EUROPEI BASKET/ Non bastano i tre americani: a questa squadra mancano veri talenti. Parola di Charlie Recalcati (esclusiva)

Il basket italiano sta attraversando una fase difficilissima della propria storia e la debacle agli Europei ne è la conferma. CARLO “CHARLIE” RECALCATI ne ha parlato con noi.

06.09.2011 - La Redazione

L’Italia del basket chiude nel peggiore dei modi gli Europei 2011 in Lituania, che dovevano rappresentare – sulla carta – l’occasione per una riscossa. Invece, dopo le sconfitte contro Serbia, Germania e Francia (che ci avevano escluso dalla fase finale della massima rassegna continentale) è arrivata anche quella contro Israele. Così l’Italia esce a testa bassa, avendo tra l’altro mancato anche la qualificazione alle Olimpiadi di Londra 2012. Per parlare di questa debacle è intervenuto – in esclusiva a ilsussidiario.net – Charlie Recalcati, attuale allenatore della Cimberio Varese e storico mister anche della Nazionale, con la quale ha raccolto successi indimenticabili.

Recalcati, L’Italia esce dagli Europei nel modo peggiore: con la sconfitta con Israele. Quali sono i motivi di questa debacle azzurra in Lituania?

Non abbiamo una grande generazione di giocatori, di talenti. Dobbiamo renderci conto che non sono sufficienti i tre “americani” per vincere le partite e per fare grandi risultati. Ci vuole una squadra attorno.

Il livello del basket europeo è cresciuto nel tempo?

Non è “cresciuto”: è salito enormemente e tante nazionali hanno fatto un salto di qualità notevole. E non parlo solo della Francia, che ha nove giocatori che militano nel campionato NBA, ma di tutte le Nazionali. Non è più facile vincere contro nessuna squadra.

Purtroppo non andremo neanche a Londra per le Olimpiadi…

Purtroppo è così. Perderemo l’occasione della ribalta olimpica, che è da sempre la più grande vetrina del basket internazionale

I tempi in cui si vinceva l’argento olimpico ad Atene sembrano svaniti nel nulla. Cosa è successo al nostro basket?

Ripeto: è una questione anche generazionale. Dopo quella dei Basile e dei Galanda, non abbiamo trovato dei giocatori che si proponessero ad alto livello internazionale.

Solo questo? Ci sarà pure qualche responsabile di questo tracollo del basket azzurro…

La colpa è di tutti. I responsabili sono tanti, dalla Federazione all’allenatore: ognuno deve riflettere sul lavoro fatto per poter migliorare in futuro e non ripetere più gli stessi errori.

Cosa bisogna fare?

Penso che un allenatore a tempo pieno per la nazionale sia una cosa fondamentale, così come tornare a puntare sui settori giovanili.

Che futuro vede per il basket italiano?

Non sono molto ottimista. 

 

Tornerebbe ad allenare la Nazionale?

Premesso che allenare l’Italia è sempre motivo d’orgoglio, penso che il mio tempo con l’Italia sia finito. Ho condiviso esperienze e sentimenti molto belli, con risultati molto gratificanti e che mi hanno dato veramente tanto a livello personale. Questo sicuramente devo ammetterlo. 

 

Parliamo ancora di questi Europei, chi sono le favorite?

Spagna innanzitutto, poi la Lituania e la Serbia, che è una squadra che può puntare su un nucleo di giocatori molto giovani e nello stesso tempo molto interessanti. 

 

La Grecia?

No, non è nella fase migliore della sua storia cestistica. E’ in un momento di rinnovamento. Una nazionale ampiamente battibile. Si spiegano in questo modo anche le vittorie che abbiamo ottenuto contro di loro prima di questi Europei.

 

Poi c’è la delusione Turchia…

Sì, i vicecampioni del mondo non hanno fatto certo una bella figura: il loro rendimento molto scarso nelle partite prima dell’Europeo è stato confermato anche qui in Lituania.

 

 

(Franco Vittadini)

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