ANDRE’ CRUZ/ News: ho il Napoli nel cuore, emozioni uniche. Inter? Era fatta ma… (esclusiva)

- La Redazione

André Cruz news, esclusiva Napoli e Milan: l’ex capitano della Nazionale brasiliana ha parlato della sua avventura in Italia e anche della corsa di Neymar al Pallone d’Oro.

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André Cruz

In Italia ce lo ricordiamo soprattutto con la maglia del Napoli, tre stagioni da leader della difesa partenopea e ben 13 gol, sette solo nella prima stagione. Poi il passaggio al Milan un po’ tormentato visto che era stato appena ceduto all’Inter. Tanti infortuni fisici in rossonero, l’ultimo anno in Italia al Torino prima di vincere il campionato portoghese con lo Sporting. Oggi André Cruz, ex giocatore brasiliano famoso per i suoi calci di punizione, è un procuratore di giovani talenti. In esclusiva per IlSussidiario.net, il brasiliano ha parlato delle sue esperienza in Italia e di tanto altro.

Una carriera importante la sua. Ha qualche rimpianto? Forse ho vinto poco ma sono davvero felice della mia carriera e di quello che ho fatto soprattutto in Italia.

Napoli, tre stagioni alla grande e 13 gol. Che ricordi ha dell’avventura in maglia azzurra? Emozioni uniche, Napoli è sempre dentro il mio cuore. Il San Paolo che ti fa tremare dall’emozione, il calore della gente che solo a Napoli puoi trovare.

Oggi il Napoli è secondo in classifica. Cosa pensa della squadra di Sarri? Seguo poco il calcio italiano perché sono sempre in giro per il Brasile per vedere i giocatori, però sono contento davvero del campionato del Napoli, sono convinto che  lo scudetto possa arrivare. Io faccio il tifo per loro.

C’è un episodio particolare della sua avventura a Napoli? C’è un ricordo che conservo nella mente. Si giocava Napoli-Sambenedettese valida per i playoff di Serie C, al San Paolo c’erano quasi 55mila spettatori. Assurdo, non sarebbe mai successo in altre città, solo a Napoli.

Dal Napoli al Milan, esperienza da cancellare quella in rossonero? Non proprio. Arrivai al Milan grazie a Capello che mi voleva già l’anno prima al Real Madrid. Purtroppo iniziai ad avere problemi fisici e mi fermai per quattro mesi. Feci in tempo ad essere convocato al Mondiale del ’98 in Francia. Poi arrivò Zaccheroni e per me finì l’avventura al Milan.

Come mai? Il mister aveva altre idee, voleva puntare su Ayala al posto mio per questo decisi di andare via dal Milan.

Francia ’98, Mondiale sfortunato per il Brasile non crede? Purtroppo andò male in finale ma smettiamola di dire che è andata così solo a causa del malore di Ronaldo. Abbiamo giocato male, la Francia vinse meritatamente la finale.

L’ultimo anno in Italia a Torino. Come andò? Iniziammo bene la stagione, poi diversi giocatori importanti si fecero male e la squadra iniziò a soffrire. Non mi trovavo con il gioco di Mondonico, palla lunga e pedalare, per questo chiesi di andare via.

Ha ancora rapporti con qualche ex compagno di squadra?

Uno in particolare, Fabio Pecchia: un ottimo giocatore ma soprattutto un grandissimo uomo. Un buono di cuore, sono felice della sua carriera da allenatore. Sta studiando da Benitez, diventerà un grande tecnico.

Maestro nei calci di punizione: come faceva ad essere così bravo? Tanto allenamento, al termine delle sedute ordinarie restavo quindici minuti in più per tirare i calci di punizione. Solo con il lavoro si ottengono i risultati.

Dal campo alla scrivania: oggi è procuratore… Ho un paio di elementi molto interessanti, seguo soprattutto i ragazzi più giovani e qualcuno di loro promette molto bene. 

Come mai la Nazionale brasiliana non riesce a tornare quella di un tempo? Ci sono tanti giocatori bravi, è difficile scegliere i migliori. E poi mettiamoci anche il problema dei campionati in Brasile che durano tanto, ci sono troppe partite. Certo, ai miei tempi c’erano fenomeni come Ronaldo, Rivaldo, Roberto Carlos e tanti altri.

Oggi c’è Neymar: è da Pallone d’Oro? Per me lo merita visto che ha fatto un 2015 straordinario. Però accanto a lui c’è quel fenomeno di Messi, sarà difficile batterlo.

Ultima domanda: ci sveli il mistero del mancato passaggio all’Inter. Cosa è successo? L’estate del ’97 l’Inter prese Ronaldo, trattativa davvero difficile; per questo i nerazzurri decisero di temporeggiare per il mio acquisto. Inoltre l’allora tecnico dell’Inter Gigi Simoni, un signore, voleva puntare su di me come centrocampista ma io venivo da tre campionati importanti come difensore e allora decisi di accettare il Milan nonostante avessi già trovato un accordo con i nerazzurri.

(Claudio Ruggieri)

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