NBA/ Clamoroso: Lakers a un passo dall’eliminazione! Il punto sui play off

- La Redazione

Pausa fino a venerdì ma dai play off di Nba arrivano clamorose novità. Una fra tutte la possibile elinazione di Los Angeles che è sotto per due a zero contro Dallas

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Una fase di Dallas Lakers (Foto Ansa)

I Lakers ancora sconfitti e a un passo dall’eliminazione! Chicago pareggia la serie contro Atlanta, mentre Miami andrà a Boston sul 2-0 e Memphis cercherà di difendere il vantaggio del campo acquisito in gara1 contro OKC. Pausa fino a venerdì per i playoff più matti degli ultimi anni, dove le sorprese sembrano non finire mai. I Lakers, dopo la disgraziata gara1 buttata via negli ultimi secondi, perdono ancora a Los Angeles contro Dallas e vanno ora in Texas dove i Mav’s potrebbero chiudere, contro ogni pronostico minimamente realista della vigilia, la serie contro i campioni in carica. Sconcertante prestazione della squadra di Jackson che, invece di rispondere con una prova di carattere, litiga col ferro per tutta la gara (2/22 da tre punti) e a tratti si fa dominare da Nowitzki e compagni. I texani restano in contatto nella prima parte del match, per poi prendere le redini della partita a cavallo dell’intervallo lungo e non lasciarle più. Ancora una grande prova del tedesco in maglia Mavericks, autore di 24 punti, molti dei quali nel momento decisivo della gara. Finisce 93-81 per la squadra di Carlisle che, oltre all’inerzia delle serie, sembra avere le chiavi per contenere questi Lakers: difesa attenta, attacco ordinato, due lunghi forti e dinamici (Chandler e Marion) in grado di mettere in difficoltà una front line giallo viola non certo parsa nella migliore condizione (28 punti in due partite per Gasol e 26 per Bynum sono decisamente pochi per la coppia che deve supportare offensivamente Bryant, per non parlare dei soli 6 punti di Odom in gara2!).

L’unico problema dei Mavericks è che quelli visti finora non sono i veri Lakers: sia Jackson che Kobe nel dopo partita hanno puntato il dito, non a caso, sui problemi difensivi dei campioni in carica (la difesa è da sempre il marchio di fabbrica delle squadre di coach Phil ai playoff), anche se il problema più rilevante sembra essere la poca continuità offensiva, salvo Bryant in gara1, dei primi violini dei Lakers. Gara3 in un campo tutt’altro che facile,dirà molto (se non tutto) sulle possibilità di recuperare da parte di Los Angeles in una serie che, comunque, sembra compromessa… sembra perché i veri Lakers non si sono ancora visti, aspettiamo di capire se si vedranno o meno.

 

Nell’altra gara giocata nella notte si risvegliano dal sogno di gara1 gli Hawks che vengono raggiunti sull’1-1 dai Bulls del fresco mvp, il più giovane di sempre, della lega: Derrick Rose. Piccola parentesi doverosa sul play di Chicago e sulla sua straordinaria stagione che l’ha visto migliorare in tutti i fondamentali: ha aggiunto l’arma del tiro da tre alle sue già straordinarie doti in penetrazione, ha migliorato visibilmente la sua visione di gioco e la sua capacità di far crescere i compagni. Sicuramente meritato il premio di miglior giocatore della stagione regolare per D-Rose, premio che il play ha voluto dedicare e regalare alla madre che l’ha salvato dalla strada e dalla depressione, accompagnandolo nella sua passione per il basket. Proprio l’mvp più giovane di sempre ha guidato i suoi alla riscossa in gara2 dopo l’inaspettata sconfitta del primo match. 25 punti e 10 assist per Rose nella vittoria 86-73 per Chicago segnata da una grande prestazione difensiva di squadra e dal dominio a rimbalzo (58 a 39 per i Bulls!). Ora si va ad Atlanta, dove Joe Jhonson e compagni cercheranno di difendere il vantaggio del campo acquisito in gara1. Da non sottovalutare gli Hawks, anche se Chicago dovrebbe veramente spegnersi per tre partite per perdere questa serie, il che è tanto possibile quanto non pronosticabile, ma in questi playoff ne succedono davvero di tutti i colori!

 

Miami guida 2-0 contro Boston, nella serie più attesa e più seguita, tanto da far segnare il record di audience, dopo Lakers – Spurs del 2004, per una serie di playoff che non sia la finale. Come nel caso dei Lakers verrebbe da dire che i veri Celtics non si sono ancora visti, se non a sprazzi nel terzo periodo di gara2. Il problema è che, a differenza dei giallo viola, la squadra di Rivers è parsa stanca e senza contromisure adeguate per questi Heat e, soprattutto, per le giocate di classe fuori contesto di Wade e James, proprio quello che sembra mancare a Boston. In gara2 non sono bastati il miglior Garnett dei playoff, un Rondo finalmente entrato nella serie e un ottimo contributo della panchina per aver ragione di Miami, anche perchè è dura compensare un Allen da 7 punti (dopo i 25 di gara1) e un Pierce balbettante in attacco.

 

 

La squadra della Florida è più atletica, più fisica in difesa e più veloce in attacco (i tiri degli Heat spesso non sono contestati mentre quelli di Boston lo sono sempre) e ha, appunto, quelle giocate individuali che al momento stanno risultando decisive, insomma è ben lontana al momento dalla squadra confusa e imprecisa di gran parte della stagione regolare. Difficile pronosticare una rimonta di Boston, ma i Celtics ci hanno abituato alle imprese impossibili: verdetto rimandato a gara3. Cosa dire dei Memphis Grizzlies: non avrebbero diritto di cittadinanza nemmeno al secondo turno di playoff e si permettono di andare a vincere gara1 a Oklahoma City, dopo aver fatto fuori gli Spurs, testa serie numero 1, al primo turno. Certo i Thunder e Durant hanno rimesso in carreggiata la serie vincendo d’autorità gara2, ma anche San Antonio l’aveva fatto, per poi vedersi annullare da Randolph e compagni. I favori del pronostico restano, giustamente, a OKC, con la squadra del capocannoniere della lega che sarà, peraltro, galvanizzata dalle sconfitte dei Lakers, che lasciano pregustare una finale di conference tutta da giocarsi. Ma i Grizzlies e il loro eroe Zibo (Randolph) sono l’emblema di questi playoff dove le sorprese sembrano non finire mai, per cui impossibile darli già fuori: sarà il campo a parlare, è il bello dell’NBA.

 

(Giacomo Rampinelli)

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