Basket Eurolega 2013-2014/ Premier: Milano, serve la partita perfetta. Siena può farcela perché… (esclusiva)

- int. Roberto Premier

ROBERTO PREMIER ci presenta l’ottava giornata di Eurolega: il massimo torneo continentale di basket ci propone Milano-Real Madrid nel gruppo B e Siena-Zielona Gora nel gruppo C

LucaBanchi
Luca Banchi, allenatore dell'Olimpia Milano (Infophoto)

Nuova settimana di Eurolega, con Milano che affronterà il Real Madrid al Forum di Assago nella partita contro la squadra forse più forte in Europa in questo momento. Sarebbe un’impresa vincere per l’Armani, e servirebbe anche per raggiungere la qualificazione per le Top 16 con ben due turni d’anticipo: in Europa comunque le cose vanno bene per Milano, a differenza del campionato. Come al solito diremmo, nonostante l’Olimpia parta sempre come grande favorita. Il Real Madrid ha vinto tutti i sette incontri che ha giocato in Europa, Milano ha uno score di quattro successi e tre sconfitte e vincere contro gli spagnoli potrebbe essere la svolta della stagione. Anche Siena ha speranze di approdare alle Top 16, infatti la vittoria contro i tedeschi del Bayern Monaco l’ha rimessa in corsa per i primi quattro posti del suo gruppo. La Montepaschi avrà una partita abbastanza semplice sulla carta, dovendo affrontare i polacchi dello Stelmet Zielona Gora a Firenze, sede delle sue partite casalinghe: una partita però da vincere proprio per questo motivo, non si possono lasciare altri punti per strada. In classifica Siena ha due successi e cinque sconfitte, e fa la corsa sul Malaga e appunto il Bayern Monaco. Per parlare di questa giornata di Eurolega abbiamo sentito Roberto Premier, giocatore della grande Milano degli anni ’80. Eccolo in questa intervista esclusiva per IlSussidiario.net.

Per Milano contro il Real Madrid sarà una partita proibitiva? Sulla carta sarà un incontro molto difficile, bisogna ammettere che il Real Madrid è formazione d’altra categoria rispetto a Milano.

Come dovrà giocare l’Olimpia per vincere? Dovrà fare una partita perfetta!

Perché anche quest’anno l’Armani sta facendo molta fatica?
E’ molto semplice capire il motivo di tutto questo. Milano ogni anno cambia giocatori e allenatore, non cerca di costruire nel corso degli anni un gruppo vincente che potrebbe portarla a successi importanti. Per la mia esperienza con la squadra di cui facevo parte negli anni ’80, il segreto dei nostri successi era proprio questo.

Come quella volta in cui recuperaste 35 punti in un incontro di Coppa dei Campioni con l’Aris Salonicco?
Fu un match memorabile. Noi giocammo oltre ogni limite, il pubblico ci incitò fino alla fine, i greci non diedero certamente il massimo: fu una vittoria che entrò nella storia del basket.

In Europa comunque la qualificazione è quasi sicura quest’anno per Milano? Sembra essere così, rispetto alla scorsa stagione Milano dovrebbe almeno qualificarsi per il turno successivo.

Le Final Four saranno proprio a Milano: l’Armani potrà arrivarci?
Mai dire mai, Milano potrà riprendersi. L’Armani tra le prime quattro d’Europa sarebbe veramente un sogno.

Siena contro lo Zielona Gora avrà un’occasione per tornare a sperare nella qualificazione?
Siena a poco sta recuperando, sta giocando meglio e sta tornando a buoni livelli. In campionato è anche nelle prime posizioni di classifica.

Quali sono i segreti di questa ripresa della Mens Sana?
Ha venduto diversi giocatori forti, ma è sempre competitiva, come ogni anno. Il segreto di Siena è aver appunto creduto sempre in un gruppo, ed è anche l’organizzazione di una società molto efficiente che ha portato a sette scudetti consecutivi. Penso che sia bello per qualsiasi giocatore non sentirsi considerato un numero, ma essere accolto nel migliore dei modi. Non siamo nella Nba, dove ci sono dei robot.

Merito anche del lavoro di Crespi? 

E’ merito di tutti, anche dell’allenatore, ma soprattutto di una società che sa gestire ogni minimo particolare. E’ il segreto che ha fatto grandi club come Milano e Bologna in passato, sia la Virtus sia la Fortitudo. Il segreto che ha portato in alto anche Caserta e Pesaro quando hanno vinto i loro scudetti. (Franco Vittadini)

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