BASKET/ Eurolega, Bianchini: Cantù già grande, Milano non è ancora squadra (esclusiva)

- int. Valerio Bianchini

Punto sull’Eurolega con uno dei più grandi allenatori italiani, Valerio Bianchini, che dà un giudizio molto positivo sulla Bennet Cantù. L’Armani Milano invece… Le favorite sono le big.

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La Bennet Cantù (foto Ansa)

E’ una serata di Eurolega molto importante per le squadre italiane. Dopo l’impegno della Montepaschi Siena è la volta dell’Emporio Armani Milano e della Bennet Cantù, in due partite ricche di difficoltà per le due squadre italiane. Cantù stasera giocherà a Nancy in Francia, Milano in Israele, nella tana di uno dei club più titolati dell’EuroLega, il Maccabi Tel Aviv. Le due formazioni stanno vivendo nella massima competizione continentale momenti molto differenti. Milano con due vittorie in cinque partite nel suo girone sta rischiando veramente tanto. La qualificazione al turno successivo è a rischio. Cantù invece ha finora collezionato tre vittorie in Eurolega e un successo a Nancy darebbe molte possibilità alla formazione brianzola di entrare nelle Top 16. Insomma due match che potrebbero dire tante cose sul futuro di questa Eurolega per le due compagini lombarde. Per parlare quindi di questi incontri abbiamo sentito uno dei grandi allenatori che hanno fatto la storia del basket in Italia, Valerio Bianchini. Eccolo in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net.

Come vede questa stagione di Cantù e il suo comportamento in Eurolega?
Cantù sta facendo molto bene in Eurolega e dimostrando di avere tutte le carte in regola per poter entrare nelle Top 16. E’ una formazione compatta, che unisce alla grande tradizione di un club vincente da sempre, quella concretezza e quella competitività utili per vincere anche in campo continentale.
Come sarà questa partita di Nancy?

Non del tutto facile, perché i francesi hanno una buona squadra e soprattutto quel Batum, giocatore molto importante e determinante della formazione transalpina. Ma Cantù può comunque riuscire a portare a casa una vittoria molto utile per il passaggio del turno.
Un’Eurolega dove forse Siena, tra le squadre italiane, ha le credenziali migliori per poter far bene, nonostante ieri sera?

Siena, dopo tutti gli scudetti vinti in Italia, vorrebbe potersi confermare anche in Eurolega e non nasconde l’ambizione di far parte delle quattro squadre che parteciperanno alle Final Four. Ha tutte le possibilità per raggiungere questo traguardo.

Quali saranno i club più accreditati per vincere l’Eurolega, visto che le squadre greche, notoriamente fortissime, sembrano molto più deboli?

No, non direi: le squadre greche sono sempre da temere. Poi ci sono il Barcellona, il Real Madrid, il Maccabi Tel Aviv e quella corazzata che è l’Armata Rossa (Cska Mosca ndR).
Invece Milano sta facendo molta fatica in Eurolega, quali sono i motivi?

Milano ha grandi nomi, ma per fare una grande squadra ci vuole di più. E questo non sta succedendo. Bisogna saper assemblare tutti questi campioni e farli giocare assieme nel modo migliore.

C’è poi qualche altra perplessità su Milano, qualche giocatore che non la convince fino in fondo?

Non mi sta convincendo il playmaker dell’Armani Omar Cook.
E Scariolo, come giudica il suo lavoro?

Scariolo è allenatore di grande esperienza, che sta cercando di costruire una squadra, di assemblare
tutti i grandi nomi che Milano ha.
Come vede questa trasferta a Tel Aviv contro il Maccabi, uno dei club più forti di questa Eurolega?
E’ una trasferta difficile , ma penso che a Tel Aviv si può anche vincere. Nulla è impossibile nel basket.
E come giudica le difficoltà a cui vanno incontro le squadre e il basket italiano attualmente?
Bisogna ammetterlo c’è crisi e le nostre squadre, come il nostro basket fa molta fatica a competere a grandi livelli. A differenza ad esempio della Spagna.
Perché proprio la Spagna?
Perché il basket spagnolo è pieno di giocatori stranieri, ma anche di ottimi giocatori spagnoli e questo spiega l’altissimo rendimento delle sue squadre di club e della Nazionale.

(Franco Vittadini)

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