BASKET/ Nba, il lockout sta per finire: si riparte a Natale?

- La Redazione

Proprietari e giocatori della Nba hanno finalmente trovato l’accordo sulla spartizione dei proventi del basket professionistico americano: la stagione partirà a Natale.

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I Lakers (Ansa)

Proprio quando il lockout sembrava destinato a diventare una matassa troppo difficile da sbrogliare e tutti iniziano a pensare a una stagione senza basket americano, proprietari e sindacato – al termine di un meeting fiume durato più di 15 ore, alle tre del mattino di New York – hanno trovato a sorpresa il tanto sospirato accordo che mette così fine alla serrata. Naturalmente prima di poter ufficialmente parlare di una ripresa del campionato i proprietari e il sindacato dovranno votare per ratificare l’accordo (in entrambi i casi basterà la maggioranza semplice) ma a questo punto la consultazione generale appare soltanto una formalità. La sostanza non cambia e dopo le tante delusioni subite dai tifosi della Nba arriva finalmente la notizia che tutti attendevano con ansia: il lockout sta per finire.

Quello raggiunto nella notte del giorno dopo il giovedì del Ringraziamento, in un ufficio legale di Manhattan, è un accordo ancora sommario. Ci sono una serie di questioni da definire ancora, ma il più è fatto e oramai non si tornerà indietro. La regular season Nba prenderà il via proprio il giorno di Natale (che prevede da tradizione una partita di cartello del campionato) e ogni squadra disputerà 66 partite di campionato invece delle canoniche 82. “Abbiamo raggiunto un accordo di massima – commenta uno stremato ma soddisfatto commissioner David Stern – che dovrà naturalmente essere ratificato con una votazione generale. Ma siamo ottimisti, a Natale si tornerà a giocare”. Proprio le parole che volevano sentire i tifosi Nba. Ora il calendario si infoltisce. Prima di tutto il sindacato ritirerà l’azione legale che aveva intrapreso nei confronti della Nba, poi ci sarà la votazione generale dell’accordo di massima. Non dovrebbero esserci sorprese, ma prima di poter definitivamente mettersi alle spalle il lockout c’è bisogno del “sì” da parte del 50% +1 dei giocatori e dei proprietari, ma arrivati a questo punto un dietrofront sembra decisamente improbabile (e autolesionista). Le due parti hanno deciso di non rivelare i dettagli dell’accordo prima di averli chiariti con i propri membri ma salvo inaspettati ritardi il 9 dicembre prenderanno il via i training camp. Visto che il tempo stringe il mercato Nba andrà in scena durante la preparazione, una soluzione certamente complessa da gestire per i General Manager delle trenta franchigie, ma che permetterà a Stern e soci di raggiungere l’obiettivo prefissato, cioè partire con la regular season a Natale.

Naturalmente dovranno rientrare dall’Europa anche tutti i giocatori sbarcati nel Vecchio Continente in questi mesi. La giornata di ieri, peraltro, sembrava destinata a chiudersi con l’ennesimo nulla di fatto visto che il sindacato aveva puntato i piedi e chiedeva a Stern una divisione dell’ormai celeberrimo “Bri” (i proventi della Nba) 51-49 a favore dei giocatori. Dopo una lunga trattativa le parti si sarebbero accordati per una divisione della torta in pratica 50-50 (anche se sembra che alla fine i giocatori abbiamo ottenuto una frazione in più dei proprietari) e così nel cuore della notte americana è arrivato l’annuncio che tutti attendevano. Il basket Nba sta per tornare.

 

(Mauro Mantegazza)

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