ALL STAR GAME NBA/ Vince l’Ovest, Durant MVP. Per Bryant record di punti

- La Redazione

L’Ovest vince l’All Star Game battendo l’Est 152-149. Kobe Bryant si rompe il naso e batte il record di punti che apparteneva a Michael Jordan. Durant (36 punti) votato MVP della gara.

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Kobe Bryant: 27 punti per lui nella vittoria dell'Ovest (Infophoto)

Lo chiamano All Star Game con buona ragione. E’ la partita delle stelle, un evento che in America tutte le Leghe professionistiche conoscono e da un po’ di tempo ha spopolato pure in Europa e, ovviamente, in Italia. Trattasi di evento mediatico prima che di discorso tecnico (che, a dir la verità, lascia alquanto a desiderare). Una tre giorni utile per staccare dalle fatiche della stagione regolare, riposarsi per chi non vi partecipa ed esibirsi ad uso e consumo del pubblico per i protagonisti. La NBA quest’anno lo disputava ad Orlando, Florida, tra venerdi e domenica notte. Tra l’attesa per Jeremy Lin, attrazione del momento (fate un giro dalle parti del Madison Square Garden di New York: vi accoglieranno tifosi che indossano maschere del taiwanese d’origine, cartelli griffati “Linsanity”, “Just Lin time” e cose simili), e la gara delle schiacciate (vinta dal giocatore degli Utah Jazz Jeremy Evans), con in mezzo la sfida al tiro da tre punti che si è aggiudicato il centro (!) dei Minnesota Timberwolves Kevin Love, l’attenzione di tutti era riposta sulla partita delle stelle, i 48 minuti che come ogni anno chiudono la kermesse. Parlare qui di quel che si è visto a livello tecnico, per l’appunto, non avrebbe senso: si sa che la partita è un modo per sperimentare schiacciate, divertirsi, provare quei numeri che durante le gare “normali” sono sconsigliati o si vedono raramente. Le notizie all’interno della partita sono fondamentalmente tre. La prima: ha vinto l’Ovest 152-149. Scappata via nei primi due quarti, la selezione in maglia rossa si è fatta rimontare – ma guarda un po’ – creando il tipico finale di suspense, quello in cui la voglia di vincere viene fuori e si comincia a difendere sul serio. L’Est ha provato a portarla a casa, ma i liberi finali di Bryant e Durant hanno chiuso la contesa. La seconda notizia: Kevin Durant è stato nominato MVP (miglior giocatore della gara) grazie ai 36 punti (top scorer insieme a Lebron james) e 7 rimbalzi. La terza: Kobe Bryant, la star dei Los Angeles Lakers, ha superato Michael Jordan come miglior marcatore di tutti i tempi in partite di All Star Game: utili i suoi 27 punti per stabilire l’ennesimo record della sua straripante carriera. Peccato ci abbia dovuto rimettere il naso (si parla di frattura al setto, “merito” di un colpo fortuito ricevuto da Dwyane Wade, a proposito: per la guardia dei Miami Heat una tripla doppia da 24 punti, 10 rimbalzi e 10 assist). Sostanzialmente, c’è poco altro da dire. David Stern, commissioner della Lega, si frega le mani: fa tutto brodo per aumentare l’audience. Adesso però, registrato che il prossimo All Star Game si giocherà a Houston, casa dei Rockets, tutta l’attenzione torna sulla regular season, e sulla data segnata in rosso sul calendario: 15 marzo, fine ufficiale del mercato. Mancano poco più di due settimane: per allora, molte squadre avranno effettuato movimenti. 

Quali, lo vedremo; ma di certo ne vedremo delle belle. Si parla di un playmaker per i Lakers (Lowry? Rondo? Monta Ellis?), di Dwight Howard con le valigie pronto a lasciare Orlando (si accaserà ai Nets? Agli stessi Lakers?), di Miami che con qualche piccolo aggiustamento non avrebbe rivali nella corsa al titolo. Tra bluff e voci fondate, una cosa è certa: stiamo entrando nel vivo. That’s the NBA: where the amazing happens. 

 

(Claudio Franceschini)

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