Basket/ Piero Bucchi: i segreti della capolista Brindisi. Milano-Siena, in Eurolega vi vedo così (esclusiva)

- int. Piero Bucchi

In esclusiva per ilsussidiario.net, intervista a Piero Bucchi: il coach dell’Enel Brindisi prima in classifica ci parla della sua squadra e delle possibilità di Siena e Milano in Europa

bucchi_parquet
Per Piero Bucchi, 58 anni, ultima partita da allenatore di Brindisi (INFOPHOTO)

12 punti in classifica dopo sette giornate di campionato per un primato importante, il primo nella storia della società. Brindisi è in testa alla classifica, nel torneo di serie A del basket italiano, davanti a squadre blasonate come Siena, Milano, Roma. Il segreto della sua leadership è spiegato con la continuità, con quella di un progetto che ha portato il club pugliese dalla serie A ai vertici della pallacanestro italiana. E con la gentile partecipazione di Piero Bucchi: l’allenatore dell’Enel ha ricominciato quasi da zero, dopo due finali scudetto con l’Olimpia Milano, portando Brindisi dalla LegaDue al gradino più alto. E per una squadra che ha tra i suoi tifosi anche la tennista Flavia Pennetta, sognare non è sbagliato. Per parlare del fenomeno Brindisi, e delle sfide di Eurolega della settimana (Zalgiris-Milano, Siena-Bayern Monaco), abbiamo sentito proprio Piero Bucchi. Eccolo in questa intervista in esclusiva per ilsussidiario.net.

Sei vittorie e una sconfitta: qual è il segreto di questa Brindisi? Sacrificio e allenamento, un allenamento quotidiano molto intenso in palestra dei giocatori che non si sono risparmiati mai.

Siete la terza miglior difesa e il sesto miglior attacco: c’è un’idea specifica, come difendere forte per avere più ritmo e qualità offensivamente (guardando anche alle percentuali nel tiro da 2 punti)? Quello che conta è avere equilibrio tra le due fasi di gioco, difesa e attacco. Ad esempio saper giocare bene nell’uno contro uno in difesa e non puntare sempre sull’azione individuale in attacco. Il segreto del rendimento di Brindisi è proprio questo.

La vetta della classifica ha cambiato qualche strategia o obiettivo oppure si pensa sempre alla salvezza? Siamo contenti di questo primato ma stiamo con i piedi per terra, è ancora l’inizio del campionato, dovremo aspettare ancora qualche giornata del torneo per misurare  le nostre reali possibilità. Ci sono in ogni caso squadre che restano più forti di noi, perlomeno sulla carta. Puntiamo a migliorarci di continuo ma senza sognare cose impossibili.

Quanto è diversa questa squadra dalle due precedenti versioni da lei allenate, quella della promozione e quella della salvezza arrivata lo scorso anno? Quella della promozione era una squadra che puntava sui giocatori italiani. L’anno scorso abbiamo fatto bene, raggiungendo le finali di Coppa Italia; quest’anno invece ci sono buoni giocatori italiani che magari mancano di un po’ di fisicità, con elementi stranieri di buon livello tecnico. Resta in questi tre anni la continuazione di un progetto di cui ho fatto parte, che ci ha portato al vertice della classifica, per un lavoro molto serio e molto ben studiato.

Cosa porta un veterano come Bulleri in una squadra con i talenti ancora relativamente giovani come Dyson e James, alla prima esperienza in serie A? Bulleri è il capitano, sa dare sempre i consigli giusti, sa trasmettere la carica ai compagni e anche rimproverarli quando ce n’è bisogno. La sua esperienza serve molto in diversi aspetti.

Il primato di Brindisi sta accendendo un grande entusiasmo in città, come lo vivete? C’è euforia, è inutile nasconderlo. Per una città che non vive di calcio, dove il basket si è ritagliato uno spazio di rilievo, il primato della classifica è una cosa importante. E’ la prima volta che succede nella storia di questa società, sono contento di avere contribuito, di esserne anch’io parte. Dopo l’esperienza della finale con Milano è una bella soddisfazione questo momento della mia carriera.

Avete anche tifosi vip come la tennista Flavia Pennetta… Lei è brindisina doc. Quando è a Brindisi  viene a vederci, è nostra tifosa, ci fa molto piacere tutto questo.

Parlando di Eurolega, come giudica le due partite contro Zalgiris Kaunas e Bayern Monaco di Milano e Siena in questa giornata? 

Milano ha tutte le carte in regola per qualificarsi per il turno successivo, è una squadra costruita per vincere non dico l’Eurolega ma ogni partita che gioca. Di sicuro è la più forte in Italia. Mi aspetto invece un colpo di coda di Siena, perchè possa rimettersi in gioco nell’Eurolega.

Per Siena realisticamente l’obiettivo Top 16 è ancora possibile? Può battere il Bayern Monaco ma dovrà sperare in qualche distrazione delle altre squadre che la precedono: purtroppo con una vittoria e cinque sconfitte non sono più padroni del loro destino.

Sembra che Daniel Hackett sia in procinto di passare al Galatasaray, in caso di eliminazione dall’Eurolega: senza entrare nel merito della scelta, quanto perderà Siena senza di lui? Bisogna dire che Hackett è veramente un leader, ma è anche vero che Siena è una squadra che non si dà mai per vinta, riesce sempre a tirare fuori forze incredibili anche nelle situazioni peggiori. Se davvero laceranno andare Hacket riusciranno a restare competitivi in Italia, ne sono certo.

(Franco Vittadini)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori