Milan, Gattuso: “Non siamo morti”/ “Nessun problema con Leonardo. Sul futuro…”

- Carmine Massimo Balsamo

Reduce dalla sconfitta con la Sampdoria, il Milan è atteso domani dalla sfida con l’Udinese: ecco le parole di Gennaro Gattuso in conferenza stampa.

Milan, Gennaro Gattuso (Twitter)
Gennaro Gattuso

Vigilia di Milan-Udinese, 30° giornata di Serie A: rossoneri a caccia di riscatto dopo la sconfitta con la Sampdoria, Gennaro Gattuso suona la carica. «Veniamo da due risultati negativi ma il gruppo è vivo: la squadra sa che stiamo attraversando un momento negativo, ma non siamo morti», l’esordio in conferenza stampa del tecnico rossonero, che si è soffermato sul rapporto con la dirigenza: «Anche prima remavamo tutti dalla stessa parte: domani c’è una gara importante e io sono tranquillo, non perché ho parlato con Leonardo e Maldini. L’unione tra me e la dirigenza nessuno può metterla in dubbio: so quello che ci diciamo e il rispetto reciproco che c’è. Il nostro obiettivo è quello di tornare in Champions League: ne ho sentite di cotte e di crude sul rapporto tra me e Leonardo, per come siamo fatti ci siamo già detti le cose in faccia».

GENNARO GATTUSO ALLA VIGILIA DI MILAN-UDINESE

Il tecnico del Milan è poi tornato sulle frasi sul futuro pronunciate nell’ultima conferenza stampa: «Oggi non le direi di nuovo: sono vero e dico ciò che penso. Se vado ad analizzare come è uscita quella frase, potevo anche starmene zitto e evitare le problematiche uscite fuori in questi giorni». Gattuso ha poi parlato di Gigio Donnarumma, autore di un errore grossolano contro la Sampdoria: «Le critiche ci stanno: l’ho visto bene, ci ha messo la faccia e si è assunto la responsabilità. E’ un errore che ci può stare e che capita, mi è piaciuto come ha gestito la situazione, così come ho apprezzato le parole di Conti: questo vuol dire che ho che fare con un gruppo sano». Un commento sul gioco espresso nelle ultime uscite: «Non abbiamo mai fatto un bel calcio, neanche quando abbiamo conquistato cinque vittorie di fila. Il secondo tempo con Inter e Sampdoria mi è piaciuto, bisogna stare più attenti. La mia tranquillità arriva da ciò che mi fanno vedere i giocatori nello spogliatoio».







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