è nato a Trieste il 10 gennaio 1984. Ha giocato in altri club importanti come Roseto, la Fortitudo Bologna, Avellino e Montegranaro. Vanta anche diverse presenze in Nazionale. Eccolo in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net.

Come vedi questa partita con l’Armani? Pesaro-Milano è una grande classica del campionato.

Sarà una bella partita che noi dovremo affrontare con tutta l’aggressività indispensabile per non perdere con una squadra di grande valore del campionato italiano

Per te poi si tratta quasi di amarcord con due anni passati all’Olimpia. Qualche ricordo?
Sono stati anni bellissimi. Io venivo da Trieste, era la mia prima esperienza fuori dalla società giuliana. Speravo di stare tanto tempo all’Olimpia, di diventarne un simbolo come Paolo Maldini nel Milan. Invece poi le nostre strade si sono divise, ma è stato comunque molto esaltante vivere quelle due stagioni con l’Olimpia.

Milano secondo te sarà protagonista del campionato o le manca qualcosa per competere con Siena?

No, non le manca niente. Milano ha tutte le chances per rivaleggiare con Siena e contenderle lo scudetto.
E Pesaro cosa potrà fare in questo campionato?

Speriamo di poter arrivare più lontano possibile. Certo i playoff rappresentano il nostro vero traguardo che vorremmo centrare per disputare una stagione veramente positiva.

Dove si potrà decidere questa partita?
Con una squadra così forte come Milano l’unica cosa sarà mettere in campo tanta, tanta determinazione per arrivare nell’ultima parte dell’incontro mantenendo il risultato sempre in bilico. Cosa deciderà questo match? Sarà la difesa, chi riuscirà a prendere più rimbalzi, in ogni zona del campo.
Il pubblico potrà essere un’arma in più per la Scavolini?

Il pubblico di Pesaro è molto caldo e in occasioni di incontri importanti come quello con Milano viene numeroso. L’incitamento, il sostegno dei nostri tifosi potrebbe darci una carica in più, ma dovremo comunque essere noi a trascinarlo con il nostro comportamento in campo.

Come giudica Sergio Scariolo?

E’ uno dei migliori allenatori esistenti, un allenatore che si può fregiare del titolo europeo vinto con la nazionale spagnola agli scorsi Europei.

Delle tue ex squadre cosa dici, di Avellino, Montegranaro e soprattutto di questa Fortitudo Bologna che si riaffaccia al grande basket?

Sono contento che la Fortitudo sia tornata ad un buon livello, dopo le vicissitudini societarie che ha avuto. A Bologna gioca anche un mio amico, Andrea Pecile, a cui sono legato moltissimo, triestino anche lui. Un motivo doppio per essere ancora legato alla Fortitudo.Ho passato anche anni molto belli a Montegranaro e ad Avellino. Proprio con Avellino ho conquistato la Coppa Italia nel 2008, l’unico trofeo che ho vinto finora.

Sei nativo di Trieste e hai giocato per tanto tempo nella Pallacanestro Trieste, quando il grande basket tornerà nella città giuliana?

Trieste ha grande tradizione nel basket e ora sta vivendo un momento abbastanza difficile. E’ una cosa che succede anche nel calcio dove la Triestina non riesce a raggiungere palcoscenici importanti. Forse servirebbero proprio quegli imprenditori in grado di raggiungere con queste squadre quei traguardi importanti che merita Trieste.

Nazionale, cosa bisogna fare per ripartire?

Bisogna lavorare, lavorare sodo e non mollare. Così penso che si potranno raggiungere obiettivi importanti. Io sono pronto a dare tutto il mio contributo.

Come giudichi l’affare Bryant e lo sciopero NBA, tifi per qualche team in America?

Ho una mia idea. Penso che vedere giocare Kobe Bryant, il giocatore più forte del mondo sarebbe una cosa bellissima. Ma credo anche che non si dovrebbero stravolgere partite e calendari. Ci sono dei regolamenti e bisogna seguirli fino in fondo. Quanto allo sciopero è normale che i giocatori cerchino una soluzione per rimanere in forma anche durante il lockout. Se tifo poi per qualche team usa? Quando ero piccolo ero per i Lakers. Ora mi sono affezionato a New York, che rappresenta un po’ la città dove tutto è possibile, la città più bella,quasi ideale. Quindi inevitabilmente tifo per i Knicks.

 

(Franco Vittadini)







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