Reggio Emilia-Sassari/ Verso gara-7: una finale scudetto da ricordare, comunque vada

- La Redazione

Si giocherà venerdì sera gara-7 della finale scudetto Reggio Emilia-Sassari: al PalaBigi ultimo episodio di una serie emozionante e pazzesca, che stava per chiudersi e si è riaperta

PalaSerradimigni_gara-6
(dall'account ufficiale facebook.com/dinamosassariofficial)

Si dice in questi casi “vinca il migliore”. Non può che essere così: lo spettacolo che Grissin Bon Reggio Emilia e Dinamo Sassari stanno regalando ai loro tifosi e a tutti gli appassionati non merita che questo. Che sia una o l’altra a vincere non cambierà le cose: lo diceva benissimo uno striscione da parte dei tifosi del Banco di Sardegna che campeggiava al PalaBigi in gara-5. Certo, questo non toglierà amarezza e delusione per la sconfitta; perdere una finale scudetto nella partita decisiva fa male, sempre, quando sei tifoso. Ma l’atto conclusivo del campionato di basket è quanto di più bello si potesse desiderare: gara-6 è durata la bellezza di 55 minuti effettivi, ci sono stati tre tempi supplementari, un tira e molla nel punteggio da sconsigliare a chi si emoziona troppo.

Sembrava che Reggio Emilia l’avesse vinta: una tripla dall’angolo di Achille Polonara, un recupero con lay up di Rimas Kaukenas (alla miglior prestazione della sua finale, 20 punti), +5 con 48 secondi da giocare. E invece no: David Logan ha messo una tripla centrale, Jerome Dyson ha inchiodato una schiacciata pazzesca a difesa schierata, e si è andati al secondo overtime. Prima e dopo, Reggio Emilia ha avuto due palloni per lo scudetto: Andrea Cinciarini ha trovato soluzioni ottimali ma prima la sua conclusione è finita lunga sul secondo ferro, poi l’appoggio al tabellone si è rivelato troppo complesso. Sassari poteva chiuderla qui, avanti di 5 e con tutta l’inerzia dalla sua: ma Shane Lawal ha commesso un fallo giudicato antisportivo, è uscito per la sua quinta sanzione al termine di un’altra partita enorme (25 punti e 16 rimbalzi) e Reggio ha impattato per il terzo supplementare. Dove l’eroe, all’improvviso, è diventato Jerome Dyson che era forse il giocatore più in difficoltà nella finale: 0/2 da oltre l’arco fino a lì e 0/12 nelle partite di Reggio, due triple pesantissime (dal giardino di casa sua) più una schiacciata paurosa di David Logan – in testa a Ojars Silins, che si è infortunato nell’occasione – che aveva qualcosa da farsi perdonare. Finalmente la Dinamo l’ha portata a casa; la Grissin Bon, che si era illusa di aver chiuso la serie e vinto lo scudetto, deve ora tornare al PalaBigi per una gara-7 che ci auguriamo sia ancora così, punto a punto ed emozionante fino al termine. Reggio ha dalla sua il fattore campo, mai saltato in questa finale, e alcune prestazioni pazzesche come quella di Amedeo Della Valle (25 punti e 6/9 nelle triple); Sassari l’inerzia, la fiducia per la vittoria (e per aver risollevato la serie in almeno due occasioni) e il precedente della semifinale, quando aveva espugnato il Forum eliminando l’Olimpia Milano. Comunque vada, la ricorderemo come una grande finale. Magari senza le piazze storiche, magari senza i nomi da leggenda. Ma con un’intensità e una qualità pazzesche, che è poi quello che conta. 

(Claudio Franceschini)



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