BASKET NBA/ Nella notte Miami batte Indiana e sale 3-2, ecco il quadro dei playoff

- La Redazione

Dopo aver visto le streghe, i Miami Heat si portano sul 3-2 nella serie contro gli Indiana Pacers, spostando l’inerzia dalla loro parte grazie a James. A Ovest abbiamo già una finale.

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Rajon Rondo, playmaker dei Boston Celtics (Infophoto)

Il peggio, forse, è passato. I Miami Heat avevano visto le streghe: perso Chris Bosh almeno fino alle eventuali Finali, i ragazzi di South Beach si erano trovati sotto 2-1 nella serie contro gli Indiana Pacers (semifinali della Eastern Conference), con una gara-3 imbarazzante, un Wade da 5 punti e nervosissimo, le certezze andate a farsi benedire di fronte a una front line pesante e di qualità, contro cui, ormai non è più un segreto, la squadra della Florida non ha una risposta adeguata. Tutto rientrato, o almeno sembra: Miami ha rialzato la testa, è andata a vincere alla Conseco Field House di Indianapolis e stanotte ha dominato in lungo e in largo. James e Wade hanno 64 punti combinati di media nelle ultime due gare, qualcuno sostiene che il gioco degli Heat sia quanto di più brutto si possa vedere ma tant’è: 3-2 nella serie e match point in Indiana giovedi notte. La vincente di questa serie (a questo punto Miami è largamente favorita) incontrerà la franchigia che la spunterà dall’altra semifinale a Est. Boston Celtics-Philadelphia 76ers è una sfida dal sapore anni Ottanta, quando Bird e McHale sfidavano Doctor J e Moses Malone, c’era ancora il parquet incrociato del Boston Garden e lo Spectrum ancora in piedi, e normalmente questa serie era la finale della Eastern Conference. Anche qui siamo 3-2, vantaggio Celtics: il loro progetto è forse all’ultimo anno, già in febbraio hanno provato a rifondare senza riuscirci, ora però vedono la possibilità di una Finale che sarebbe la terza nelle ultime cinque stagioni. Si gioca questa notte in Pennsylvania, i Sixers dopo aver eliminato i Bulls (privi però di Derrick Rose e Yoakim Noah e con Luol Deng non al meglio) proveranno ad allungare la serie alla settima partita, contando come al solito sul collettivo. Per Boston la chiave è Kevin Garnett: sta giocando il suo miglior basket da almeno tre anni, ma l’età si fa sentire e in gara-4 si è visto. A Ovest è già decisa la finale: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder sembra tanto un passaggio di consegne tra una franchigia giunta forse al termine di una dinastia durata 15 anni (4 titoli, ma sempre ai vertici della Lega), anche se lo si dice ogni anno: “Gli Spurs sono finiti”, e poi regolarmente sono lì. Lo scorso anno i texani sono stati traditi da stato fisico e supporting cast, cedendo al primo turno ai Grizzlies; 

Stavolta sono in forma stratosferica, i vari Green, Leonard e Neal stanno facendo quanto loro chiesto, il risultato è un doppio sweep ai Jazz (poca cosa in generale) e ai rampanti Clippers di Paul e Griffin. Partono con i favori del pronostico per il gioco dimostrato e perchè se Duncan è in forma fa ancora la differenza, ma attenzione ai Thunder: hanno eliminato i Lakers in cinque partite (per i gialloviola prevista in estate la rifondazione: solo Bryant è sicuro di restare), sono giovani, i loro Big Three (Durant-Westbrook-Harden) sono totalmente complementari tra loro, sotto canestro Ibaka e Perkins intasano l’area rendendo complicate le penetrazioni al ferro. Si parte domenica notte: è opinione comune tra gli addetti ai lavori che la vera Finale NBA sia questa, e che chi uscirà vincente dalla serie si prenderà poi l’anello. Attenzione a non dare niente per scontato, però: l’anno scorso qualcuno avrebbe messo il solito Euro sui Dallas Mavericks?

 

(Claudio Franceschini)

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